Firenze riparte? Intervista all’assessore alla cultura Tommaso Sacchi

Dopo aver intervistato Filippo Del Corno, Luca Bergamo, Matteo Lepore, assessori di Milano, Roma e Bologna, incontriamo Tommaso Sacchi, assessore alla cultura del Comune di Firenze. Una chiacchierata sulle prospettive in città, dopo i casi Ferragni, Liu Ruowang e Lorenzo Quinn

Veduta Firenze con la Cupola di Brunelleschi
Veduta Firenze con la Cupola di Brunelleschi

Proseguono i nostri incontri con gli assessori alla cultura per discutere di come possano ripartire le attività culturali, considerando che il PIL è calato del 12.4% anche a causa delle chiusure prolungate. Dopo aver intervistato Filippo Del Corno (assessore a Milano), Luca Bergamo(Roma), Matteo Lepore (Bologna), abbiamo parlato con Tommaso Sacchi (assessore alla cultura, moda e design del Comune di Firenze) della ripresa della città , dei rapporti con il governo e il Mibact, del caso Ferragni e del caso ICOM, delle opere di Liu Ruowang contestate,  dei lavoratori culturali, della Netflix all’italiana lanciata da Franceschini, del Museo Stibbert e del Forte di Belvedere, della Pergola che diventa il primo teatro italiano a disposizione di studenti e insegnanti. 

A causa del mancato l’incasso della tassa di soggiorno c’è un buco di 190 milioni nei conti del Comune. Il sindaco aveva dichiarato: «se non ci danno una mano dovremmo prendere in considerazione anche l’ipotesi di far pagare una retta minima per le scuole materne. Inoltre, non siamo in grado di garantire gli stipendi ai 4100 dipendenti comunali da qui a fine anno»… 

La situazione ora è meno critica, il Governo ha già assegnato una cifra tra 50 e 57 milioni al Comune, ma stiamo ancora aspettando novità per quel che riguarda il ristoro, almeno parziale, della tassa di soggiorno. La buona notizia del Recovery Fund non ci troverà impreparati, stiamo già elaborando progetti.

Lei è stato coordinatore dell’Estate Fiorentina. Quali sono i punti di forza quest’anno? 

Prevediamo agevolazioni per i produttori di cultura che proporranno progetti. Non possiamo dare contributi ma abbattiamo il canone per l’occupazione di suolo (Cosap) e concediamo gratuitamente immobili per la produzione culturale. Cito due nuovi eventi: il primo un’arena di cinema, a cura di Quelli dell’Alfieri, nel Chiostro di Santa Maria Novella, consentendo il distanziamento. Il secondo è ‘Musica in giro’, in collaborazione con la azienda K-Array, che si propone di portare, in sicurezza, musica ed eventi artistici per i quartieri con una carovana di furgoncini attrezzati e a impatto ambientale zero, e di promuoverne la diffusione con un canale web. Infine voglio ringraziare la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che ha attivato una nuova arena cinematografica nel magnifico parco di Villa Bardini.

Quanto pesa l’investimento dei privati?

Proprio perché quest’anno non possiamo erogare finanziamenti è stata varata una call che consente alle realtà culturali presenti in città di presentare progetti risparmiando sulle spese. 

Dopo le foto di Chiara Ferragni agli Uffizi si è registrato un incremento delle visite, e una nuova polemica…

Polemica che fatico a capire. Sproporzionata. Per fare un esempio, ho accompagnato in una visita l’Estetista Cinica, straordinaria comunicatrice che ha fatto conoscere Palazzo Vecchio ai suoi 650 mila follower, un pubblico che con i metodi tradizionali avrei raggiunto con più difficoltà. Abbiamo ricevuto centinaia di mail, messaggi e prenotazioni che facevano riferimento alla sua visita. Riuscire a coinvolgere nuovi visitatori, anche con pubblicità non convenzionali, è positivo. Ho invitato Chiara Ferragni a tornare, magari in musei a definiti “minori”.

Lei ha aderito alla Carta 18-XXI.

Sì, è un manifesto che ho presentato come presidente della Fondazione Teatro della Toscana e un primo passo della collaborazione che legherà la Fondazione e il Teatro della Pergola al Théâtre de la Ville di Parigi. È una chiamata all’impegno dei giovani, che ho promosso anche per intessere relazioni internazionali per rendere la Pergola la “porta d’Europa” per Firenze. Nell’interesse dei più giovani abbiamo promosso un anno fa l’ingresso gratuito nei musei civici per gli europei under 25, concerti e spettacoli a un euro con i teatri Verdi e Maggio, oltre all’iniziativa ‘Siate curiosi’, che prevede un contributo di 50 euro per l’acquisto di libri, riviste e quotidiani. Contiamo di riprendere questi progetti o formularne altri dedicati ai giovani.

Altra discussione in atto è quella attorno alle opere di Ruowang. È sostenuto dal governo cinese che non fa chiarezza rispetto alle accuse di violazione dei diritti umani. 

Discussione priva di senso. Con i suoi 90 lupi minacciosi collocati in piazza Pitti e piazza Santissima Annunziata la mostra segna la collaborazione tra gli Uffizi e il Comune di Firenze, e ci conferma come una delle capitali dell’arte pubblica in Europa, sulla scia avviata con Jan Fabre, Penone, Gormley, Urs Fischer, Jeff Koons, Mattiacci e De Dominicis. I lupi ci parlano dell’eterno conflitto uomo-natura. Non scomoderei in maniera pretestuosa i governi e la geopolitica. 

Eike Schmidt e Chiara Ferragni davanti alla Primavera di Botticelli
Eike Schmidt e Chiara Ferragni davanti alla Primavera di Botticelli

Parliamo dei lavoratori culturali.

Fin da subito ho attivato, insieme ad altri 11 assessori alla cultura delle principali città italiane, un tavolo permanente con il ministro Franceschini e il suo staff per chiedere misure e risorse per il comparto. Ricordiamo tutti il monologo di Stefano Massini sulla presunta inutilità del lavoro culturale. Ridare visibilità e dignità ai lavoratori minacciati o cancellati dalla pandemia è uno dei temi che dovrebbero essere sui tavoli ministeriali nei prossimi mesi. Per quanto riguarda il Comune, non possiamo inserirci in norme che competono al Governo, ma anche al tavolo con Franceschini la volontà degli amministratori di porre l’accento sui precari è stata sottolineata. Il Ministero ha dato speranza e aiuti agli intermittenti. Sono orgoglioso – insieme ai miei colleghi delle altre città – di aver affiancato il Ministro e i suoi collaboratori nella rappresentanza dei nostri territori.

Franceschini ha annunciato una Netflix della cultura. A Firenze avete inaugurato FirenzeTv. Come si possono realizzare progetti simili tutelando la dignità dei lavoratori?
Firenze Tv è stato un esperimento riuscito per mantenere vivo il teatro. Altre iniziative sono state messe in campo anche per i musei civici. Una visita o un monologo virtuali non sostituiranno mai uno spettacolo dal vivo, e le professionalità spese in questi tentativi non andranno a sostituire ma semmai a sommarsi a quelle che si occupano delle attività ‘in presenza’. Come presidente del Teatro della Toscana e del Teatro della Pergola sto lavorando a una piattaforma digitale con contenuti inediti e che riconosce il lavoro di attori e tecnici anche nella produzione del contenuto digitale. 

Tommaso Sacchi al Forte Belvedere, Firenze, giugno 2019. Photo © Nicola Neri
Tommaso Sacchi al Forte Belvedere, Firenze, giugno 2019. Photo © Nicola Neri

In ICOM si discute animatamente su quale debba essere la nuova definizione di “museo”.
Non entro nel merito, sarà il presidente Garlandini a trovare una sintesi. Forse il più bell’aggettivo che potrebbe accompagnare la definizione di museo potrebbe essere ‘democratico’: un museo deve essere aperto e fruibile potenzialmente da tutti, perché deve insegnare l’amore per la cultura e per i nostri beni culturali, perché deve spingere alla conoscenza, deve essere miniera di insegnamenti e di lezioni per il futuro attraverso la tradizione del passato, nel senso etimologico del termine. Non per pochi, quindi, ma per tutti, uscendo da una visione elitaria su chi meriti visitare un museo. 

Alcuni docenti di storia dell’arte – Andrea De Marchi, Fulvio Cervini e Cristiano Giometti – hanno chiesto di rendere più attrattivi quei musei fiorentini che godono di fama minore.
Ne accennavo relativamente a Chiara Ferragni: ben vengano lei o altri “comunicatori” nei nostri musei più piccoli per farli conoscere su mezzi – i social in questo caso – che come amministrazione abbiamo sicuramente più difficoltà a raggiungere. Ma non limito a questo l’intervento di rilancio: lo scorso anno abbiamo lanciato la Card del Fiorentino, un pass che con soli 10 euro consente ingressi illimitati nei nostri musei civici, patrimonio che è loro e che magari conoscono poco. Voglio attivare progetti didattici che permettano di far conoscere un museo straordinario come il Museo Stibbert. Inoltre lavoreremo già dalle prossime settimane per un progetto di turismo consapevole e alternativo, promuovendo circuiti meno noti: ho già incontrato alcuni stakeholder del settore turistico disposti a collaborare. Questa estate, tra l’altro, abbiamo riaperto gratuitamente il Forte di Belvedere. Sono scelte costose dal punto di vista economico, ma avere cittadini più consapevoli, istruiti, amanti della cultura e del bello è compito di ogni amministrazione. 

Dario Nardella, Luigi De Magistris e Liu Ruowang con i lupi di Firenze
Dario Nardella, Luigi De Magistris e Liu Ruowang con i lupi di Firenze

Lei è anche presidente della Fondazione Teatro della Toscana. Ora che sono stati stabiliti dei protocolli per la recitazione, cosa possiamo aspettarci?

Rimanderei all’autunno gli aggiornamenti, con il nuovo direttore artistico Stefano Accorsi e con il Direttore Marco Giorgetti ci stiamo lavorando su… 

Si sta parlando di ospitare lezioni delle scuole nei musei o nei teatri.
La Pergola è il primo teatro italiano a disposizione degli studenti e degli insegnanti. La ministra Azzolina è stata in visita al teatro e ha lodato l’iniziativa. Mi auguro che altri spazi culturali, dai teatri ai cinema, vogliano seguire l’esempio della Pergola. Sono felice di apprendere, in seguito alle recenti comunicazioni alla Camera della Ministra, che il “modello Firenze” che stabilisce la messa a disposizione di spazi della cultura per far fronte all’emergenza scuola stia diventando un modello nazionale.

 

Chiara Zanini

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Sono un'operatrice culturale, critica cinematografica e autrice freelance. Mi interessano particolarmente le politiche culturali, le politiche migratorie e i diritti umani.