Musei e digitale. I suggerimenti degli alunni di un liceo classico

Riccarda Bernacchi, docente presso il liceo classico Ludovico Ariosto di Barga, in provincia di Lucca, ha proposto ai suoi studenti, attraverso la DAD, di riflettere su musei e digitalizzazione. Invitandoli a elaborare idee e proposte.

Crisi o opportunità? I mesi di novembre e dicembre 2020 sono stati critici per le scuole superiori, nuovamente in didattica a distanza. Lezione di 40 minuti e l’inesorabile interrogativo su come interessare ragazzi e ragazze che dovranno stare di fronte a un pc per almeno 5/6 ore al giorno.
Ho pensato così, nel ruolo docente di storia dell’arte presso il Liceo Classico di Barga, in provincia di Lucca, di discutere con gli studenti, parallelamente al programma ministeriale, della digitalizzazione dei musei, argomento cult in primis per il MiBACT e poi in diversi ambiti della cultura, dell’arte e dell’economia.
Una boarding class, formata da 16 studenti della terza, quarta e quinta F Liceo Classico Ludovico Ariosto, ha indagato per due mesi l’esistente. Ha visitato i siti dei più grandi musei in Italia e nel mondo che durante il 2020 hanno incrementato la loro presenza sul web, ha scaricato l’app Google Arts & Culture, ha letto in classe e a casa documenti, riviste specializzate e interviste, non ultima quella rilasciata dal Ministro Franceschini proprio sull’argomento alla fine del mese di novembre. Ha guardato i video promozionali nati durante il lockdown dei più grandi istituti museali al mondo.  Si è fatto riferimento al Piano triennale per la digitalizzazione e l’innovazione dei musei.
Se inizialmente questi adolescenti erano smarriti e stupiti, è bastato poco per attivare la loro creatività e immaginazione. Gli studenti si sono interrogati su cosa si sarebbero aspettati da un museo o da una mostra online e hanno dato il meglio di sé. Ne è nato un documento articolato secondo i loro gusti e le tendenze del momento. Oltre 20 pagine, in cui ognuno di loro ha proposto soluzioni alternative e di cui di seguito se ne propone una sintesi.

Riccarda Bernacchi

1. PROPOSTE DELLA CLASSE 3 F
UN MUSEO VIRTUALE PUÒ RESTITUIRE TUTTO QUANTO L’ARTE RIESCE A COMUNICARE?

3 F – Giulio Ceccarelli

Riferendosi a un museo realmente esistente, che non ha soltanto le opere ivi contenute ma anche una struttura architettonica altrettanto apprezzabile, è necessario che la visita digitale includa anche tali aspetti, con effetti scenografici e architettonici che sottolineino punti salienti nell’opera d’arte esposta. Ma per una totale immersione nel contesto urbano-cittadino della civiltà, il museo potrebbe mostrare una “passeggiata” ai tempi della civiltà, con incontri di riproduzioni verosimili, in avatar o in ologramma, di figure distintive di tutta la società a cui si riferisce il museo. La visita si svolgerebbe per schematizzazione logico-cronologica, o per aree tematiche, come la guerra, la morte, il pathos… Si realizzerebbero, poi, percorsi museali differenziati, per fornire sensazioni e informazioni su più livelli, recepibili da diverse categorie di visitatori: bambini, adolescenti o studiosi del settore.

Giulio Ceccarelli

2. ANDIAMO AL MUSEO! UN INCANTO DAVVERO PERDUTO?

3 F – Susanna Fantoni

Per un museo virtuale accattivante dividerei, a partire dalla pagina iniziale del sito, la visita al in  quattro percorsi differenti dando la possibilità ad adulti, ragazzi, bambini ed esperti di scegliere il  tipo di guida che si adatti alla loro conoscenza. Potendosi avventurare attraverso corridoi virtuali e  cliccare sulle opere d’interesse, fornirei, in base a quanto scelto, una spiegazione che parta dai  concetti base e vada nel dettaglio oppure informazioni che si concentrino su aneddoti o  particolari. Per garantire un’educazione inclusiva, creerei un’area apposita facilmente accessibile a  bambini piccoli o persone diversamente abili dove, oltre alla guida canonica, questi possano avventurarsi in un percorso tematico-sensoriale con opere raggruppate sotto un simbolo scelto per colore o immagine. Solo allora rinascerà quell’incanto mai andato perduto ma rimasto solo tra le mura del museo.    

Susanna Fantoni

3. L’ARTE INCONTRA IL WEB. SÌ, MA COME?

3 F – Gioele Simonini

Oggi, nella società del “tutto e subito”, si segue in ogni ambito della vita la dottrina del “poco ma buono”. Informazioni semplici e accattivanti, presentate in modo altrettanto moderno e minimale, con un completo rinnovamento dello stile adottato nelle pagine web museali e dell’offerta da queste proposta. Un sito museale in cui una divisione immediata e intuitiva guidi il visitatore fra gli ambiti diversi dell’arte: pittura, scultura, architettura; una panoramica globale sulle opere proposte e brevi informazioni e curiosità sulla vita dell’autore, sulla corrente di appartenenza e su ciò che l’ha spinto a dare vita all’opera. Tutto ciò sviluppato in uno stile simile a quello delle ormai note “Instagram stories”: delle brevi slide fra le quali il visitatore, mosso dalla curiosità ad andare oltre le essenziali informazioni in apertura, possa immergersi nei particolari dell’arte, in una visita degna di essere definita interattiva.

Gioele Simonini

4. IL MUSEO ONLINE

3 F – Irene Asara, Margherita Chini, Elena Gabrielli, Dessara Murataj, Rachele Rossi, Lorenzo Viviani

Per rendere accattivante l’esperienza del museo online riteniamo sia importante che la visita virtuale sia il più immersiva e coinvolgente possibile, come in un museo vero e proprio. È essenziale che il sito appaia pratico e funzionale, offrendo opzioni di lingua, affinché sia accessibile a tutto il mondo, e la possibilità di intraprendere sia un percorso guidato e interattivo che riguardi l’intero museo, sia quella di focalizzarsi sulle singole opere, indipendentemente dalla guida completa.
Nel caso in cui si intenda soffermarsi sulle singole opere, sarà il sito stesso a consigliare allo spettatore altri capolavori da approfondire in base alle sue scelte precedenti.  Altrimenti la visita si svolgerà con un video in realtà virtuale, che permetterà allo spettatore di muoversi liberamente nella stanza; sarà inoltre possibile attivare una spiegazione vocale per un approfondimento delle opere.
Per diffondere l’idea, si potrebbe approfittare delle piattaforme televisive e video su cui trasmettere spot pubblicitari e clip di introduzione al museo.

Irene Asara, Margherita Chini, Elena Gabrielli, Dessara Murataj, Rachele Rossi, Lorenzo Viviani

5. IL MUSEO DIGITALE

3 F – Danny Lanzallotta

La prima cosa di cui un museo deve disporre è un sito internet ben funzionante, accessibile a tutti e che sia anche interattivo. È importante che coloro che visitano il museo possano interagire direttamente con l’opera d’arte, selezionando un’opzione per la quale sia possibile vederne le caratteristiche principali, avere l’opportunità di ingrandire la foto per notarne i dettagli. Inoltre sarebbe opportuna la presenza di uno spazio dedicato all’interpretazione personale dell’opera, ad esempio con la possibilità di ridipingerla o modificarla virtualmente.
Deve esserci una voce virtuale che ci guidi nelle nostre operazioni in modo semplice, non deve dilungarsi in descrizioni troppo lunghe per non risultare noiosa, ma inserendo una casella in cui tutti possono, qualora fossero interessati, lasciare un proprio giudizio sull’opera in modo da potersi confrontare con altre persone.
Infine è importante che al termine della visita virtuale ci sia la possibilità per i visitatori di lasciare un feedback, un commento sul servizio che hanno ricevuto, una valutazione generale dell’esperienza e soprattutto consigli personali su come migliorare e rendere più interessante e accattivante il sito.

Danny Lanzallotta

6. PROGETTO 4 F ‒ UN MUSEO DIGITALE

4 F – Serena Bernardi, Irene Casci e Laura Suffredini

Il nostro museo digitalizzato ha un percorso interattivo che cattura l’attenzione del visitatore. In una piattaforma simile a Google Maps è possibile “camminare” all’interno dell’edificio, in modo che le persone scelgano autonomamente le opere e le stanze da ammirare durante la visita.  Ogni opera dovrebbe riuscire a interessare lo spettatore attraverso spiegazioni brevi, accompagnate da musica, immagini e video inerenti. Le spiegazioni, lette da una voce narrante, devono riportare solamente le nozioni generali e fondamentali dell’opera senza entrare nei dettagli. I video possono rappresentare un particolare del soggetto dipinto, riprodurre le opere e spiegarle attraverso la voce delle figure raffigurate, concentrarsi su un particolare oggetto e ricondurlo ad altri contesti.
Le canzoni possono essere un modo efficace per cominciare a trattare dell’opera. Il collegamento è spiegato da una voce narrante che in questo modo può parlare in maniera più generale dell’intera opera.
L’attenzione potrebbe essere mantenuta alta creando e replicando i meme più famosi, che spopolano ovunque tra i giovani e di conseguenza diffondere le opere con un mezzo più leggero e divertente.  Per fa scaturire l’interesse del pubblico il museo dovrebbe servirsi di personaggi famosi, come Emma Marrone e Chiara Ferragni, per pubblicizzarsi e raggiungere una platea più ampia.

Serena Bernardi, Irene Casci e Laura Suffredini

7. LA PROMOZIONE ONLINE DI UN MUSEO

5 F – Alessia Giorgi

Penso che per valorizzare i musei online si debbano utilizzare YouTube, TikTok e Instagram; essendoci nelle ultime due un numero di minuti limitati per video, è importante catturare l’attenzione dello spettatore in modo che poi vada a vedere il video per intero, ad esempio su YouTube. Diversi e importanti musei hanno già un canale YouTube, solo che non tutti ne sono a conoscenza, quindi ritengo sia importante pubblicizzarli con brevi e stimolanti video, che contengano il link diretto per raggiungere il filmato. I sondaggi potrebbero aiutare a capire l’interesse del pubblico. Il potere mediatico degli influencer si può fruttare a favore dei musei digitali: un esempio  sono le foto di Chiara Ferragni alla Galleria degli Uffizi nello shooting per Vogue che hanno portato un incremento di pubblico giovanile al museo e il 24% in più di visitatori solo nel weekend successivo. Si potrebbe quindi scegliere una figura in voga tra i giovani, farla interagire con una persona qualificata che spiega un’opera d’arte e crearne mini episodi da pubblicare.

Alessia Giorgi (5F)

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