miart sempre più internazionale. Rinnovato il team di curatori per il 2018. Con tanti stranieri

miart ha annunciato il team di curatori che affiancherà Alessandro Rabottini per l’edizione 2018 della fiera. La scelta è ricaduta su un mix perfetto di curatori internazionali e italiani, che guarda caso però, vivono lavorano tutti all’estero…

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miart è sempre più internazionale. La fiera d’arte di Milano prosegue sulla strada intrapresa nel 2012 con la nomina di Vincenzo De Bellis (Putignano, 1977) prima e di Alessandro Rabottini (Chieti, 1976) nel 2016 alla direzione della fiera. È di pochi istanti fa l’annuncio di un nuovo team di curatori che affiancherà il direttore artistico nell’edizione 2018 che si svolgerà, come sempre, a Fieramilanocity dal 13 al 15 aprile 2018, con anteprima VIP il 12 aprile, e che vedrà miart ancora una volta come il cuore pulsante della Milano Art-Week, la settimana dedicata all’arte contemporanea con il solito ricco programma di inaugurazioni ed eventi collaterali nell’istituzioni pubbliche e private della città.

LARGO AGLI STRANIERI

Che miart sia una fiera che guarda sempre di più all’estero lo si evince anche dalla nomina del team curatoriale che lavorerà con Rabottini. Si è guardato molto al curriculum internazionale dei curatori selezionati e, anche nel caso dei curatori italiani, la scelta è ricaduta su un gruppo di persone che vivono e lavorano all’estero da tempo. Scelte di pregio che sottolineano la volontà di puntare sulla qualità da un lato e sulla capacità di attrarre addetti ai lavori e stampa straniera dall’altro.

LE NOVITÀ E LE CONFERME

Ma vediamo nello specifico le novità. Rinnovata la sezione Generations, che pone in dialogo artisti di diverse generazioni, curata quest’anno da due tra i più accreditati curatori a livello internazionale: Lorenzo Benedetti (Roma, 1972), curatore per l’Arte Contemporanea al Kunstmuseum St. Gallen e Jens Hoffmann (San José, Costa Rica, 1974), direttore delle mostre e dei public program al Jewish Museum di New York. Attilia Fattori Franchini (Pesaro, 1983) curatrice indipendente di base a Londra, coordinerà le venti gallerie internazionali che ogni anno compongono la sezione Emergent, che presenta artisti emergenti rappresentati da gallerie con meno di cinque anni di attività. Largo spazio anche al design, e non potrebbe essere altrimenti a Milano, con Object, la sezione che presenta gallerie internazionali di design contemporaneo in edizione limitata e importanti pezzi che hanno fatto la storia dell’arredamento e delle arti decorative del Novecento. La sezione quest’anno è curata dal critico di design Hugo Macdonald, in passato Design Editor delle riviste Wallpaper e Monocle. Continua il programma di conversazioni e tavole rotonde sui temi più urgenti della contemporaneità che coinvolge direttori di musei, curatori, artisti e collezionisti da tutto il mondo. Per il terzo anno consecutivo il ciclo di incontri sarà realizzato in collaborazione con In Between Art Film, la casa di produzione di film d’artista e opere sperimentali fondata da Beatrice Bulgari. I curatori dei miartalks 2018 sono João Ribas, Capo Curatore al Serralves Museum of Contemporary Art di Porto e Fatos Üstek, Curatrice Indipendente, Londra. Confermata, invece, On Demand, la sezione trasversale che si concentra su opere site-specific come installazioni e wall paintings, curata anche quest’anno da Oda Albera che ricopre anche il ruolo di Relazioni con gli Espositori e Curatrice dei Progetti Speciali, così come le sezioni Masters e Decades, curate per il secondo anno da Alberto Salvadori.

LA SCELTA VINCENTE DELLA CONTINUITÀ

La direzione artistica Rabottini prosegue, dunque, nel segno dell’evoluzione e della continuità con la direzione precedente affidata a Vincenzo De Bellis oggi curatore al Walker Art Center di Minneapolis, proprio come annunciato da Corrado Peraboni, Amministratore Delegato di Fiera Milano a ridosso dell’elezione. Rabottini, che durante la direzione di Vincenzo De Bellis ha rivestito l’incarico di vicedirettore, è riuscito a raccogliere in maniera coerente l’eredità del predecessore riuscendo a convincere nel suo primo anno di mandato tutti, in primis i galleristi che sono il nucleo fondante di ogni fiera. Ora c’è bisogno di un salto ulteriore da compiere verso l’internazionalità della manifestazione per portare miart finalmente nel range delle fiere più importanti del sistema dell’arte. Sarebbe un grande colpo per la fiera ma anche per la città di Milano già tra le primissime città del mondo per la moda e per il design. L’anno 2018 sembra andare in questa direzione…

– Mariacristina Ferraioli

 

www.miart.it

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.

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