Ha aperto l’edizione digital di miart 2020: come funziona? Una guida

Come si è aperta la prima fiera d’arte in digitale di Italia? Come funziona la sua piattaforma? Ecco la passeggiata virtuale di Artribune e alcuni consigli per gli utenti.

Sono passati poco più di due mesi da quando miart ha annunciato che l’edizione del 2020 si sarebbe svolta totalmente online: una scelta sofferta ma necessaria a causa della pandemia tutt’ora in corso. Fiera Milano infatti, ha fatto sapere che questa edizione digitale sarà un preludio del prossimo anno (un evento sia in presenza che online, dal 9 all’11 aprile 2021), la “dimostrazione dell’impegno nel sostenere la ‘ripartenza’ non soltanto del sistema dell’arte ma di tutto il sistema produttivo ed economico di Milano, della Regione Lombardia e del nostro Paese”. È quindi ufficialmente iniziata la prima fiera digitale di arte in Italia (preceduta nei mesi scorsi da IN GALLERIA di Bologna Fiera e FONDAMENTA di Artissima di Torino, progetti online più che vere e proprie fiere). Si parte quindi dai VIP days – 9 e 10 settembre – ai quali seguiranno le giornate aperte a tutti, dall’11 al 13 settembre. Tornando alla piattaforma digitale, di cosa si tratta? Che tipo di esperienza permette agli utenti? E soprattutto, sarà sufficiente per sopperire all’evento in presenza? Noi di Artribune abbiamo fatto un giro virtuale, per tirare le somme e dare qualche consiglio ai naviganti.

Giulia Ronchi

http://www.miart.it/it/miart-digital

1. MIART DIGITAL 2020: COME ACCEDERE

miart digital

È intanto utile capire da dove iniziare: in fondo alla pagina http://www.miart.it/it/miart-digital si trovano tre fasce di accesso distinte per tipologia di utente (VIP e Press oppure Pubblico): la prima categoria dovrà accedere con un codice personalizzato; una volta inserito il codice, la piattaforma chiederà di registrarsi inserendo i dati anagrafici e scegliendo una mail e una password. Segue la richiesta di conferma dell’email e reinserimento credenziali: da questo momento, si entra virtualmente nella fiera. Importante notare che la piattaforma non fa parte del sito di miart ma è gestita da Artshell, sistema leader per la gestione completa di collezioni di opere d’arte, specializzata in software e gestionale per le esigenze del sistema artistico.

2. LA PIATTAFORMA MIART DIGITAL 2020

Uno dei vantaggi del digitale è avere una chiara divisione di opere ed espositori: se si sta cercando un autore o una galleria in particolare, la si può trovare facilmente, attraverso la barra di ricerca (in alto a destra della home) che funziona come in qualsiasi normale sito o archivio online. Nella home, dopo una prima presentazione della fiera, si incontra un primo slide show dove è possibile vedere tutte le opere presenti nella manifestazione: uno strumento non troppo utile, poiché le opere non hanno un preciso ordine di apparizione, né presentano informazioni di sorta. Ma, continuando a scorrere, si incontra la prima divisione degli espositori (sono 130 in tutto, tra italiani e internazionali), che miart ha voluto presentare nello stesso modo in cui avrebbe fatto all’interno dell’evento fisico: le categorie sono ContemporaryMasterEmergentDesign e Edition & Magazine. Selezionando una qualsiasi delle gallerie, non si apre una nuova pagina, bensì appare una colonna sulla destra. In questo caso, vi consigliamo di cliccare sulle frecce in alto a sinistra della colonna, per avere una overview delle gallerie visivamente più chiara.

3. LE GALLERIE DI MIART DIGITAL 2020

miart digital

La completezza di informazioni all’interno di ogni pagina è variabile, probabilmente perché l’aspetto contenutistico è affidato a ognuna delle gallerie presenti. In generale, trovate una breve presentazione dell’espositore oltre alle opere presentate e ai contatti utili. Le opere vengono presentate in due modi differenti: all’interno dello slideshow di cui detto prima, predisposto per mostrare il lavoro nello spazio, con un’estetica elegante e delle sedie fittizie che si ripetono regolarmente; oppure come griglia, in cui le opere sono singole e corredate di scheda tecnica. Un appunto doveroso: non aspettatevi virtual tour o esperienze 3D che altre realtà hanno già sperimentato nei mesi scorsi durante il lockdown. A miart le immagini restano bidimensionali e neanche qualitativamente altissime. La possibilità almeno di zoomare sui dettagli e osservare i materiali da vicino, avrebbe sicuramente fatto guadagnare punti a questo primo esperimento in digitale.

4. LE CHAT A MIART DIGITAL 2020: PARLANO LE GALLERIE

miart digital, la chat

Se un’opera vi incuriosisce e volete saperne di più, è insomma necessario scrivere alla galleria di riferimento. Questo è davvero facile e intuitivo, grazie al programma di chat incorporato nella piattaforma, che funziona come Whatsapp, completo anche delle famose “spunte blu”. Noi abbiamo voluto testarla, approfittando per chiedere anche qualche parere in giro. La prima a risponderci è stata la galleria Giovanni Bonelli, dandoci un riscontro sull’andamento della giornata: “stiamo interagendo bene da stamani. Ancora un po’ lentamente rispetto agli standard di una fiera ‘reale’ ma comunque positivo. Come previsto, per adesso l’interesse si è focalizzato sui nomi ‘forti’ (Boetti, Schifano, Ontani). Stiamo interagendo sia in italiano che in inglese quindi immaginiamo di rivolgerci a una clientela mista. Non abbiamo ancora chiuso vendite online ma siamo positivi”, ci hanno raccontato. Nella sezione Emergent, invece, le giovani galleriste di UNA ci dicono, “la prima giornata è stata un po’ difficile, attraverso la chat non riusciamo a intercettare collezionisti e per ora i collezionisti non ci hanno contattato. Probabilmente è stato un momento ancora di rodaggio, in cui le persone hanno cercato di capire come muoversi con questo nuovo strumento. Speriamo in meglio. C’è stata molta disponibilità di Artshell in questo periodo nonostante i tempi stretti. Però evidentemente il digitale non può rimpiazzare l’evento in presenza”. Per chat, mail personali e altre comunicazioni prinvate, ci sono i quattro simboli posti in verticale sulla sinistra. Se volete tornare alla home (è facile sbagliarsi), non schiacciate il pulsante con la casetta, ma “Info” in alto.

5. MIART IN DIGITALE, MA ART WEEK IN PRESENZA A MILANO

miart digital

Un’ottima iniziativa di miart digital è stata quella di far squadra con il Comune di Milano e dedicare una pagina (“Eventi”, sempre in alto) alle mostre e inaugurazioni che avverranno in città non solo durante l’art week ma anche nei mesi successivi. Addirittura, alcuni eventi segnalati si svolgono anche fuori Milano. Basta scrollare verso il basso per avere tutte le schede – all’interno di ognuna si trovano informazioni più specifiche – di quello che succede giorno per giorno.

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.