Provincia Cosmica. L’artista Pasquale de Sensi racconta il rapporto con la Calabria: “tanto isolamento ma tante possibilità”
La rubrica “Provincia Cosmica” fa tappa in Calabria. A Lamezia Terme vive Pasquale de Sensi, collagista raffinato e surrealista che ha scelto di tornare in quella che definisce la regione più “isolata” d’Italia
È un ostinato sabotaggio creativo, quello messo in atto da Pasquale de Sensi (Lamezia Terme, 1983). Che si tratti di dipinti su grande formato o minuziosi collage su carta, l’attività dell’artista è un continuo prelevare, dislocare, decontestualizzare immagini altrui, ricomponendole in soluzioni nuove e dalla lettura sempre incerta. Abile assemblatore di figure, vive in provincia di Catanzaro.

Intervista a Pasquale de Sensi
Un giorno mi hai detto: “la Calabria è un’isola, pur senza esserlo”. A cosa ti riferivi?
Esistono diversi tipi di provincia, diverse periferie. La Calabria costituisce un caso a parte perché il suo isolamento coinvolge tutta la regione. L’Italia è piena di zone periferiche ma che gravitano intorno a centri più o meno polarizzanti e collegati con una rete di altri centri. Nel caso della Calabria è un po’ come se l’intera regione fosse una grande e variegata zona d’isolamento, dove le iniziative, molte delle quali assolutamente valide, rischiano di essere organismi autoreferenziali, che nascono e muoiono qui, oppure delle cattedrali nel deserto (a volte piccole e bellissime chiesette nel deserto), che durano per un po’ e poi sono costrette a chiudere o a spostarsi altrove. Quello che manca è una reale rete di interscambio e contaminazione fra i progetti locali e il mondo esterno, che sia solida, aperta e nutriente per entrambe le parti.
Eppure in questa “isola” sei ritornato, per scelta, nel 2010. Eri consapevole dei limiti territoriali e culturali del luogo. Cosa cercavi? Cosa ti ha spinto a rientrare qui, pur conoscendo gli aspetti meno consolatori di questo posto?
Mi sono spostato molto nel periodo accademico, come studente, cambiando spesso accademia, fra Urbino, Roma e Perugia, e ho avuto modo di viaggiare, facendo gavetta fra mostre e fiere. Ma in realtà ho quasi sempre avuto la mia base a Lamezia Terme. È da qui che ho realizzato quasi tutte le mie mostre e i miei progetti, grazie alla presenza del vicino aeroporto e soprattutto grazie ad Internet. Il fatto di poter condividere le mie immagini virtualmente è stato determinante nel farmi scegliere di rifiutare di vivere in uno dei vari centri direttivi. Sono sempre state le immagini a viaggiare per prime. Io le seguivo in base alle affinità che riuscivano a stabilire. Trovo che ci sia una certa onestà in questo.
In che senso?
Nel senso che sono sempre state le opere a farmi avere credito, contatti e spazio. Io in quanto persona fisica mi sono sempre tenuto, per carattere e per scelta, in disparte. Se ho esposto o pubblicato in giro è stato perché qualcuno ha trovato qualcosa nelle mie opere. Ho scelto di restare in Calabria per ragioni anche molto pratiche in fondo, come il fatto di avere uno studio grande e luminoso senza dover pagare un affitto o dover giustificare ogni macchia di colla o di colore al padrone di casa. Ma soprattutto ricordo un immenso senso di attrazione verso la luce, la profondità dei cieli a cui ero abituato. Inoltre negli anni in cui mi sono riavvicinato a Lamezia era in atto una vera e propria rinascita culturale, legata soprattutto all’ambito musicale, per cui era facile vedere concerti di band internazionali senza doversi spostare. Le Officine Sonore di Fabio Ferlaino e Riccardo Zaffina, il Color Fest di Mirko Perri, il Crac di Nicoletta Grasso, sono riusciti a dimostrare come, a volte, nei contesti più marginali possano crearsi dinamiche coinvolgenti capaci di innescare circoli virtuosi e un “ambiente” anche in assenza di un vero e proprio “sistema”.
Pasquale de Sensi e il paesaggio calabrese
Parli di luce e di cieli. Che rapporto hai con il paesaggio? Mi riferisco proprio all’ambiente e alla natura che ti sono intorno.
Il paesaggio è fondamentale, è come la trama su cui si svolge la narrazione. E la Calabria è rinomata per la sua varietà di paesaggi, ma soprattutto per gli stacchi improvvisi con cui i paesaggi si susseguono fra di loro. Il passaggio da un bosco di montagna a una spiaggia può essere talmente veloce che viene da pensare a un cut-up, a un accostamento di elementi contrastanti. Questa simultaneità mi interessa molto. E al di là di questo, al di sopra, c’è la luce. Una parte molto nascosta del mio lavoro artistico è quella di fotografo di nuvole. Qui nel cielo è possibile osservare formazioni di nuvole che a volte hanno una profondità prospettica che ha qualcosa di architettonico. Soprattutto il cielo di fine agosto è uno dei miei preferiti. Chiaramente questi elementi influenzano molto anche l’approccio al colore e alla composizione. Ogni paesaggio ha una sua ragione naturale, ma a me interessa più di tutti il paesaggio mediterraneo.
Il fragile equilibrio dell’artista per Pasquale de Sensi
Da qualche anno collabori con Mondoromulo, piccola galleria in provincia di Benevento. Una realtà coraggiosa, che prova a muoversi al di fuori delle rotte convenzionali del sistema. Quanto è importante (e rassicurante) per un artista sapere che esistono luoghi di ricerca anche lontano dai grandi centri del Paese?
Sì, ho conosciuto Flavio Romualdo Garofano a Bologna, nel 2009, durante una collettiva indipendente di cui era il curatore. Ci siamo incrociati poi diverse volte, e una cosa bella del mestiere d’artista è che, quando si apprezza l’opera di qualcuno, è molto facile diventare buoni amici. Quindi sono stato molto felice quando nel 2023 ha aperto la Mondoromulo a Castelvenere e mi ha invitato a farne parte. È un progetto che porta avanti con grande passione e spirito combattivo, che è necessario per muoversi nel mondo dell’arte contemporanea in maniera indipendente. Castelvenere è un piccolo centro nel fondo della Valle Telesina, una zona di terme, streghe e ottimi vini. Ha il doppio vantaggio di essere un’isola in sé, ma anche di trovarsi molto vicina a centri come Roma, Napoli e Bari.
A Lamezia Terme porti avanti la tua ricerca, coniugando ambizioni da artista, priorità familiari e lavori paralleli per sostenerti. Come si mantiene tutto questo in equilibrio?
Chiaramente non è facile. Riesco a lavorare in maniera abbastanza costante su progetti espositivi o grafici, sia fuori dalla regione che all’interno della città. Ultimamente, per esempio, si è costituito Equatore, un gruppo di volenterosi che si impegna a organizzare mostre ed eventi artistici a Lamezia. Ma la città è bloccata su vari fronti da uno scudo di provincialismo che in passato ha impedito diverse volte la fondazione di un museo stabile sull’arte contemporanea. C’è il protagonismo della vecchia guardia locale, una politica rassegnata ai commissariamenti; c’è in generale un’ignoranza dilagante verso i linguaggi e le modalità del contemporaneo e un disfattismo atavico che rende difficile muoversi in maniera realmente produttiva sul territorio. Ironicamente mi viene in mente la frase che trovai su un atlante del 1861, The Picturesque Mediterranean, dove la Calabria viene definita “a perfect Paradise if it were not inhabited by devils”. Quindi, nonostante i contatti con l’esterno e l’interesse sincero di alcuni collezionisti, è necessario avere un secondo lavoro, che per me è principalmente l’insegnamento della storia dell’arte.
Anche perché sei papà di una bambina…
Sì, ma gli impegni familiari non sono un peso. Ho una bambina di 11 anni, Leda, che al momento è indecisa se diventare un’artista o un’attrice. Come molti suoi coetanei ha la passione per gli anime e i manga, e disegna e dipinge in continuazione. Le ho preso dei volumi su Hiroshige e Hokusai, anche perché non sembra interessata al Surrealismo o alle robe che faccio io. Quando era più piccola aveva paura di un dipinto di Silvia Mei e di un disegno di Michele Guidarini (due artisti che adoro e colleziono), e ho dovuto staccarli dalla parete e conservarli. Ma ora li ho ricollocati. Il suo artista preferito è Vincent van Gogh, e il colore che più ama il rosso.
Alex Urso
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati