Milano Art Week 2026 top e flop: il meglio e il peggio della settimana dell’arte

Come ogni anno, la redazione di Artribune ha stilato una lista di ciò che, durante la settimana dell'arte 2026, ci ha colpito e di ciò che invece ha ancora margine di miglioramento, dalle mostre alle fiere collaterali, passando per la logistica

Accompagnando la trentesima edizione della fiera d’arte moderna e contemporanea miart, la settimana dell’arte milanese si è svolta tra alti (molti) e bassi (meno), alcune nuove presenze e certi problemi ricorrenti. Vediamo il meglio e il peggio della Milano Art Week 2026 secondo la redazione di Artribune.

TOP

La nuova sede di miart

Milano Art Week 2026 top e flop: il meglio e il peggio della settimana dell'arte
miart 2026 ph irene fanizza

Miart spostandosi nella South Wing di Allianz MiCo trova uno spazio immerso nel verde (con vista sulle torri di CityLife) che cambiano parecchio l’esperienza e impressionano positivamente i visitatori che vengono da fuori città.

Fiera collaterali con orari comodi

Paris Internationale, Milano, 2026. Installation view. Photo Irene Fanizza
Paris Internationale, Milano, 2026. Installation view. Photo Irene Fanizza

Visitare le fiere collaterali è un’esperienza più facile; gli orari sono più flessibili, le iniziative non più concentrate in pochi spazi ricorrenti: MEGA ha prolungato i suoi giorni e i suoi orari e anche Paris Internationale ha deciso di rimanere operativa fino a martedì quindi due giorni dopo la chiusura di miart. 

Le fabbriche di Milano che resistono

Milano Art Week 2026 top e flop: il meglio e il peggio della settimana dell'arte
Mulino Factory a Milano

Con la nuova arrivata Mulino Factory, il nuovo polo culturale di Ludovica Virga con studi, residenze e un albergo, Milano si conferma una città dove il recupero degli spazi industriali e la loro conversione in luoghi alternativi interessanti è possibile senza per forza ricorrere alla demolizione perdendo pezzi di memoria e patrimonio. Lo si può dire anche di PROFUMO, già fabbrica del gruppo Esperis, dove si è tenuta quest’anno la fiera MEGA, e dell’ex Saponificio Gavazzi a Rogoredo, che quest’anno ha ospitato il progetto espositivo PORTO DI MARE – l’altra faccia del confine dell’associazione Di Studio in Studio. Insomma, per chi lo avesse voluto si poteva intraprendere un tour tra vecchie fabbriche meravigliose nel bel mezzo della città.

Le mostre nelle gallerie

Milano Art Week 2026 top e flop: il meglio e il peggio della settimana dell'arte
Gabrielle Goliath. Bearing, Raffaella Cortese

Ci sono state molte gallerie private che hanno partecipato all’Art Week con progettualità di prim’ordine. La sudafricana Gabrielle Goliath ha portato da Raffaella Cortese una straordinaria elegia per le vittime di violenza di genere; l’italiana Rosa Barba ha una personale da Vistamare che segue il suo interesse per il cinema come mezzo di creazione di immagini ma anche come sistema che coinvolge luce, proiezione, performance e spazio; e da Velo Project c’è la prima presentazione in Italia dell’artista colombiano Ever Astudillo. Museali poi le presentazioni di Anselm Kiefer da Lia Rumma e di Man Ray da Marconi.

Paris internationale

Paris Internationale, Milano, 2026. Installation view. Photo Irene Fanizza
Paris Internationale, Milano, 2026. Installation view. Photo Irene Fanizza

La prima edizione milanese dell’anti-fiera parigina è stata particolarmente convincente: niente stand, nel modernista Palazzo Galbani, ma pareti che rendono il percorso fluido e diversificato, con proposte di alta qualità da 34 gallerie ben selezionate e distribuite, italiane e internazionali. Ottima la scelta di puntare più sulla qualità che sulla quantità: effettivamente le gallerie presenti si sono sforzate di portare progetti ben pensati, l’ottimo allestimento, lo spazio e la luce hanno fatto il resto

FLOP

La nuova sede di miart

Milano Art Week 2026 top e flop: il meglio e il peggio della settimana dell'arte
miart 2026 ph irene fanizza

Ma come, la nuova sede della fiera miart era al primo posto nei top ed è pure al primo posto dei flop. Per forza. Un bar panoramico e un bell’ingresso rigoglioso in un parco con lo skyline sullo sfondo non cancellano un percorso espositivo a tratti labirintico e con alcune difficoltà di segnaletica. Per molti visitatori l’esperienza non è stata piacevolissima e tanti espositori se ne sono lamentati a gran voce. L’ingresso nel parco è bello ma visto che i taxi non possono per fortuna entrare nei giardini, occorre anche un’area chiara di sbarco per le persone che arrivano con quel mezzo. Se la fiera dovrà restare in questi spazi (quest’anno occupati rocambolescamente per questioni olimpiche) dovrà lavorare per migliorare la fruizione.

MEGA

MEGA Art Fair
MEGA Art Fair

La fiera MEGA è stata una esperienza piacevole grazie al programma vivace, all’atmosfera scanzonata e allo spazio davvero affascinante nel quartiere della Barona. Tuttavia questo evento alla terza edizione fatica ancora a trovare la sua identità e la sua linea curatoriale (visto che è quello l’obiettivo dichiarato). La prossima edizione, la quarta, dovrà essere quella della definitiva maturazione di questo format.

Salviamo l’Art Week dalla Design Week

PH. Luigi Fiano Villa Pestarini
PH. Luigi Fiano Villa Pestarini

Ma davvero pensiamo che l’abbraccio mortale della Design Week sull’Art Week possa continuare a lungo? La settimana del Salone sta cannibalizzando largamente anche la settimana precedente, l’Art Week è sempre di più un evento di nicchia e sconnesso con la città che nel frattempo sta pensando solo al design, sta allestendo per il design, sta mettendo a punto tutta la logistica per il design. Per tacere degli alberghi e dei treni che hanno già tariffe “da Salone” anche per i poveri avventori dell’arte. Provate a parlare con un tassista o con un ristoratore: non sanno neppure cosa sia l’Art Week e vi spiegano che no, vi siete sbagliati, che si tratta di “Design Week”. Al sabato e alla domenica ormai gli eventi della Design Week hanno tracimato andando a fare concorrenza alle fiere e ai loro public program. Si dovrebbe tornare a vedere cosa succede a miart e invece si va da Alcova. Se ti metti vicino vicino ad un gigante, quello ti fa ombra e se non stai attento involontariamente ti schiaccia. Sicuramente qualche vantaggio nella vicinanza e nella quasi sovrapposizione c’è, ma gli svantaggi sono tanto tanto superiori.

Gli incontri di Fondazione Trussardi da Paris Internationale

Paris Internationale, Milano, 2026. Installation view. Photo Irene Fanizza
Paris Internationale, Milano, 2026. Installation view. Photo Irene Fanizza

Dopo la strepitosa mostra Fata Morgana terminata all’inizio di quest’anno, la Fondazione Nicola Trussardi si è affacciata a questa Art Week con un evento che sulla carta suscitava interesse (la rassegna Aperto Italia tenutasi nella fiera Paris Internationale e pensata come opportunità di confronto sullo stato dell’arte contemporanea italiana) ma che è poi risultato un po’ sfilacciato, senza una linea precisa.

Le mostre nei musei pubblici

Milano Art Week 2026 top e flop: il meglio e il peggio della settimana dell'arte
GAM, Milano. Villa e giardino via Comune di Milano

Palazzo Reale ha delle mostre storiche così come il Museo del 900 e Brera, la Triennale ha delle mostre (strepitose) ma orientate alla Settimana del Design. Il PAC fa bene ma fa quello che può. La verità è che per fortuna ci sono i privati (con le mega mostre di Tiravanija all’Hangar e Cao Fei da Prada) perché se fosse stato per i musei pubblici di Milano, una mostra in grado di interpretare davvero lo spirito dell’Art Week quest’anno non c’era.

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Redazione

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