I 5 momenti più significativi nel mercato dell’arte nel 2021

Ripercorriamo le tappe salienti del mercato dell’arte del 2021, anno contraddistinto dagli stop imposti dalla pandemia, i momenti di ripresa e il boom degli NFT

Ecco cosa ricorderemo del 2021, tra ripresa a singhiozzo e reattività della filiera, soprattutto per il mercato secondario. Il boom degli NFT, il ritorno degli eventi in presenza, le collezioni da sogno e i nuovi record alle aste internazionali. Il sistema dell’arte prova a ridisegnarsi e risponde al cambiamento con rivoluzione digital e nuovi modelli di business.

– Cristina Masturzo

1. IL RITORNO DEGLI EVENTI IN PRESENZA

Art Basel, settembre 2021. Courtesy Art Basel

Una sospensione, uno iato, un discorso lasciato a metà. Quasi due anni sono dovuti passare prima che il sistema dell’arte potesse tornare non alla normalità, ma almeno agli eventi vissuti in presenza. E a quel quoziente esperienziale e di relazionalità che dalla presenza fisica passa ed è linfa vitale per il mercato. Da Basilea a New York, da Torino a Hong Kong, abbiamo festeggiato la possibilità, attraversando controlli, misurazioni e conteggi, di essere di nuovo nei corridoi delle fiere, pur interrogandoci sull’opportunità/necessità che qualcosa di quel format dovesse cambiare, o meglio, dovesse riuscire ad adattarsi a un cambiamento già avvenuto. Così come si è tornati, in molti casi, all’adrenalica presenza nelle sale rooms delle case d’aste. E ci siamo ritrovate e ritrovati a dividerci tra i tanti soft opening delle gallerie e degli spazi indipendenti che punteggiano il nostro mondo dell’arte, collettivo e condiviso, in ore lunghe, forse più distese, in cui essere, di nuovo, con le opere e gli artisti.

2. BEEPLE, “EVERYDAYS: THE FIRST 5000 DAYS” E LA GALASSIA NFT

Beeple, Everydays: The First 5000 Days, 2021. Courtesy Christie’s Images Ltd

​In pochi mesi siamo passati dal chiederci “Cosa (diavolo) è un non-fungible token?” a doverci destreggiare tra termini e strumenti che in passato erano appannaggio solo degli appassionati di blockchain e cripto valute. Sebbene gli NFT siano stati in circolazione almeno dal primo decennio del 2000, per la stragrande maggioranza del mondo dell’arte non c’è stata, a lungo, alcuna necessità di farci i conti, almeno fino a quando l’11 marzo 2021 Everydays: The First 5000 Days di Beeple è stato aggiudicato in asta da Christie’s per 69 milioni di dollari. Acquistato da Metakovan, misterioso pseudonimo del co-fondatore del fondo NFT Metapurse (già proprietario della più grande raccolta di opere di Beeple), questo token ha messo a segno diversi record: per un’opera d’arte digitale – offerta per la prima volta da una casa d’aste tradizionale –, per singolo lotto di un’asta online e tra le opere più costose di un artista vivente. Mentre aspettiamo di scoprire se questa sarà ricordata come una rivoluzione compiuta, in grado di costituire un’alternativa democratica e trasparente, o come una modalità dalle ricadute incerte anche in termini di inclusività e di impatto ambientale, di sicuro la galassia NFT ha segnato l’anno in via di chiusura, tanto che l’annuale Power 100 di ArtReview ha messo al primo posto ERC-721, una entità non umana: in pratica, gli NFT. E Pace Gallery e Sotheby’s hanno lanciato intanto rispettivamente Verso e Metaverse, piattaforme e marketplace dedicati esclusivamente alla vendita di NFT, mentre Pak prepara la sua scalata agli artisti viventi più costosi. 

3. LE GRANDI COLLEZIONI IN ASTA: THE MACKLOWE COLLECTION

Alberto Giacometti, Le Nez, 1947-1965. Courtesy Sotheby’s

Il 2021 è stato anche l’anno dell’arrivo in asta di collezioni private di prestigio, dai tesori impressionisti della Cox Collection battuta da Christie’s (con il nuovo record per Caillebotte comprato dal Getty Museum) al sontuoso incanto della Collezione Macklowe. I primi momenti, dopo la pandemia, in cui il mercato internazionale ha di nuovo mostrato i muscoli e le aggiudicazioni multimilionarie. “Una vendita che le case d’aste sognano”, così commentava a metà novembre Olivier Barker, auctioneer della sessione white gloves dedicata da Sotheby’s New York alla collezione del magnate dell’edilizia Harry Macklowe e della ex-moglie Linda. E in effetti questa single-owner auction è diventata la vendita più ricca della casa inglese, con un totale di 676,1 milioni di dollari (in un anno, per Sotheby’s, tutto da record grazie a oltre 7,3 miliardi di fatturato) in grado di insidiare il primato della Collezione Rockfeller. Tra i top lot della serata, dopo No.7 (1951) di Mark Rothko, $ 82,5 milioni, Alberto Giacometti, Le Nez, $ 78.4 milioni, aggiudicata a Justin Sun, giovane miliardario asiatico fondatore della piattaforma di criptovaluta Tron e CEO di BitTorrent, già noto per essere stato l’underbidder di Everydays di Beeple.

4. JADÉ FADOJUTINI E LA PITTURA DEI NUOVI MARKET DARLING

Jadé Fadojutimi, Let’s Dive Into The Frolics Of Her Hat, 2020. Courtesy Pippy Houldsworth Gallery, Londra

Le giovani artiste, e le pittrici in particolare, sono state le protagoniste di inediti posizionamenti di mercato, in una rapida ascesa verso il firmamento dei desiderata del mercato primario e secondario. A cominciare da Jadè Fadojutimi, inserita anche, unica artista visiva, da Vogue Britain nella lista delle donne che stanno “plasmando il 2021”. Nata nel 1993, l’artista britannica è rappresentata dalla Pippy Houldsworth Gallery di Londra e per il 2022 ha in agenda mostre all’Hepworth Wakefield e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, tra gli altri. Ma non è l’unica al centro di inaspettati incrementi di prezzo. Dalle aste del secondo semestre dell’anno è emerso infatti l’interesse per questa generazione nata tra gli anni ’80 (o sul finire dei ’70) e gli anni ’90, un segmento che è riuscito a conquistare il collezionismo post-pandemico, in una interessante “attrazione fatale” per certi universi tematici e formali, di particolare presa sui bidder internazionali più giovani che si affacciano ora alle grandi piazze, soprattutto in area asiatica. I nuovi nomi? Oltre a Fadojutimi, o alla già ricercatissima Tschabalala Self, Jordan Casteel, Flora Yukhnovich, Emily Mae Smith, insieme a Amoako Boafo, Toyin Ojih Odutola, Nicolas Party, Loie Hollowell, Avery Singer, Cinga Samson.

5. BOTTICELLI E BANKSY UNITI DAI RECORD D’ASTA

Banksy, Love is in the Bin, 2018. Courtesy Sotheby’s

Cosa unisce Sandro Botticelli e Banksy? Inutile storcere il naso: i due artisti condividono quest’anno delle aggiudicazioni da record in asta, dagli Old Masters al contemporaneo. Annunciato da Sotheby’s New York con tutti gli onori e debito preavviso, un raro capolavoro di Sandro Botticelli, Portrait of a Young Man Holding a Roundel, a gennaio è andato aggiudicato a un acquirente russo per 92,2 milioni di dollari: il secondo miglior prezzo per un Old Master, dopo il Salvator Mundi di Leonardo da Christie’s, e il nuovo record d’asta per l’artista, dopo quello del 2013 di $ 10,4 milioni conquistato dalla Madonna Rockfeller. Oltre a diventare il terzo lotto più costoso tra quelli venduti nel 2021. È invece asiatico il bidder che ha vinto la competizione per Love is in the Bin, l’opera di Banksy originariamente intitolata Girl with Balloon e che aveva già fatto il giro del mondo per essere stata per metà – e qui la metà fa tutto – distrutta in una precedente vendita di Sotheby’s, il 5 ottobre 2018. Sono passati solo tre anni da quel momento, e quel che è accaduto alla vendita del 14 ottobre 2021 è una rivalutazione dell’opera che ha dell’impressionante: da 1,4 a 26,2 milioni di dollari, nuovo record d’asta per l’artista. Un’impresa non da tutti, quella di entrare – due volte, almeno – nella storia del mercato dell’arte.

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Cristina Masturzo
Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna Economia e Mercato dell'Arte e Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni al Master in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti a Milano. È responsabile e contributor dell’area di mercato dell’arte di Artribune Magazine. Nel 2020 è stata tra i coordinatori del Forum dell'arte contemporanea italiana. Collabora con il Dipartimento di Arti Visive di NABA (Milano, Roma) e con FM Centro per l’Arte Contemporanea (Milano) e segue come freelance progetti di ricerca sul sistema dell’arte e progetti editoriali indipendenti. Suoi testi sono stati pubblicati in magazine e cataloghi.