All’art week di Bologna Romeo Castellucci porta sul palco nuove prospettive su arte e vita

In un garage impolverato, cinque fratelli diventano i profeti che sognano un futuro nuovo, in cui l’arte e la società abbiano un impatto diverso sul genere umano. In prima italiana, la nuova opera del regista cesenate è lo special project di Art City Bologna 2020.

La vita nuova Stephan Glagla
La vita nuova Stephan Glagla

È lo special project di Art City Bologna 2020: Romeo Castellucci (Cesena, 1960), regista teatrale, autore, artista visivo, insignito del Leone d’Oro alla carriera dalla Biennale di Venezia nel 2013 e premiato con l’Oscar della lirica 2018-19, porta La vita nuova in prima nazionale all’art week bolognese.  L’opera – che ha esordito nel 2018 al Kanal – Centre Pompidou di Brussels e ha toccato palchi internazionali come il Wiener Festwochen di Vienna, l’Hellenic Festival di Atene e il Festival d’Automne di Parigi – è tratta da Lo spirito dell’utopia di Ernst Bloch. Un saggio che, scritto in piena guerra mondiale, costituisce un classico del pensiero filosofico contemporaneo e tratteggia degli ipotetici scenari del futuro, solcando una “ontologia del non ancora”. La performance si svolge in un garage, dove la polvere e i teli che ricoprono le auto creano un’atmosfera di silenzio e malinconia. Silenzio rotto dal conversare di cinque fratelli, che qui si ritrovano a meditare sul futuro, sulla ricostruzione della società a partire da tutto quello che ha oppresso la condizione umana fino ad ora: il lavoro alienante, il sistema economico, la politica. E non manca la critica all’arte, la quale viene accusata di essere uno strumento usato solo per delineare idee senza agire concretamente nel reale. Attraverso i dialoghi di Castellucci, i cinque fratelli diventano profeti intenzionati ad opporre l’arte del vivere al vivere con l’arte, alla ricerca di nuovi focolari “domestici ed estetici”. 

-Giulia Ronchi

Romeo Castellucci. La vita nuova
24 e 25 gennaio
DumBO
via Camillo Casarini 14

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.