Il discorso di Mario Draghi in Senato: c’è anche la cultura nell’agenda politica del paese

“L’Italia come grande potenza culturale”: anche il Ministro dei beni culturali Dario Franceschini ha commentato con approvazione le parole del premier a Palazzo Madama. Con questo nuovo inizio la cultura entrerà finalmente tra le priorità della politica italiana?

Mario Draghi, image.ch/Photo Remy Steinegger
Mario Draghi, image.ch/Photo Remy Steinegger

Unità, europeismo, politica estera, sanità, scuola, infrastrutture, ambiente, lavoro, giustizia, pubblica amministrazione, recovery fund, migrazioni, parità di genere. E naturalmente piano di vaccinazioni, ricostruzione e ripartenza del Paese in vista di uno scenario post pandemico. È stato ampio e articolato il programma illustrato dal Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi, che ha parlato la mattina del 17 febbraio nell’Aula di Palazzo Madama al Senato. Prima di entrare nel vivo del suo discorso, ha espresso un pensiero solidale a tutti coloro che sono stati duramente colpiti dalla recessione economica, incitando i rappresentanti dei diversi schieramenti politici a mantenere saldo il senso di unità per far fronte al virus – nemico comune – per il bene del paese. “L’unità non è un’opzione, l’unità è un dovere. Ma è un dovere guidato da ciò che son certo ci unisce tutti: l’amore per l’Italia“, ha dichiarato. Non sono mancati anche i riferimenti all’Italia come potenza culturale, un bene da preservare attraverso una azione strategica e coordinata.

LA CULTURA NEL PROGRAMMA DI DRAGHI

Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio il modello di turismo, un’attività che prima della pandemia rappresentava il 14% del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato“, ha affermato il premier, concentrandosi in particolare sul tema del turismo. Un discorso che rientra ancora una volta nella visione complessiva del Paese una volta che sarà uscito dall’emergenza: “non sarà come riaccendere la luce”, ha detto Draghi. Non si tratterà di riprendere da dove interrotto, ma fare meglio, imparando dagli errori del passato. Draghi ha inoltre dedicato, come era naturale grande attenzione alla campagna vaccinale nel paese, sottolineando la necessità di essere pratici e di procedere rendendo le vaccinazioni possibili in tutti i luoghi disponibili, archiviando implicitamente i padiglioni “primula” di Arcuri di cui abbiamo molto parlato su queste pagine e a meno di un mese dalla presentazione della gara per realizzarli.

IL TURISMO NEL PROGRAMMA DI DRAGHI

Si tratta di un argomento nodale della gestione dei beni culturali, le cui debolezze sono state messe a nudo con l’avvento della pandemia, lasciando inattive e deserte – con conseguenze disastrose per intere categorie di lavoratori – città che per anni sono state invase da quello che veniva definito il “turismo di massa” o “turismo mordi e fuggi”, un modello non sostenibile e addirittura dannoso per lo stesso patrimonio storico e artistico. Stando alle prime impressioni, il programma Draghi pare caratterizzato da una complementarietà di temi e linee guida: non ci può essere sviluppo senza cultura, istruzione, giustizia sociale, parità di genere, non può esistere turismo senza sostenibilità e preservazione del bene pubblico e dell’ambiente circostante. Nessun riferimento, invece, all’attività di cinema e teatri, chiusi da novembre a causa delle restrizioni, e nemmeno a quella dei musei, che solo da poco hanno ripreso con una riapertura parziale, concessa solo durante i giorni feriali.

PROGRAMMA DRAGHI, IL COMMENTO DI DARIO FRANCESCHINI

“La cultura è tra i pilastri dell’agenda di Draghi”, ha commentato il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschiniriconfermato nel nuovo Governo. “Il richiamo del Presidente Draghi al ruolo dell’Italia come  grande potenza culturale indica con chiarezza quale sarà l’orientamento dell’azione governativa in questa difficile situazione, così come le indicazioni al dovere di promuovere la cultura insieme alla formazione e all’educazione; alla necessità di una maggiore consapevolezza del nostro primato culturale; alla opportunità di investire sulla transizione culturale partendo dal patrimonio identitario umanistico, sull’accesso paritario alla formazione ambientale, sulla manutenzione del territorio e sulla capacità di preservare e tutelare le città d’arte, i luoghi e le tradizioni come chiave di una crescita economica sostenibile”.

LA REPLICA AL SENATO

Non sono mancati accenni alla cultura, imprescindibile a detta di Draghi per la crescita del nostro Paese, e al turismo nemmeno nella replica al Senaro del neo Presidente del Consiglio, che ha auspicato un prossimo ritorno alla normalità, commentando quanto siano state dure le restrizioni per il comparto dell’arte e dello spettacolo e confermato le misure a sostegno, i ristori. Il rischio, ha detto Draghi, è “perdere il patrimonio che rappresenta la nostra identità”. Non solo dunque una perdita economica, ma anche “dello spirito”. Ha anche ribadito che investire nel turismo non è “buttare via il denaro”. Essendo una delle più importanti industrie del nostro Paese “i soldi tornano indietro”.

-Giulia Ronchi

 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.