Frieze New York 2021 si terrà al The Shed. Una fiera più piccola e totalmente rinnovata

Sorprendente cambio di location per la fiera newyorkese, che passerà da 200 a 60 espositori e si terrà sia in presenza che in versione digitale.

The Shed. New York, NY. Courtesy Brett Beyer
The Shed. New York, NY. Courtesy Brett Beyer

Dopo un anno che si è rivelato devastante per tutto il sistema dell’arte, Frieze New York decide di invertire rotta. Invece di continuare a postporre le date mantenendo il solito format, la manifestazione annuncia l’edizione del prossimo anno, che sarà più ristretta ma profondamente rinnovata. Possiamo dire anche a “prova di Covid”.

FRIEZE NEW YORK 2021 AL THE SHED

Invece di 200 espositori ce ne saranno al massimo 60. Invece del grande spazio di Randall’s Island – un isolotto in mezzo all’East River – la manifestazione si terrà al The Shed (centro culturale polifunzionale di cui vi avevamo parlato qui) dal 5 al 9 maggio 2021. Quella di ridimensionare i grandi eventi in virtù di fiere più piccole e sostenibili, creando ambienti più intimi e colloquiali e sezioni più curate, era una questione che era già stata sollevata in tempi precedenti alla pandemia, con qualche tentativo ben riuscito soprattutto nell’ambito delle fiere collaterali. Ora, invece, pare essere diventata una necessità: rimodulare il format di fiera, magari in chiave più “nazionale”, evitando il rischio che l’intera manifestazione salti anche a causa degli espositori esteri impossibilitati a partecipare, come è già ampiamente successo in questo 2020. E, naturalmente, non può mancare il supporto del digitale.

FRIEZE NEW YORK 2021 AL THE SHED: LE NOVITÀ

La nuova sede, situata a Hudson Yards nell’estremo ovest di Manhattan, è stata scelta per la sua “flessibilità di spazio necessaria per soddisfare le esigenze di Frieze New York”, ideale per sviluppare un evento in linea con “i più elevati standard di sicurezza utilizzando tutti i presidi necessari per garantire la salute di visitatori, espositori e personale”. Tra le 60 gallerie ospitate, ci sarà spazio anche per le più giovani, con il ritorno di Frame, la sezione a loro dedicata. Confermata anche una programmazione composta da talk, progetti speciali e collaborazioni con altre istituzioni del mondo culturale. Oltre a questo, tornerà la Frieze Viewing Room(il primo esperimento era stato condotto in concomitanza del primo lockdown), una versione digitale della fiera che si terrà parallelamente a quella in presenza, con lo scopo di raggiungere un pubblico globale. “Questo è il momento della creatività, della flessibilità e della collaborazione, elementi che ci hanno condotto all’opportunità di tenere una piccola fiera a The Shed, accanto alla Frieze Viewing Room online che collegherà le gallerie e pubblico in tutto il mondo”, ha commentato Victoria Siddall, Global Director di Frieze.

FRIEZE NEW YORK 2021: PAROLA AL DIRETTORE

Nel corso degli ultimi anni, Frieze New York ha sviluppato relazioni più profonde e significative con gallerie e istituzioni culturali di New York”, ha spiegato Loring Randolph, direttore artistico dell’evento, “siamo quindi entusiasti che le nostre relazioni con The Shed abbiano progredito fino ad ottenere questo risultato. Sono anche orgoglioso del fatto che la fiera continui ad essere innovativa e a contatto con una comunità, qualità che si rifletteranno nella nostra programmazione 2021, svelata nel prossimo futuro”.

– Giulia Ronchi

https://www.frieze.com/ 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.