Per i musei e la cultura serve un sussidio. Parla Carlo Cottarelli in diretta con Triennale Milano

L’economista, che sarebbe potuto diventare Primo Ministro italiano, riflette assieme a Lorenza Baroncelli sul presente e sul futuro dell’economia tra Italia e Europa. Con un pensiero in particolare al mondo dei musei.

Carlo Cottarelli in collegamento con la Triennale Milano
Carlo Cottarelli in collegamento con la Triennale Milano

È stata la prima istituzione a comprendere la necessità di un immediato cambio di rotta, chiudendo i battenti del proprio museo e aprendo quelli della piattaforma digitale quando il lockdown non era ancora neppure iniziato. Stiamo parlando della Triennale di Milano, che con il programma Decameron porta avanti da oltre 40 giorni consueti appuntamenti giornalieri con i protagonisti del mondo dell’arte, della cultura, della letteratura, dello sport e dello spettacolo. In questa indagine trasversale, in cui si riflette a 360° sulla situazione del presente e le prospettive del futuro, nell’appuntamento del 19 aprile 2020 la direttrice artistica di Triennale Lorenza Baroncelli ha intervistato l’economista Carlo Cottarelli, che da oltre trent’anni lavora per il Fondo Monetario Internazionale ed è editorialista per La Stampa. Nel 2013 è stato nominato dal Governo Letta commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica (spending review) e successivamente è stato anche Presidente del Consiglio in pectore prima della fiducia conquistata invece da Giuseppe Conte. Qui sotto, il video ricondiviso sul canale di Artribune Tv.

CARLO COTTARELLI SULLE POLITICHE DI SUPPORTO ALLA CULTURA

Nel lungo dialogo andato in diretta sul canale Instagram di Triennale Milano, Cottarelli ha risposto alle domande di Lorenza Baroncelli illustrando il proprio punto di vista sulla situazione attuale, sul rapporto tra Italia e Unione Europea e su quali potrebbero essere le modalità più equilibrate con cui il nostro Paese potrebbe essere assistito per evitare la catastrofe economica ed essere accompagnato nella ripartenza. Un discorso a parte, viene fatto sul fronte del mondo culturale, di cui si parla a partire dal minuto 20:56. Come risollevare la sorte dei musei, anch’essi affossati in una situazione di zero introiti da mesi? “In questo caso ci vuole un sostegno più forte di quello dato alle imprese”, risponde Cottarelli. “Le imprese, al momento della riapertura, possono rimettersi in moto e cercare di recuperare il terreno perso. Le istituzioni culturali non funzionano allo stesso modo e non possono essere destinatarie dello stesso tipo di aiuti. Il costo è ancora più elevato e servirebbe un sussidio per sostenerle”. Dunque le imprese – alcune imprese – ce la possono anche fare con i finanziamenti agevolati da restituire poi negli anni successivi, ma per i musei non è così. I musei avranno bisogno non di meri sostegni ma di veri e propri sussidi a fondo perduto.

– Giulia Ronchi

https://www.triennale.org/eventi/triennale-decameron/ 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.