L’asta di Christie’s ad Hong Kong nel segno di Picasso e Zao Wou-ki. Il report

I risultati raggiunti ad Hong Kong durante l’asta da Christie’s mostrano un mercato asiatico dinamico e reattivo. 11 i nuovi record registrati

Adrian Ghenie, Pie Fight Interior 12 (2014). Courtesy of Christie's
Adrian Ghenie, Pie Fight Interior 12 (2014). Courtesy of Christie's

La solida attrazione del mercato asiatico per l’arte contemporanea si è rinnovata nei risultati della 20th/21st Century Art Evening Sale di Christie’s ad Hong Kong. A fine maggio la casa d’aste britannica ha raggiunto un sale total di HK$ 1,4 miliardi (circa 167 milioni di euro), un risultato ragguardevole per i 59 lotti in catalogo e se aggiungiamo anche il riaccendersi del Covid. Un mercato che si mostra dunque in salute – almeno lui – e reattivo anche in confronto ai risultati dell’asta analoga del 2021 che segnò un totale di HK$ 1,6 miliardi, ma con 73 lotti. Per cui soddisfacenti, seppure senza picchi di entusiasmo, possono considerarsi i traguardi raggiunti sul rostro di Christie’s, compresi 11 nuovi record d’asta, tra cui quelli di Adrian Ghenie, oltre che di Hernan Bas, Zhang Enli, Scott Kahn, Firenze Lai, Ayako Rokkaku, Rhee Seundja. 

Zao Wou Ki, 29.09.64 (1964). Courtesy of Christie's
Zao Wou Ki, 29.09.64 (1964). Courtesy of Christie’s

ZAO WOU-KI TOP LOT E IL PICASSO DELLA COLLEZIONE DI SEAN CONNERY

Molta attenzione è stata ricevuta dalle vibranti pennellate blu dell’opera 29.09.64 (1964) di Zao Wou-Ki, che ha trovato un nuovo proprietario per HK$ 278 milioni (circa 33 milioni di euro) ed è diventato il migliore risultato della serata. La stessa opera era già stata venduta, sempre da Christie’s, per HK$ 153 milioni solo 5 anni fa, nel 2017 (fonte: Artnet Price Database). Altra punta di diamante e secondo miglior risultato è stata l’aggiudicazione di Buste d’homme dans un cadre (1969) di Pablo Picasso, proveniente dalla collezione dell’attore inglese Sean Connery. Una breve contesa telefonica ha portato al risultato finale di 175 milioni (poco meno di 21 milioni di euro), di cui una parte sarà devoluta al Sean Connery Philanthropy Fund. Medaglia di bronzo per la star giapponese Yoshitomo Nara: Wish World Peace (2014) è stato venduto per HK$ 97 milioni (circa dieci milioni di euro). 

Yoshimoto Nara, Wish World Peace (2014). courtesy of Christie's
Yoshimoto Nara, Wish World Peace (2014). courtesy of Christie’s

 

GLI ALTRI LOTTI E IL NUOVO RECORD DI ADRIAN GHENIE 

Sul versante europeo, una pregevole opera di Pierre Soulages Peinture 97 x 130 cm, 5 juin 1962 (1962) è volata sopra la stima alta, mentre le atmosfere pittoriche informali di Besen (1984) di Gerhard Richter si sono assestate a HK$ 80 milioni (circa 9 milioni di euro).   E poi c’è il vento dell’arte di Ernie Barnes, che ha soffiato forte anche su Hong Kong. Dopo il successo alle aste di Christie’s New York, dove la sua Sugar Shack è schizzata da 200.000 a 15 milioni di dollari, in Oriente Listen Up! (1980) ha raggiunto i HK$ 7,6 milioni (circa € 830.000), terzo miglior risultato in asta finora.La spinta delle offerte si è fatta sentire anche sugli artisti più giovani, ma già da un pezzo nelle grazie del mercato. A cominciare dal nuovo record d’asta messo a segno da Pie Fight Interior 12 (2014) di Adrian Ghenie, che ha raggiunto HK$ 81 milioni (circa 9 milioni e mezzo di euro). Buona la performance, ancora in questa occasione, di Avery Singer: la sua Untitled (2017) ha doppiato la stima bassa ed è passata di mano per HK$ 22 milioni (più di due milioni e mezzo di euro). E pollice alto anche per le opere Hilary Pecis, Loie Hollowell e Firenze Lai, che hanno trovato tutte un nuovo proprietario ben sopra la stima alta.

Antonio Mirabelli

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Antonio Mirabelli
Antonio Mirabelli si è laureato in giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli di Roma e nello stesso ateneo ha frequentato la Scuola di Specializzazione per un biennio. Avvocato e appassionato di arte, matura esperienza nel campo del Wealth management come consulente nella pianificazione patrimoniale e curando la gestione di prestigiose collezioni private. A Milano frequenta il Master in Arts Management presso l’Università Cattolica di Milano, dove affina le doti manageriali. Elabora progetti per l’implementazione dell’offerta culturale di soggetti pubblici e privati, si occupa di CSR (Corporate Social Responsibility) e lavora come Art Advisor.