Settimana dell’arte di Torino: annullata anche la fiera DAMA

La fiera fondata da Giorgio Galotti avrebbe dovuto inaugurare un programma speciale – ideato proprio alla luce del nuovo panorama culturale e sanitario – negli spazi di Palazzo Chiablese. Ma l’incremento dei contagi in tutta Europa ha spinto gli organizzatori ad annullare l’evento come “gesto di responsabilità”

DAMA 2020 annullata
DAMA 2020 annullata

Continua a subire cambiamenti di programma e annullamenti la settimana dell’arte di Torino, che avrebbe dovuto tenersi durante il primo weekend di novembre. L’aumento del numero dei contagi registrato nelle ultime settimane aveva spinto, circa un mese fa, la fiera Artissima a rivisitare i propri piani, cancellando l’evento all’Oval e promuovendo una serie di eventi diffusi in città – oltre a svolgersi sulle proprie piattaforme digitali. Una strada più o meno simile è stata poi intrapresa anche da FlashbackNESXT e The Others, mentre la fiera DAMA, come ci raccontava in questa intervista il suo fondatore Giorgio Galotti, già da mesi aveva in programma di realizzare un’edizione della fiera differente, un Live Programme a Palazzo Chiablese, incentrato su video, performance e talk. Alla luce però del sempre più preoccupante andamento della pandemia, anche DAMA ha deciso di annullare l’appuntamento di quest’anno.

LA FIERA DAMA ANNULLA L’EDIZIONE 2020

“Nonostante l’ultimo DPCM non abbia vietato integralmente la nostra attività, abbiamo deciso che non apriremo le porte della quinta edizione di DAMA, sia per non mettere a rischio il nostro pubblico e il nostro team, in parte proveniente dall’estero, sia per evitare di trovarci a dover allestire un progetto su cui abbiamo lavorato per oltre 6 mesi, e doverlo proporre in una versione ridotta, ovvero senza le performance e le conversazioni che rappresentavano la parte più dinamica, ‘Live’ appunto, che dalla scorsa settimana sono state vietate rientrando nella definizione di ‘spettacoli dal vivo e convegni’, minando definitivamente il percorso della mostra pensata con cura da Elise Lammer e Ludovica Parenti”, scrive sul proprio profilo Facebook Giorgio Galotti. Quello degli organizzatori della fiera è dunque un atto di responsabilità nei confronti di artisti, galleristi e pubblico, dato che l’ultimo Dpcm non avrebbe comunque intaccato, almeno totalmente, lo svolgimento dell’edizione “alternativa”.

DAMA 2020 ANNULLATA. LE PAROLE DEGLI ORGANIZZATORI

“Da marzo abbiamo lavorato riadattando il progetto della quinta edizione di DAMA su un nuovo panorama culturale”, si legge in una nota diffusa dalla fiera. “Abbiamo rinunciato ad avere i partecipanti fisici da subito e non abbiamo cercato alternative virtuali perché non ci sembravano sufficienti a sostituire la nostra proposta, incentrata sulle relazioni personali e sul dialogo delle opere con la storia della città. Abbiamo deciso quindi di concentrarci su quella parte di programma, che prende il nome di Live Programme, che per noi avrebbe risentito meno di eventuali cambiamenti, ma soprattutto impattato in modo più lieve sui diretti interlocutori a cui ci rivolgiamo: le gallerie, gli artisti e i visitatori. Nonostante l’ultimo DPCM non abbia vietato integralmente la nostra attività, che nella forma attuale si presenta come una mostra nelle sale nobili di Palazzo Chiablese”, continuano gli organizzatori, “riteniamo che l’incertezza in cui l’intera nazione versa e le direttive disposte dal Governo, non ci consentano di operare in un clima adeguato, costringendoci a rinunciare a una parte di programma per responsabilità nei confronti di artisti e curatori provenienti dall’estero. Con grande rammarico quindi abbiamo deciso di annullare la quinta edizione di DAMA”. Ci vediamo nel 2021 con un’edizione ancora più strutturata che punterà a colmare il vuoto che ci ha lasciato questo anno complesso”. 

– Desirée Maida

www.d-a-m-a.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.