Ettore Greco, lo scultore che plasma emozioni. Il video della sua intervista a I Martedì Critici
All’Accademia di Belle Arti di Frosinone, lo scultore Ettore Greco è protagonista di uno degli incontri de I Martedì Critici, il format di interviste ideato da Alberto Dambruoso e a cura di Loredana Rea. L’artista ripercorre così la sua carriera e ricerca
Le forme sembrano emergere dalla materia, come se fossero già parte di essa nelle sculture di Ettore Greco, artista padovano figlio d’arte – il padre era un pittore – protagonista dell’appuntamento de I Martedì Critici, ciclo di incontri ideato e curato da Alberto Dambruoso con Loredana Rea.
L’incontro tenutosi all’Accademia di Belle Arti di Frosinone è stata l’occasione per ripercorrere la carriera di Greco, formatosi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove ora insegna.
L’umanità che emerge nelle sculture di Ettore Greco
“Al centro del suo interesse c’è l’uomo e i suoi sentimenti nei quali ogni spettatore si può identificare. Paura, sconforto, rabbia ma anche gioia e stupore, sono tutte sensazioni che si possono avvertire distintamente osservando le sue sculture”, dice di lui Dambruoso.
Guardando le creazioni di Greco l’impressione è quella di forme volutamente imperfette, sulle cui superfici si evince il tocco dell’artista, l’intenzione, la fallibilità: il tutto rende ancor più umana e realistica l’opera, in cui protagonista assoluta è, appunto, l’emozione.
Dall’atelier alla Biennale, fino alle collaborazioni internazionali
Uscito dall’Accademia, Greco inaugura il suo atelier a Padova per coltivare la sua ricerca e proporre opere dalla forte ispirazione classica, con uno sguardo rivolto allo stile di Rodin, suo mentore, che ha celebrato con una creazione esposta a Legnano in occasione della mostra italiana dedicata allo scultore nel 2010.
Premiato con il Grand Prix per la scultura al Salon Grands et Jeunes d’Aujord’hui di Parigi, ha trascorso un periodo di studio proprio nella capitale francese. Qui ha avuto modo di entrare in contatto con Pierre Cardin, che lo ha proposto nel suo spazio creativo durante la Biennale di Venezia del 2002. Per lo stilista ha realizzato anche una scultura posta nel Castello del Marchese De Sade a Lacoste, ma non è la sola collaborazione internazionale che annovera: da ultimo il San Francesco che ha creato per l’Ambasciata d’Italia a Parigi, dopo aver portato opere in mostra a Berlino, Bruxelles, Londra, New York.

Ettore Greco e l’atelier come punto di riferimento
Argilla, gesso, bronzo: sono questi i materiali da cui Greco fa emergere le figure umane, suoi soggetti prediletti, da cui traspaiono sensazioni tutt’altro che fisiche. Questa indagine nasce nell’intimità del suo atelier e degli studi di artisti del passato, come lo stesso Rodin o Moreau.
La dimensione domestica ha favorito la mancanza di progettazione, portandolo a prediligere una creatività istintiva, che spesso lo ha condotto a plasmare solo alcuni tratti del corpo. Eppure, nessuna delle forme a cui dà vita appaiono incomplete, ma tendono a concentrare lo sguardo sul dettaglio, frutto del suo “rapporto stretto con la materia”, come ammette lui stesso.
Roberta Pisa
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