Governo Draghi. Dario Franceschini confermato Ministro alla Cultura

Il nuovo capo del Governo Mario Draghi scioglie la riserva e forma la propria squadra di governo: alla Cultura confermato Dario Franceschini che diventa ministro della Cultura per la terza volta. Ora punterà a giocarsi le sue carte per il Quirinale

Dario Franceschini
Dario Franceschini

In attesa della conferenza che vedrà il Premier Mario Draghi leggere la lista dei Ministri che comporranno la propria squadra di governo, trapelano già i primi nomi che guideranno i dicasteri. Alla Cultura è stato confermato Dario Franceschini, già Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e per il Turismo nel governo Conte; al Lavoro Andrea Orlando, Vicesegretario del PD; alla Giustizia Marta Cartabia, già Presidente della Corte Costituzionale; all’Interno Luciana Lamorgese, già Ministro dell’Interno nel governo Conte. La più importante novità, per quanto concerne i Beni Culturali, è la nuova denominazione che ha assunto il Ministero: non più MiBACT ma Ministero della Cultura, perdendo così il Turismo che avrà però un dicastero dedicato con portafoglio anche se non subito e dopo una fase di transizione gestita dal ministro Garavaglia, apprezzato esponente leghista. Una denominazione più semplice e immediata, rispetto alle precedenti MiBACT o MiBAC – finalmente, quindi, non dovremmo più chiamarlo con sigle arzigogolate. Il nuovo Ministro del Turismo invece è Massimo Garavaglia, già Viceministro dell’Economia del governo Conte. Gli altri ministri del nuovo governo Draghi sono: Federico D’Incà ai Rapporti con il Parlamento; Vittorio Colao all’Innovazione tecnologica; Renato Brunetta Pubblica amministrazione; Maria Stella Gelmini agli Affari regionali; Mara Carfagna al Sud; Elena Bonetti alle Pari opportunità; Erika Stefani alle Disabilità; Fabiana Dadone alle Politiche giovanili; Luigi Di Maio agli Esteri; Daniele Franco all’Economia; Lorenzo Guerini alla Difesa; Giancarlo Giorgetti allo Sviluppo economico; Stefano Patuanelli all’Agricoltura; Roberto Cingolani alla Transizione ecologica; Enrico Giovannini alle Infrastrutture; Patrizio Bianchi all’Istruzione; Cristina Messa all’Università; Roberto Speranza alla Salute. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è Roberto Garofoli.

LA RICONFERMA DI DARIO FRANCESCHINI

La riconferma di Dario Franceschini alla Cultura era nell’aria da giorni, nonostante nelle ultime ore siano circolati altri nomi nella “contesa” del dicastero, tra cui quello dello storico dell’arte ed ex soprintendente del Polo Museale Romano Claudio Strinati. Proprio pochi giorni fa qui su Artribune avevamo ipotizzato la riconferma di Franceschini, sottolineando come, durante il governo Conte Due, il Ministro abbia interpretato il suo ruolo al Ministero della Cultura in maniera molto politica, lasciando più spazio alle figure di sua fiducia per il disbrigo dell’operatività. Per Giuseppe Conte, Franceschini è stato per certi versi più un vicepremier che un Ministro dei Beni Culturali. Il Ministero non è stato trascurato e molti progetti sono stati portati avanti incluse le misure di ristoro a seguito della crisi pandemica, ma la sensazione è sempre stata di una sostanziale differenza tra il primo Franceschini al Collegio Romano e il secondo Franceschini. Per un motivo molto semplice: il secondo Franceschini sedeva al Collegio Romano pensando a un altro scranno, il più alto.

PROFILO DI DARIO FRANCESCHINI

Nato a Ferrara nel 1958, Dario Franceschini oltre ad una lunghissima carriera politica che affonda le origini nella Democrazia Cristiana ha già ricoperto la carica di Ministro dei Beni Culturali e del Turismo dal 2014 al 2018, periodo in cui il suo ministero si è distinto per una decisa spinta riformista. Si parla ancora ad esempio della Riforma che porta il suo nome, con la quale dava nuovo assetto alla struttura organizzativa del Ministero e soprattutto veniva data autonomia gestionale e finanziaria ai musei statali, con direttori altamente specializzati e selezionati attraverso procedure pubbliche. Dopo la parentesi Bonisoli, nel settembre 2019 la coalizione di governo targata M5S-PD ha nominato Franceschini Ministro dei Beni Culturali.

CHI È MASSIMO GARAVAGLIA, MINISTRO DEL TURISMO

Nato a Cuggiono (Mi) l’8 aprile 1968, Massimo Garavaglia si laurea in Economia e Commercio, con specializzazione in Finanza aziendale, all’Università Commerciale “Luigi Bocconi”, per poi conseguire la seconda laurea in Scienze Politiche alla Statale di Milano e seguire diversi master presso la Scuola di Direzione Aziendale dell’Università “Bocconi”, nel dettaglio “Sistemi informativi di Marketing” (1998); “Piano esecutivo di Gestione degli Enti Locali” (2000); “Contabilità economico-patrimoniale dell’Ente Locale” (2001); “ Forme di integrazione e le alleanze tra Enti Locali” (2003). Nel 2005 consegue la qualifica di Energy Manager presso l’ENEA. Come consulente aziendale, si specializza in controllo di gestione, qualità e sistemi informativi. Eletto Sindaco del Comune di Marcallo con Casone (MI) nel 1999 a capo di un’amministrazione Lega Nord, viene riconfermato nel 2004 con oltre il 61% delle preferenze, per poi essere eletto deputato della Lega Nord nella Circoscrizione Lombardia 1, alle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006. Da settembre 2006 sino alla fine della Legislatura è stato capogruppo della Lega Nord nella V Commissione: Bilancio, Tesoro e Programmazione. Eletto senatore della Lega Nord alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008. Nella XVI Legislatura è Vicepresidente della Commissione Bilancio e responsabile per la Lega Nord del dipartimento Fisco e Finanze ed Enti locali. In seguito alle Elezioni Regionali del 2013, viene nominato Assessore all’Economia, Crescita e Semplificazione di Regione Lombardia e si dimette dalla carica di Senatore. Dal 25 novembre 2013 è membro del Consiglio di Amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti in rappresentanza del settore delle Regioni. Nel 2016 viene nominato, sempre in rappresentanza delle Regioni, nel CDA dell’Agenzia Italiana del Farmaco. A seguito della nomina ad Assessore di Regione Lombardia, assume diversi ruoli, tra cui Coordinatore della Commissione Affari Finanziari e Presidente del Comitato di Settore Sanità del Comparto Regioni.

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