È Vincenzo Trione il nuovo presidente della Triennale Milano: le prime dichiarazioni
Con il favore congiunto del ministro della Cultura Alessandro Giuli e del sindaco di Milano Giuseppe Sala, il professore e curatore campano prende le redini della Fondazione di Viale Alemagna. Annunciato anche il nuovo CdA
Dopo mesi di retroscena e voci di corridoio sul nome del futuro presidente e sulla composizione del Consiglio di Amministrazione di Triennale Milano, abbiamo l’ufficialità. Il nuovo presidente della Fondazione di Viale Alemagna è il favoritissimo Vincenzo Trione. Un passaggio, questo, che segna la chiusura degli otto anni di presidenza di Stefano Boeri e l’apertura di una nuova fase per l’istituzione. La nomina di Trione a presidente risponde a un difficile equilibrio politico tra il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il sindaco Giuseppe Sala, cui spetta l’ultima parola secondo statuto: secondo alcune indiscrezioni, suggello dell’accordo tra i due sarebbe la nomina dell’architetto e designer Michele De Lucchi (già autore del ponte di accesso al Triennale Design Museum) come direttore artistico. “No, non è confermato“, risponde Trione. “La premessa è che Michele De Lucchi è una figura assolutamente straordinaria, per la sua storia personale, per la conoscenza del mondo dell’architettura e del design, per la città di Milano: stiamo lavorando, ci stiamo confrontando, non è ancora definito ma sicuramente avrà un ruolo decisivo nella vita della Triennale nei prossimi quattro anni”.
Chi è Vincenzo Trione, nuovo presidente di Triennale Milano
Nato a Sarno, in provincia di Salerno, nel 1972, Trione vive da anni a Milano ed è professore di Arte e media e di Storia dell’arte contemporanea all’Università IULM di Milano, dove è stato anche preside della Facoltà di Arti e Turismo. Dal 2020 è presidente della Scuola dei Beni e delle Attività Culturali, organismo del Ministero della Cultura dedicato alla formazione avanzata nel campo del patrimonio, ha diretto il Dipartimento di ricerca e formazione del Museo Madre e ha firmato la curatela del Padiglione Italia alla 56ma Biennale di Venezia.
Collabora con il Corriere della Sera e ha diretto l’Enciclopedia Treccani dell’Arte Contemporanea, è autore di saggi dedicati alle avanguardie e alle intersezioni tra arte, filosofia e dimensione pubblica (l’ultimo di qualche mese fa sul concetto di avanguardia). Nel 2022 è stato nominato dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi consigliere alla Programmazione museale e all’Arte contemporanea per il Comune, curando il progetto Napoli Contemporanea di arte pubblica, che ha ospitato installazioni molto discusse come quelle di Michelangelo Pistoletto, Gaetano Pesce e Jaume Plensa.
I programmi di Vincenzo Trione per la Triennale
Il nuovo mandato si apre quindi per Trione, che nel giro di questo mese, dice, si metterà a studiare “questa macchina unica, complessa, totalmente diversa rispetto a quelle che esistono nel nostro paese. A differenza di Biennale, questa è un’istituzione che non si spegne e si accende, ma è sempre viva. È una sorta di grande centrale elettrica, sempre in movimento, e ha delle peculiarità. Va studiata, compresa, valorizzata ulteriormente nel segno, da un lato, della continuità con la gestione precedente”. L’eredità Boeri non è leggera: “Io credo che le istituzioni si governino rispettando anche quello che è stato fatto e anche facendo tesoro di quello che è stato fatto in precedenza. La presidenza di Stefano Boeri ha avuto un ruolo rilevante nell’esperienza della Triennale e credo che bisogna farne tesoro, ma al tempo stesso le istituzioni hanno bisogno di un ripensamento nel segno della discontinuità e quindi prenderemo tutto il tempo necessario – un mese e non di più – per avere un’idea più completa”. Tutto questo, sottolinea, “senza dimenticare che Triennale ha una specificità: da un lato ha la grande esposizione internazionale, alla quale bisognerà dedicare tempo ed energie intercettando temi e problemi decisivi del nostro tempo, e dall’altro c’è tutta l’attività relativa alle esposizioni temporanee, c’è il centro studi, c’è la rivista Lotus, c’è l’archivio. È un mondo ed è assolutamente unico e pian piano bisogna capire anche la squadra con cui costruire bene questo mondo”.
L’attenzione sarà rivolta anche all’arte contemporanea, ma senza spostare il focus: “Ho ricordato una cosa che mi aveva detto Gillo Dorfles: la Triennale rappresenta la coscienza del progetto del XX e del XXI Secolo, con un focus centrale su architettura e design, ma al tempo stesso la Triennale è una ripresa dell’idea del sistema delle arti delle botteghe rinascimentali e del Bauhaus, quindi l’idea di mettere in dialogo architettura e design con l’arte contemporanea sicuramente sarà un asset decisivo, però anche con la musica, anche con le scienze, anche con le tecnologie”. Un’apertura ereditata dal mandato Boeri, come sottolineato dalla (riconfermata) direttrice generale di Triennale Carla Morogallo.

Trione: “Vorrei essere un po’ come i parafulmini”
Due gli obiettivi, ora: “Essere serio e visionario, un po’ come i parafulmini. I parafulmini sono saldamente fermi sul suolo e al tempo stesso guardano in cielo, a me piacerebbe essere questo: riuscire ad avere grande senso di quella che è la tradizione, la storia fondamentale della Triennale, ma al tempo stesso è un luogo al centro di un sistema internazionale”. E il tanto chiacchierato progetto sul tricolore? “No, non c’è nessuna mostra sul tricolore, probabilmente curerò una mostra molto ampia alle Scuderie del Qurinale”, dice ad Artribune.
Il nuovo CdA di Triennale Milano
Il board, secondo le regole statutarie, sarà composto da nove membri designati dai diversi enti soci: Ministero della Cultura, Comune di Milano, Regione Lombardia e Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi. Accanto a Trione, il Ministero ha indicati il giornalista e professore di Estetica della Statale Stefano Zecchi e Dario Rinero, già Ad di Poltrona Frau e ora Ad di Haworth Lifestyle, il Comune di Milano ha avanzato la rettrice del Politecnico Donatella Sciuto e del professore di Diritto Commerciale della Statale Alberto Ferdinando Maria Toffoletto; la Regione Lombardia ha indicato il regista e direttore artistico Davide Rampello, già presidente della Triennale tra il 2003 e il 2011; la Camera di commercio designa invece Regina De Albertis, prima presidente donna di Assimpredil Ance, e Antonio Calabrò, direttore della Fondazione Pirelli e presidente di Museimpresa e della Fondazione Assolombarda, affiancati in rappresentanza istituzionale congiunta da Maria Adele Porro, figura di riferimento del Salone del Mobile e ora vicepresidente di Triennale.
Giulia Giaume
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