La fiera Artissima 2020 a Torino non si farà. Sarà online e con un progetto fisico in città

La fiera torinese annuncia che non inaugurerà la sua 27esima edizione, in programma dal 5 all’8 novembre 2020. Si terrà sulle proprie piattaforme digitali e con un progetto in presenza in collaborazione con la Fondazione Torino Musei

Artissima 2019 - ph Irene Fanizza. Mazzoleni
Artissima 2019 - ph Irene Fanizza. Mazzoleni

Avrebbe dovuto essere la prima grande fiera d’arte a svolgersi nel 2020, dopo gli annullamenti e i rinvii causati dalla pandemia e dalla sempre più incerta situazione sanitaria globale: Artissima, in programma a Torino dal 5 all’8 novembre, annuncia così la decisione di non aprire la propria 27esima edizione, ma di “proseguire nell’organizzazione di un programma fisico realizzato con Fondazione Torino Musei e di progetti digitali,  da inaugurare nelle stesse date affinché la fiera 2020 continui a rappresentare per la città e gli interlocutori internazionali un’occasione per conoscere, ammirare e approfondire l’arte contemporanea”, si legge nella nota stampa ufficiale. A Torino quindi ci sarà comunque una presenza della fiera, sebbene non si terrà – nella sua canonica forma – la consueta manifestazione all’Oval. Come è noto le sezioni Back to the FutureDisegni e Present Future si terranno sulla piattaforma digitale XYZ. C’è da pensare dunque che l’ancora misterioso progetto in presenza riguardi le sezioni New Entries Main Section. L’attenzione adesso si sposta sulle altre fiere in programma negli stessi giorni di Artissima, ovvero Flashback e The Others: seguiranno il suo esempio o decideranno comunque di inaugurare le manifestazioni?

ARTISSIMA 2020 SI FARÀ IN FORMA ALTERNATIVA. LE PAROLE DELLA DIRETTRICE ILARIA BONACOSSA

“Nelle nostre ultime comunicazioni avevamo confermato la volontà e la possibilità, nel rispetto delle normative vigenti e con tutte le necessarie precauzioni, di inaugurare dal 5 all’8 novembre la fiera fisica, presso l’Oval Lingotto Fiere, con la partecipazione di 125 gallerie italiane e internazionali”, spiega la direttrice di Artissima Ilaria Bonacossa. “La situazione sanitaria italiana ed europea, da noi costantemente monitorata al fine di garantire un evento in totale sicurezza, continua tuttavia a registrare sviluppi negativi che ci hanno portato a rivalutare attentamente le modalità e le tempistiche dell’edizione 2020 della fiera. In un contesto di incertezza globale, i repentini mutamenti di scenario e la conseguente insicurezza che governa le decisioni dei singoli ci costringono dunque oggi a non procedere all’organizzazione di Artissima nel formato canonico e ad immaginare invece, con la consueta determinazione e volontà, nuove modalità per presentare fisicamente l’arte a Torino”.

ARTISSIMA 2020. LA FIERA “ALTERNATIVA”

Nonostante la fiera sia stata da mesi impegnata nell’organizzazione dell’evento dal punto di vista logistico e nel rispetto delle norme anti-covid, l’attuale evoluzione della pandemia e le sempre più crescenti limitazioni degli spostamenti internazionali (come è noto Artissima garantiva ai suoi espositori una importante presenza di collezionisti europei) hanno spinto la fiera a rivisitare il proprio format. Nei giorni in cui avrebbe dovuto tenersi la fiera, sarà lanciato il progetto lanciato XYZ, piattaforma digitale che sarà attiva dal 3 novembre al 9 dicembre 2020, offrendo contenuti multimediali come immagini, video, interviste e podcast. Su XYZ inoltre si terranno le te sezioni curate della fiera, ovvero Present Future, a cura di Ilaria Gianni e Fernanda Brenner, Back to the Future, a cura di Lorenzo Giusti e Mouna Mekouar e Disegni, a cura di Letizia Ragaglia e Bettina Steinbrügge. Nella conferenza stampa in programma il prossimo 12 ottobre, sarà invece rivelato il nuovo programma di Artissima 2020.

– Desirée Maida

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.