Turbolenze per NADA e la MCH Group, società titolare di Art Basel. Mondo delle fiere in crisi?

Nonostante la nascita di piccole fiere indipendenti e di “protesta”, altre sembrano attraversare momenti di austerity. NADA, attiva a New York e Miami, ha annunciato di aver annullato la tappa nella Grande Mela, mentre in questi giorni si è dimesso il CEO di MCH Group, società titolare di Art Basel…

Nada Miami 2016, galleria Lefebre & Fils
Nada Miami 2016, galleria Lefebre & Fils

Nonostante i mesi estivi, il mondo dell’arte sembra proprio non vada in vacanza, soprattutto quello delle fiere. Anzi: progetta, pianifica e prepara gli eventi che animeranno l’art system internazionale della prossima stagione e, a volte, succede anche che si ritrovi costretta ad annullarli. La fiera di cui stiamo parlando, e della quale non si svolgerà la sua prossima edizione, è NADA, rassegna fondata nel 2012 dall’omonima associazione non profit di gallerie – la New Art Dealers Alliance – che solitamente si svolge tutti gli anni a New York e a Miami, rispettivamente a marzo e a dicembre. L’“Alleanza delle Gallerie” ha infatti annunciato di aver cancellato il suo appuntamento newyorchese, per dedicare maggiore attenzione alla programmazione delle singole gallerie durante l’art week capitanata dall’Armory Show. Ma si tratta davvero soltanto di una scelta di tipo strategico?

Nada Miami 2016, galleria Neon Parc
Nada Miami 2016, galleria Neon Parc

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“Questa decisione dà a NADA il tempo di sviluppare e implementare nuove iniziative che saranno maggiormente di aiuto ai nostri membri man mano che i loro bisogni continueranno a evolversi”, ha dichiarato Heather Hubbs, direttore esecutivo di NADA. “La creazione di modelli alternativi per fare entrare in contatto il pubblico con l’arte contemporanea è sempre stata al centro della missione di NADA, e la combinazione di NADA Miami e il nuovo orientamento rivolto alle gallerie e ai loro programmi espositivi renderà la stagione più dinamica”. Dunque la non profit avrebbe scelto di concentrare energie e risorse sul supporto alle gallerie, decidendo di tagliare una delle due tappe della sua fiera. Scelta, questa, che però sembrerebbe anche configurarsi come una “conseguenza” del clima che attraversa negli ultimi tempi le fiere indipendenti: proprio da New York, hanno battuto ritirata anche PULSE e Moving Image, e non è un mistero che per le piccole e medie gallerie sia sempre più difficoltoso riuscire a coprire i costi per partecipare alle fiere.

LE FIERE ALTERNATIVE E SOSTENIBILI

Per queste ragioni, in occasione dell’ultima art week di Basilea, ha fatto il suo debutto Frame, fiera nata dalla cooperazione di 13 gallerie che hanno deciso di fare squadra per contrastare – dicono – le “sopraffazioni” organizzative ed economiche dei colossi fieristici, perché “le fiere d’arte non sono strutturate per soddisfare le nostre esigenze”, dichiarava il gallerista e co-fondatore di Frame Bertrand Scholler. “È diventato troppo costoso, quindi stiamo cercando di sviluppare nuovi modi per consentire alle gallerie di diventare più potenti sul mercato”. Segue la stessa visione anche un’altra fiera, di prossima inaugurazione, a Los Angeles, in occasione del debutto californiano di Frieze: si tratta di Felix, nata dall’idea di un collezionista d’arte contemporanea che promette alle gallerie che esporranno alla rassegna costi di partecipazione contenuti.

Art Basel 2018, Unlimited
Art Basel 2018, Unlimited

ANCHE I RICCHI PIANGONO (?)

Mentre si discute del destino delle piccole gallerie e delle fiere indipendenti, ecco che dai piani alti – altissimi – giunge una di quelle notizie che fanno rumore. Pochi giorni fa si è dimesso il CEO di MCH Group, la società che gestisce il colosso fieristico Art Basel. Il motivo? Le turbolenze che sta attraversando Baselworld, la centenaria e prestigiosa fiera dedicata agli orologi. René Kamm avrebbe lasciato il suo ruolo di Amministratore Delegato di MCH Group a seguito del ritiro dalla prossima edizione della fiera della Swatch, noto brand che è anche il maggiore espositore di Baselworld. Stando a quanto riportato dal Financial Times, la fiera nell’ultimo anno ha visto dimezzare il numero degli espositori, passando dai 1.300 del 2017 ai 650 del 2018. Ma la crisi di Baselworld non sembrerebbe intaccare le altre fiere gestite da MCH Group, ovvero la celeberrima Art Basel: “la situazione di Baselworld e le dimissioni di René Kamm non hanno alcun impatto su Art Basel”, ha dichiarato ad artnet Christian Jecker, rappresentate di MCH Group. “Art Basel è una divisione molto sana all’interno di MCH Group ed è finanziariamente in una posizione molto solida. con il grande sostegno delle gallerie e dei partner aziendali, e grazie all’espansione di Art Basel in Asia nel 2011”. Proprio lo scorso luglio MCH Group annunciava, insieme alla AngusMontgomery Arts e Tim Etchells, il lancio di Art SG, nuova fiera che coinvolgerà 80 gallerie e si svolgerà dall’1 al 3 novembre 2019 presso il Sands Expo and Convention Centre a Marina Bay Sands a Singapore. Operazione, questa, che ricorda le manovre che portarono alla nascita dell’avamposto di Art Basel a Hong Kong…

– Desirée Maida

www.newartdealers.org
www.mch-group.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.