Parla il regista di “Felicità”, la nuova campagna di comunicazione del Ministero della Cultura 

Luca Finotti ci racconta i retroscena dell’opera video “Felicità” che, attraverso un linguaggio attuale e fuori dagli schemi, offre una variopinta panoramica sul patrimonio culturale italiano. Mettendo al centro le persone

Il patrimonio culturale come non si era mai visto. La campagna di comunicazione Felicità del Ministero della Cultura racconta i luoghi più preziosi ed emozionanti d’Italia come realtà vive, dinamiche, accoglienti, capaci di generare emozioni, incontri e senso di appartenenza. E tutto questo grazie all’opera video scritta e diretta da Luca Finotti, con la direzione artistica di Paola Manfrin, un progetto corale girato in quaranta siti culturali tra musei, parchi archeologici e spazi significativi per il nostro Paese. Uno short movie che, interpretato da artisti, sportivi, attori, creator e cittadini, sulle note dell’iconica Felicità di Raffaella Carrà, restituisce un’immagine dinamica, coinvolgente e inclusiva della cultura, intrecciando storie, corpi e paesaggi in una visione immersiva che guarda al futuro. Per approfondire la genesi di questo progetto così attuale che rappresenta un unicum in ambito istituzionale, andando oltre le rigidità proprie della burocrazia ci siamo rivolti direttamente al regista…

L'opera video di Luca Finotti Felicità, Campagna del Ministero della Cultura
Ritratto di Luca Finotti regista dell’opera Felicità, Campagna del Ministero della Cultura

Intervista a Luca Finotti il regista dell’opera video “Felicità”

Dov’è nata l’idea narrativa dell’opera video e quale visione voleva trasmettere attraverso questo affresco corale?
L’idea era di raccontare quante più realtà possibili, da quelle grandi e conosciute fino alle piccole; coinvolgendo direttamente istituzioni, artisti e persone per trasmettere, attraverso immagini, animazioni, gesti, la vivacità che anima, da nord a sud, le località della nostra penisola. In questo momento storico così aspro e difficile, volevo restituire un’idea di Felicità.

Gallerie degli Uffizi,Firenze, Ambra Sabatini,per l'opera video di Luca Finotti Felicità, Campagna del Ministero della Cultura
Gallerie degli Uffizi, Firenze, Ambra Sabatini, per l’opera video di Luca Finotti Felicità, Campagna del Ministero della Cultura

Con che criterio avete selezionato i circa quaranta luoghi che compaiono nel video e come avete operato per costruire un racconto unitario senza rinunciare alle singole identità?
Seguendo due strade parallele, una legata più all’estetica, l’altra concettuale. Con il supporto del critico Angelo Bertone ho cercato dei luoghi che potessero portare all’interno dello short film diverse gradazioni di colore, come Palazzo Farnese di Caprarola che è dominato da tonalità calde oppure il Mann – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove prevalgono quelle ambrate. In termini di messaggio mi interessava mettere al centro il tema dell’accessibilità, che per me è prioritario. Anche in questo caso mi sono fatto guidare da persone direttamente coinvolte.

Nel progetto convivono arte, danza, sport, cinema, musica e testimonianze individuali. Quanto è stato importante, per lei, mettere al centro i corpi e le storie delle persone per parlare di musei e patrimonio culturale?
È stato fondamentale. Interpreto il mio lavoro come un megafono attraverso cui dare voce a chi non ne ha; quindi, anche per ispirare gli altri, mi sento in dovere di condividere quanto appreso attraverso le precedenti esperienze. Il cinema è una lente che offre una visione ravvicinata anche di realtà e situazion altrimenti sconosciute. E dato che viaggiando ho capito che larga parte della bellezza dei luoghi è data dalle persone che li abitano, anche in questo caso ho cercato di raccontare i siti della cultura italiani attraverso coloro che si impegnano a renderli speciali ogni giorno, lavorando per eliminare le barriere fisiche e mentali e rendere il nostro patrimonio davvero accessibile e aperto a tutti.

Tra i protagonisti ci sono figure molto diverse: dagli atleti paralimpici alle “Donne in Rosa”, fino ad artisti e performer. Come avete scelto i partecipanti e che tipo di dialogo si è creato tra le loro esperienze e i luoghi della cultura coinvolti?
Mettendo in connessione le persone con le opere. Ad esempio, la correlazione tra la Primavera di Botticelli e Ambra Sabatini, atleta paralimpica campionessa nei 100 metri, è nata perché entrambe rappresentano, ciascuna per la propria epoca, un’idea di femminilità contemporanea. Mentre ho pensato di portare Niccolò Pirosu, atleta paralimpico, in cima al Colosseo per ciò che il celebre monumento, anche a livello sportivo rappresenta.

Ludovica Palmieri

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Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri è nata a Napoli. Vive e lavora a Roma, dove ha conseguito il diploma di laurea magistrale con lode in Storia dell’Arte con un tesi sulla fortuna critica di Correggio nel Settecento presso la terza università. Subito dopo…

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