Parla il sindaco di Tirana: ecco perché abbiamo demolito quel teatro

Erion Veliaj ci spiega in questa video intervista come mai il Comune di Tirana ha appoggiato il progetto di sostituire il vecchio Teatro Nazionale della città – realizzato in stile razionalista durante l’occupazione italiana – con un nuovo edificio firmato da Bjarke Ingels.

Erion Veliaj
Erion Veliaj
In realtà ci stanno facendo sopra una battaglia politica, specialmente la destra che non è riuscita a fare nulla per questa città“. Ad un certo punto della nostra intervista il sindaco di Tirana Erion Veliaj – quarantenne e già al suo secondo mandato – si sfoga contro i tanti attacchi che l’abbattimento dell’ex Teatro Nazionale gli sta procurando.

IL TEATRO NAZIONALE DI TIRANA? “NEPPURE ERA UN TEATRO!”

Era una struttura inadeguata, nata non per essere un teatro, gravemente degradata. Ecco perché abbiamo deciso di sostituirla con un nuovo teatro moderno, firmato da un grande architetto internazionale“. Come abbiamo raccontato il progetto doveva essere una vasta operazione immobiliare: ai privati veniva concesso spazio per realizzare nuovi edifici commerciali e residenziali e in cambio la città avrebbe ottenuto ‘gratis’ il proprio teatro, le polemiche sono divampate e allora si è deciso di rompere l’accordo coi privati e di realizzare il teatro con soldi pubblici, ma alle polemiche sulla sua salvaguardia il sindaco non ci sta. “Non potevamo farlo da altre parti perché stiamo realizzando l’unica città europea dove tutti gli intrattenimenti sportivi e culturali sono raggiungibili a piedi: lo stadio, i musei, il teatro, le nuove scuole, l’università“.

ARCHITETTURA A TIRANA. I NUOVI PROGETTI

Insomma, difendendosi dalle polemiche contro l’abbattimento dell’antico teatro, Veliaj ci racconta anche qualcosa sulla nuova Tirana contemporanea di oggi e di domani, all’insegna anche di tanti architetti italiani (Stefano Boeri e Marco Casamonti tra gli altri) che sono ormai di casa qui come lo furono tanti anni fa all’epoca dell’Albania occupata dai fascisti: “una città che per la prima volta si immagina al di fuori dei suoi confini storici, per la prima volta inizia ad avere un respiro maggiore“. Ci scusiamo per gli inconvenienti tecnici del video: l’alternanza di inquadrature tra intervistatore e intervistato non ha ben funzionato a causa del malfunzionamento della videocamera di quest’ultimo. La chicca, tuttavia, c’è tutta.
– Massimiliano Tonelli
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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss, l’Università La Sapienza di Roma ed è professore a contratto allo IULM di Milano. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. È stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente dirige i contenuti di Artribune e del Gambero Rosso.