A Pistoia c’è una mostra dedicata al grande architetto e designer Ettore Sottsass

A Pistoia esposti disegni, fotografie, oggetti, documenti dell’architetto e designer italiano. Oltre 1400 opere restituiscono circa trent’anni di slancio progettuale e di ricerca di Ettore Sottsass, evidenziando per la prima volta le sue connessioni con la scena imprenditoriale toscana.

Perdersi e ritrovarsi. Percorrere un itinerario che dalla dirompente impulsività del colore conduce fino al bianco e nero impresso su carta fotografica, lungo tre decenni intensissimi di pensiero, produzione, vita. Dalla scomparsa di Ettore Sottsass (Innsbruck, 1917 – Milano, 2007) sono trascorsi quasi vent’anni. Un arco temporale in cui studi, ricerche, mostre, libri hanno a più riprese ricondotto la sua figura nella piena contemporaneità, consolidandone la reputazione tra i maestri del design del Novecento e attirando, attorno al suo ruolo di outsider, nuovi pubblici. Mancava, però, un focus sul legame professionale tra il progettista e la Toscana, terra che in un secondo dopoguerra di scarsità e urgenze con lui si dimostrò prodiga di opportunità, trainate da un’audace imprenditoria locale. Sana questa carenza la mostra Io sono un architetto. Ettore Sottsass – promossa e organizzata da Fondazione Pistoia Musei e Fondazione Caript con Electa e Fondamenta – Fondazione per le arti e la cultura della casa editrice, con la main partnership di Intesa Sanpaolo, e visitabile a Pistoia, nelle sale di Palazzo Buontalenti, fino al 26 luglio 2026 – che analizza la fase estesa dal 1945 al 1975 con un’impressionante mole di opere. 

A Pistoia la mostra sul visionario Ettore Sottsass

Per illustrare metodo, lavoro ed esistenza di Sottsass, prima della fatidica ascesa con il collettivo Memphis, il curatore Enrico Morteo ha studiato e selezionato i materiali conservati al Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) dell’Università di Parma. Da questa eccellenza proviene una quota significativa dei pezzi esposti, molti dei quali inediti, cui si sommano i rilevanti prestiti concessi dalla Fondazione Vittoriano Bitossi, dal Centro Studi Poltronova per il Design e da altre istituzioni pubbliche e private. Un corpus inevitabilmente ampio e eterogeneo, che tuttavia non si traduce in un impianto espositivo governato da densità o confusione. La successione degli ambienti storici, con le ovvie differenze di metrature e stratificazioni, e l’impostazione per temi (sostenuta da un non vincolante criterio cronologico), contribuiscono a rendere la visita di Io sono un architetto. Ettore Sottsass chiara e appassionante anche al pubblico più incline ad altre esperienze espositive. 

Le 13 tappe del percorso sono unificate dalla centralità assegnata all’atto del progettare. È quest’ultimo vocabolo ad accompagnare infatti i visitatori, sala dopo sala, fornendo un parametro per cogliere il senso di una vita vocata alla sperimentazione, che nello stesso incoraggia a ricordare quanto il design sia ovunque, in tutte le dimensioni della nostra quotidianità. 

A Pistoia c’è una mostra dedicata al grande architetto e designer Ettore Sottsass
Ettore Sottsass, Ultrafragola, 1970. Centro Studi Poltronova srl © Erede Ettore Sottsass, by SIAE 2026

Ettore Sottsass e la Toscana

Luce, colore, mani: queste le prime materie con cui Sottsass, in assenza di grandi commesse, sviluppa la sua ricerca. All’osservatore della mostra pistoiese si presenta come un progettista animato dall’urgenza di misurarsi con il disegno, la pittura, i tessuti, nonché dalla necessità di manipolare, comporre, montare, sovrapporre. Dopo questo incipit, funzionale a far emergere la volontà di Sottsass di conoscere la materia e capire come possa vivere e mutare nello spazio, si entra nel vivo della mostra con il lavoro condotto, a partire dalla metà degli Anni Cinquanta, per la Fabbrica Bitossi di Montelupo Fiorentino. È in questa manifattura che Sottsass evolve per sempre la sua percezione della ceramica: da supporto diventa, a tutti gli effetti, “tema di progetto”. Nella scenografica installazione al centro della sala 3 si assiste a questa evoluzione, con la contemporanea presenza dei primi esemplari, contraddistinti da trame disegnate da Sottsass, a quelli maturi, esito di un concreto processo di modellazione materica. Si compiono in Toscana anche le collaborazioni con Poltronova, di cui diviene direttore artistico pur senza pregresse esperienze nella produzione di mobili e per la quale firma altri prodotti oltre l’immancabile specchio/lampada Ultrafragola, e (almeno in parte) quella con l’Olivetti. Tra i capitoli memorabili della mostra pistoiese rientrano proprio quelli in ricordo del trentennale sodalizio con l’azienda di Ivrea, per la quale Sottsass disegna uffici, arredi e accessori per gli ambienti di lavoro e assegna un’argentea identità – efficacemente ribadita nell’allestimento – al primo calcolatore elettronico italiano, concepito nel pisano.

Sottsass anticonvenzionale, provocatorio e inesauribile

Affiancata da un poderoso catalogo e da un calendario di eventi, Io sono un architetto. Ettore Sottsass traccia un’ulteriore serie di traiettorie tematiche. Intercettano l’attività architettonica propriamente intesa, con tra gli altri un (notevole) progetto di edilizia scolastica in Sardegna a quattro mano con il padre, e alcuni snodi fondamentali della vita del progettista: dai viaggi alla malattia degli Anni Sessanta, i cui riflessi oltrepassano la sfera personale e generano nuove istanze nel lavoro, fino alla partecipazione alla mostra newyorkese Italy. The New Domestic Landscape. A emergere è un protagonista inesauribile e non classificabile, al quale avvicinarsi senza la tentazione di definire confini o categorie, ma piuttosto con il desiderio di sorprendersi di fronte agli smisurati intrecci del pensiero umano.

Valentina Silvestrini

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Valentina Silvestrini

Valentina Silvestrini

Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. È cocuratrice della newsletter "Artribune Render", dedicata alla rigenerazione urbana a base culturale. Ha studiato architettura all’Università La…

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