Recovery Plan: il Ministero raccoglie sfida e istituisce una Soprintendenza speciale Pnrr

La commissione avrà il compito di semplificare le operazioni per la realizzazione delle grandi opere previste dal Recovery Plan. Nascono anche quattro nuovi istituti autonomi: il Museo dell’Arte digitale, il Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, il Parco Archeologico di Sepino e la Pinacoteca Nazionale di Siena.

Parco archeologico di Sepino in Molise
Parco archeologico di Sepino in Molise

Avrà la doppia funzione di permettere un percorso rapido e il più possibile semplificato alle grandi opere previste dal Recovery Plan, e garantire allo stesso tempo il massimo rispetto della tutela del paesaggio del patrimonio culturale italiano. Così nasce la Soprintendenza speciale Pnrr, voluta dal Ministro della Cultura Dario Franceschini e affidata ad interim alla Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del MiC, che si appresta a diventare uno strumento prezioso per gestire al meglio i fondi dedicati alla cultura e portare a termine tutti i progetti previsti dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Per questo motivo, resterà operativa fino al 31 dicembre 2026. “Un altro passo importante per la riforma del sistema museale nazionale e per l’organizzazione del ministero, che si ristruttura per poter vincere la sfida del recovery”, ha commentato il ministro al termine Consiglio che ha approvato la riorganizzazione del Ministero della cultura, già presentata al Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici e alle organizzazioni sindacali.

MIC: IL NUOVO DPCM

Nell’ambito dello stesso decreto è stata approvata anche l’istituzione di altri quattro musei nazionali autonomi, che sono il Museo dell’Arte digitale, il Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, il Parco archeologico di Sepino e la Pinacoteca Nazionale di Siena. “Viene inoltre istituito l’Osservatorio per la parità di genere che avrà il compito di promuovere questa importante istanza negli ambiti di competenza del Ministero”, prosegue Franceschini, spiegando che quest’ultimo sarà composto da quindici membri, avrà compiti di consulenza e supporto nell’elaborazione e attuazione di politiche per la parità di genere nei settori di competenza del Ministero. “L’amministrazione della Cultura si prepara così a raccogliere le sfide del futuro, a cominciare dalla documentazione e dalla promozione delle nuove espressioni artistiche e dall’impegno per assicurare la massima celerità alla realizzazione delle opere del Recovery plan”. Salgono così a 43 gli istituti coinvolti dalla riforma Franceschini avviata nel 2014, che ha consentito ai musei statali di nascere come istituzioni di tutela, educazione e ricerca, e consentendo un aumento annuo di visitatori dai circa 41 milioni del periodo pre riforma ai quasi 55 milioni del 2019 e da un incasso da 135,5 a 242,4 milioni di euro (quasi l’80% in più). Per quanto riguarda i direttori dei quattro nuovi istituti autonomi, saranno selezionati con un bando internazionale pubblicato sul sito del ministero nelle prossime settimane.

MIC: I QUATTRO NUOVI ISTITUTI AUTONOMI

La novità assoluta è costituita dal Museo dell’Arte Digitale, che per Franceschini rappresenterà un istituto al quale affidare “un ruolo strategico nello scenario culturale contemporaneo, sempre più digitalizzato, connesso e globalizzato, in cui la stessa nozione di opera e di pubblico va inevitabilmente evolvendosi“. Una scelta coerente per il Ministro che, fin dalla prima ondata della pandemia, ha caldeggiato – e poi portato a termine, anche se non senza polemiche – la realizzazione della piattaforma ItsArt, che raccoglie per la prima volta in streaming spettacoli teatrali, approfondimenti e contenuti culturali variegati. Ancora incognite per quanto riguarda la sede del nuovo museo, “mi piacerebbe che fossero le città a proporsi”, ha dichiarato il Ministro in un’intervista rilasciata a La Stampa. “I sindaci si facciano avanti, siamo solo all’inizio”. Importante anche lo sguardo verso il passato, con un salto di livello per due aree archeologiche di assoluto pregio – quella etrusca di Cerveteri-Tarquinia, nel Lazio e quella romana e medievale di Sepino in Molise. La prima comprende la necropoli della Banditaccia, la più estesa dell’area mediterranea iscritta nel 2004 dall’Unesco nella lista del patrimonio dell’umanità, il Museo archeologico nazionale di Tarquinia che ha sede nell’antico Palazzo Vitelleschi e la necropoli di Monterozzi, siti che complessivamente hanno registrato oltre 153.000 visitatori nel 2019. Il parco archeologico di Sepino comprenderà, invece, l’omonima area archeologica, con i resti dell’antica città romana sorta nella valle del Tammaro, e il museo della città e del territorio. Per quanto riguarda La Pinacoteca Nazionale di Siena, infine, collocata nel Palazzo Buonsignori e Brigidi, ospita la più importante collezione di dipinti su tavola a fondo oro del Trecento e Quattrocento senese, con capolavori di Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, Pietro e Ambrogio Lorenzetti. Sperabilmente l’autonomia nazionale di questi siti permetterà il rilancio di tutto il territorio connesso anche in senso turistico, in un cruciale momento di ripartenza nazionale dopo i disastrosi effetti della pandemia. Per ora i benefici dell’autonomia museale sono stati evidenti.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.