Armory Show 2021: cambio di sede e 190 gallerie per la fiera d’arte di New York

Si terrà dal 9 al 12 settembre non più sui moli lungo l’Hudson bensì presso lo Javits Center, spazio pensato per accogliere il pubblico in sicurezza. E il numero delle gallerie partecipanti è addirittura superiore rispetto all’ultima edizione pre-Covid: ecco come l’Armory Show si prepara alla sua prossima rassegna

Armory Show 2020. Il padiglione principale con i booth delle gallerie. Photo: Maurita Cardone
Armory Show 2020. Il padiglione principale con i booth delle gallerie. Photo: Maurita Cardone

Occhi puntati su New York questa settimana, con la fiera Frieze che dal 5 al 9 maggio si terrà nel piccolo spazio del The Shed nel nuovissimo quartiere di Hudson Yards, nonostante la pandemia tutt’altro che debellata dal mondo. Se le altre fiere, infatti, hanno deciso di posticipare le loro rassegne nella seconda parte dell’anno per potere così giovare di eventuali (e sperati) allentamenti delle restrizioni, Frieze ha deciso di mantenere le sue date usuali, anche se l’edizione di quest’anno sarà più che ridotta: rispetto agli usuali 200 espositori, la fiera quest’anno ne ospiterà 60, ovvero meno di un terzo. Non vedrà alcuna riduzione del proprio numero di partecipanti invece Armory, la storica fiera newyorchese che quest’anno si terrà dal 9 al 12 settembre presso lo Javits Center, la nuova sede della rassegna che, date le circostanze, è stato progettato e riformulato per ospitare grandi eventi nonostante l’era Covid. Sarà forse per questo motivo che la fiera, rispetto al 2020, ospiterà 11 gallerie in più, per un totale di 194 espositori.

Armory Show 2020. Il padiglione principale con i booth delle gallerie. Photo: Maurita Cardone
Armory Show 2020. Il padiglione principale con i booth delle gallerie. Photo: Maurita Cardone

ARMORY SHOW 2021. IL NUOVO SPAZIO E LE MISURE ANTI-COVID 

Per la prima volta la fiera si svolgerà quindi in un unico spazio, dopo le precedenti edizioni che hanno visto Frieze “dividersi” tra i Piers 90 e 94 a Midtown Manhattan. Progettato da Frederick Fisher and Partners, lo Javits Center è stato concepito come un open space, e il suo layout è stato sviluppato pensando al distanziamento sociale e alla sicurezza del pubblico. “Nel reinventare la casa dell’Armory Show, abbiamo pensato all’identità e all’energia di New York City, combinando l’intensità della rete urbana con un un’agorà ellittica che collega gli angoli più remoti dello Javits Center”, spiega Frederick Fisher. Oltre alla fiera fisica, sarà comunque disponibile una piattaforma digitale sviluppata in collaborazione con Artlogic, che permetterà a collezionisti e appassionati di acquistare opere d’arte online. 

ARMORY SHOW 2021: COME SARÀ LA FIERA 

Tra le novità di quest’anno della fiera è la nuova sezione Solo, che vedrà la partecipazione di 12 gallerie con stand dedicati a un unico artista. Ci saranno inoltre gallerie alla loro prima partecipazione alla fiera, tra cui Alfonso Artiaco (Napoli), Galleria Millan (San Paolo) e Proyectos Ultravioleta (Città del Guatemala), oltre a una serie di gallerie che torneranno a partecipare dopo una pausa, come Cardi Gallery (Milano, Londra), Perrotin (Parigi, New York, Hong Kong, Seoul, Tokyo, Shanghai), Almine Rech (New York, Parigi, Bruxelles) e David Zwirner (New York, Londra, Parigi, Hong Kong). Grandi assenti di quest’anno saranno invece Pace, Gagosian, Hauser & Wirth, Lisson e White Cube. “Da oltre 25 anni, l’Armory Show è una pietra miliare della scena culturale di New York City e un motore economico per il mercato dell’arte globale”, spiega la direttrice esecutiva della fiera Nicole Berry. “L’Armory Show è sempre stato un luogo per scambi proficui e nuove scoperte, e il ritorno della fiera questo autunno segnerà la rinascita del settore culturale e fungerà da barometro per il mercato dell’arte. Non vediamo l’ora di dare il benvenuto al pubblico per una nuova esperienza dell’Armory Show all’avanguardia”. Qui è possibile visionare l’elenco completo delle gallerie partecipanti.

– Desirée Maida

www.thearmoryshow.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.