L’Italia rinasce con un fiore: Stefano Boeri Architetti progetta il concept del piano vaccini

Sarà una primula l’immagine che identificherà la campagna comunicativa del piano vaccini in Italia. Il concept, sviluppato gratuitamente dallo studio guidato da Stefano Boeri, punta sul fiore, “simbolo di rinascita, rigenerazione e fiducia”, anche per la struttura dei padiglioni temporanei in cui sarà somministrato il vaccino, che dovrebbero “sbocciare” nelle piazze di tutto il Paese.

Campagna vaccini Vista del padiglione dallalto
Campagna vaccini Vista del padiglione dallalto

Un Paese di temporali e primule”. Cita Pier Paolo Pasolini l’architetto Stefano Boeri nel corso della presentazione della campagna comunicativa (e architettonica) per il piano nazionale vaccini, che lo studio da lui guidato “ha regalato al Paese” come chiarito dal Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri. Il “simbolo molto forte, ma insieme anche molto semplice, capace di arrivare a tutti gli italiani” che identificherà l’intero concept sarà la primula. Dal fiore che annuncia la fine dell’inverno e il ritorno della primavera ci si aspetta che possa ispirare sentimenti diffusi di “fiducia e serenità”, dopo la drammatica esperienza collettiva della pandemia. “Dovevamo evitare un messaggio coercitivo, che spaventasse” ha raccontato Boeri, ripercorrendo la genesi del progetto elaborato in tempi record insieme ai suoi collaboratori. La scelta è così ricaduta sulla primula, un fiore presente anche nella storia dell’arte italiana, come dimostra il caso citato dallo stesso architetto: la “Dama col mazzolino” scolpita nel marmo da Andrea del Verrocchio, in cui una giovane donna è ritratta mentre stringe al petto un piccolo bouquet.

 

UN’ARCHITETTURA CHE INCARNI IL CONCEPT DEL FIORE

Tre gli elementi distintivi della proposta integrata messa a punto dallo studio SBA: il logo della campagna, contraddistinta dal claim L’Italia rinasce con un fiore, e le sue declinazioni, in vista di un’ampia diffusione su tutti i mezzi di comunicazione (“anche, forse, tramite la realtà aumentata”, come ha anticipato Boeri); il progetto dei padiglioni temporanei; lo sviluppo di totem informativi collocati in vari luoghi pubblici. Dal punto di vista architettonico, il secondo punto è senza dubbio la novità più rilevante annunciata in sede di conferenza stampa. La somministrazione del vaccino dovrebbe infatti avvenire all’interno di padiglioni temporanei a pianta circolare, anch’essi concepiti a partire dall’immagine-chiave del fiore, posizionati nelle principali piazze italiane. A rendere riconoscibili tali strutture sarà il logo, riprodotto in grandi dimensioni nella copertura, oltre che presente sulle pareti laterali. Nel piano vaccinazioni, inoltre, saranno inclusi anche edifici esistenti (in merito ai quali non sono stati forniti dettagli), nei quali si procederà con l’inserimento delle immagini distintive dell’intera campagna.

L’ITALIA RINASCE CON UN FIORE

Per i padiglioniche, secondo Boeri, “dovranno essere realizzati in un tempo contenuto, il progetto prevede una struttura portante in legno, smontabile e ri-assemblabile, posizionata su una pedana in legno prefabbricata. Fondamentale sarà la distribuzione dei percorsi e degli spazi interni, definiti da partizioni realizzate con sistemi prefabbricati in tessuto, in modo da assicurare “leggerezza, flessibilità, assorbimento acustico e trasparenza” all’impianto e una sostanziale coerenza formale con il rivestimento in materiale tessile idrorepellente posto all’esterno. Ciascuna struttura dovrebbe essere autonoma dal punto di vista energetico, grazie ai pannelli fotovoltaici collocati in copertura. “Se il virus ci ha chiuso negli ospedali e nelle case, il vaccino ci riporterà finalmente a contatto con la vita sociale e con la natura che ci circonda. Vaccinarsi sarà dunque un passo di fiducia nel futuro, responsabilità civile e di amore verso gli altri”, ha dichiarato Boeri.

– Valentina Silvestrini

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.