La fiera collaterale Booming Contemporary Art Show di Bologna apre la prima edizione: un report

Una nuova fiera collaterale va ad aggiungersi al ricco panorama dell’art week bolognese: posta in un ex scalo ferroviario, Booming ha come temi principali l’emergenza ambientale e il femminismo. Tra talk, residenze e progetti speciali, esposti tanti giovani e qualche big.

Booming Contemporary Art Show di Bologna 2020
Booming Contemporary Art Show di Bologna 2020

È il fischio di inizio per Booming Contemporary Art Show, che si inserisce con la sua prima edizione nel ricco panorama della art week bolognese 2020. Diretta da Simona Gavioli (ex direttrice di SetUp, quest’anno sospesa) e co-diretta da Nina Stricker, la nuova fiera si pone fin da subito come un progetto work in progress, votato alla sperimentazione e a una ricerca legata ai temi più urgenti dell’attualità. A dare il primo impatto, ancor prima di varcare la soglia, è il monumentale braccio meccanico del giovane artista Leandro Summo, dal titolo Per farla finita con il giudizio di Dio: come in un processo industriale, la macchina scolpisce due figure umane, invertendo la classica concezione del rapporto tecnica-genio artistico.

BOOMING CONTEMPORARY ART SHOW

All’interno, la fiera si estende longitudinalmente su un solo piano nello spazio riqualificato, ex scalo ferroviario, DumBO (accanto alla performance teatrale di Romeo Castellucci, di cui vi avevamo parlato qui). 31 gallerie nazionali e internazionali per un totale di 100 artisti – affermati, ma soprattutto tanti giovani – si dividono nelle due sezioni della fiera: la main section, caratterizzata dalla tematica Climax, intesa come emergenza ambientale e urgenza di rappresentarne i molteplici fenomeni; e il solo show, dal titolo I FEMMINISMI, rigorosamente declinato secondo una pluralità di approcci. Artiste di diverse provenienze e generazioni espongono le opere più significative di questo filone: dagli intensi ritratti femminili di Letizia Battaglia (guest star dell’evento) alle sculture dell’argentina Silvia Levenson, che affrontano con un’estetica delicata la tematica della violenza domestica; infine, la francese MadMeg, la quale nella sua serie I Patriarchi dà vita a inchiostri su carta di grandi dimensioni che rappresentano e ridicolizzano la figura de “l’uomo procreatore” nella tradizione storica. Non solo gallerie: nella neo-nata manifestazione c’è spazio anche per premi, talk, progetti di residenze (presso OXIGEN CREATIF – Vibra – spazio contemporaneo di idee, collocato al centro dello spazio) e diverse mostre dislocate in altre sedi bolognesi. Booming Contemporary Art Show, infine, è un evento plastic-free, dotato di distributori d’acqua e bike sharing che sostengono l’obiettivo green.

-Giulia Ronchi

Bologna // dal 23 al 26 gennaio 2020
BOOMing Contemporary Art Show
DumBO
Via Camillo Casarini 19

[email protected]

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.