Quando il grande artista Alberto Burri ideò il Manifesto per i leggendari Mondiali di calcio di Italia 90

Chi c’era ricorda con nostalgia le Notti magiche di Italia 90, quando la Nazionale di calcio era tra le protagoniste assolute dello sport più amato dagli italiani. A firmare il poster di quella memorabile edizione giocata tra gli stadi della Penisola fu l’artista umbro, che prese ispirazione dal Colosseo

I Mondiali di calcio 2026 stanno scorrendo dall’altra parte dell’Atlantico – ospitati da Canada, Messico e Stati Uniti – senza suscitare grandi entusiasmi in Italia, causa (ennesima) mancata qualificazione della Nazionale al torneo.

Le Notti magiche di Italia 90

Ma c’è stato un tempo, non troppo remoto, in cui l’evento sportivo più atteso dagli appassionati di calcio di tutto il mondo fermava il Paese. E come dimenticare le Notti magiche di Italia 90? Ormai più di 35 anni fa l’Italia ospitò i Mondiali di calcio: 12 stadi in 12 città, per un mese, dall’8 giugno all’8 luglio (allora le squadre partecipanti erano solo 24), con il trionfo all’Olimpico di Roma della Germania dell’Ovest di Mattheus, Klinsmann e Völle sull’Argentina campione in carica di Maradona. E l’Italia di Totò Schillaci eliminata proprio dall’Argentina, ai rigori, in semifinale, poi arrivata terza nella finalina, imponendosi sull’Inghilterra al San Nicola di Bari.

Furono i Mondiali del Ciao, la mascotte ideata da Lucio Boscardin e scelta dagli italiani attraverso le schedine del Totocalcio; e delle Notti magiche (Un’estata italiana il titolo ufficiale) cantate da Gianna Nannini ed Edoardo Bennato.

Alberto Burri, uno dei manifesti della serie Italia 90
Alberto Burri, uno dei manifesti della serie Italia 90

Il manifesto di Alberto Burri per Italia 90. Ispirato al Colosseo

E per realizzare il manifesto ufficiale del torneo fu coinvolto dal Comitato Organizzatore dei Mondiali (diretto da Luca Cordero di Montezemolo) persino Alberto Burri (Città di Castello, 1915 – Nizza, 1995), che pensò “l’opera” come una serie di sei immagini in formato 100×70 cm, rielaborando una fotografia dall’alto del Colosseo fornita dall’Aeronautica Militare per farla coincidere con uno stadio di calcio, con il prato a sostituire l’arena (nel primo poster della serie, sul campo sono riportate le bandiere di tutti i Paesi partecipanti). “Non volevo una grande idea che rincorresse se stessa, ma una cosa semplice” ebbe poi a dire Burri intervistato sulla scelta grafica “Una cosa che fosse nostra, come il calcio, e mi sono detto: cos’è il Colosseo, se non uno stadio e insieme una delle immagini più rappresentative dell’Italia?”.

Alberto Burri, la serie completa dei poster per Italia 90
Alberto Burri, la serie completa dei poster per Italia 90

Alberto Burri e la passione per il calcio

Lo stesso Burri, del resto, era un grandissimo appassionato di calcio. Originario di Città di Castello, l’artista umbro fu assiduo tifoso del Perugia, spesso presenza fissa allo stadio negli anni d’oro della squadra (il Perugia dei miracoli) sotto la guida dell’allenatore Ilario Castagner. “Alberto Burri era quasi ultras, sempre con noi, sembrava quasi un dirigente”, ricordava Castagner, raccontando anche di quando, dopo una vittoria a Bergamo che aveva regalato il temporaneo primo posto in classifica della Serie A al Perugia, l’artista regalò a ogni giocatore della rosa una copia di una sua opera in cui era raffigurato un occhio del grifo.

Il poster originale di Italia 90 è ancora oggi un’icona del design e della grafica sportiva, conservato negli archivi ufficiali e non di rado proposto all’asta. E sullo shop online della Fondazione Burri è possibile acquistare il manifesto – anche nella serie completa – venduto singolarmente a 40 euro (gli originali del 1990 si trovano in asta per cifre che oscillano tra i 100 e i 200 euro).

Livia Montagnoli

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