Annullata l’edizione 2019 di NADA nella Grande Mela. Al suo posto arriva la New York Gallery Open

La New Art Dealers Alliance aveva già annunciato la cancellazione della tappa newyorchese della fiera. Al suo posto però propone un’iniziativa che vedrà protagoniste le gallerie della città e non solo…

NADA New York Skylight Clarkson Square in Manhattan. ph. Casey Kelbaugh & NADA New York
NADA New York Skylight Clarkson Square in Manhattan. ph. Casey Kelbaugh & NADA New York

Se l’Armory Show si appresta a inaugurare la sua 25esima edizione che si terrà dal 7 al 10 marzo a New York, ci sono fiere che per questo 2019 hanno rinunciato a partecipare all’intensa art week della Grande Mela, annullando di fatto questa tappa dalla loro programmazione annuale. La fiera di cui stiamo parlando è NADA, rassegna fondata nel 2012 dall’omonima associazione non profit di gallerie – la New Art Dealers Alliance – che solitamente si svolge tutti gli anni a New York appunto e a Miami, rispettivamente a marzo e a dicembre. La notizia risale allo scorso agosto, quando l’Alleanza delle Gallerie ha annunciato di aver cancellato il suo appuntamento newyorchese per dedicare maggiore attenzione alla programmazione delle singole gallerie durante l’art week capitanata dall’Armory Show. E in questi giorni infatti NADA ha iniziato a svelare le prime anticipazioni sulla New York Gallery Open, l’iniziativa promossa dalle gallerie newyorchesi (e non solo) che, diversamente dalle fiere, è finalizzata a portare il pubblico all’interno delle stesse gallerie.

L’ALTERNATIVA ALLA FIERA

La New York Gallery Open quindi sostituirà la fiera NADA, sebbene si svolgerà come già detto durante l’art week dell’Armory Show: dal 4 al 10 marzo, circa 50 gallerie proporranno le loro opere in diverse sedi dislocate per tutta la città. La maggior parte dei partecipanti ha già sedi permanenti nella Grande Mela, come Company Gallery, Foxy Production, Derek Eller Gallery e Simone Subal Gallery; altri, invece, apriranno spazi pop-up o saranno ospitati dalle gallerie newyorhesi, come la Patron Gallery di Chicago, che allestirà un negozio su Canal Street, o la galleria Jack Barrett, che ospiterà le mostre delle gallerie Good Weather (North Little Rock, Arkansas) e Sans Titre (Parigi). “In un certo senso, New York funziona come una fiera d’arte aperta tutto l’anno”, ha dichiarato Heather Hubbs, direttore esecutivo di NADA. “Le gallerie ospitano mostre aperte e accessibili al pubblico tutto l’anno. Con la New York Gallery Open, ci concentriamo sulle mostre nelle gallerie di tutta la città durante l’art week di marzo. È in questi luoghi che le gallerie sviluppano i loro programmi”.

LA REALTÀ DELLE FIERE INDIPENDENTI

Del resto, quando era stata annunciata la cancellazione di NADA New York, la motivazione data da Heather Hubbs sottolineava la volontà di dedicarsi e promuovere maggiormente le attività e i programmi delle singole gallerie: “questa decisione dà a NADA il tempo di sviluppare e implementare nuove iniziative che saranno maggiormente di aiuto ai nostri membri man mano che i loro bisogni continueranno a evolversi”, spiegava Hubbs lo scorso agosto. “La creazione di modelli alternativi per fare entrare in contatto il pubblico con l’arte contemporanea è sempre stata al centro della missione di NADA, e la combinazione di NADA Miami e il nuovo orientamento rivolto alle gallerie e ai loro programmi espositivi renderà la stagione più dinamica”. Dunque la non profit avrebbe scelto di concentrare energie e risorse sul supporto alle gallerie, decidendo di tagliare una delle due tappe della sua fiera. Scelta, questa, che però sembrerebbe anche configurarsi come una “conseguenza” del clima che attraversa negli ultimi tempi le fiere indipendenti: proprio da New York, hanno battuto ritirata anche PULSE e Moving Image, e non è un mistero che per le piccole e medie gallerie sia sempre più difficoltoso riuscire a coprire i costi per partecipare alle fiere. Ciononostante, per partecipare alla New York Gallery Open è previsto comunque il pagamento di “una piccola fee… che aiuti a coprire i costi amministrativi”.

– Desirée Maida

www.newartdealers.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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