Continua la nostra ricognizione sui fumettisti in quarantena. Alex Urso ha intervistato Stefano Antonucci, al lavoro nel suo studio fra i monti abruzzesi.

Il famoso “principino” di Saint-Exupéry raffigurato con le fattezze di Adolf Hitler; Benito Mussolini riportato in vita attraverso un esperimento alla Frankenstein Junior; un ragazzo “casa e chiesa” che si risveglia anticristo. I fumetti di Stefano Antonucci (Pescina, 1987) si muovono tutti sul filo (arduissimo) del grottesco: un insieme di storie bizzarre che giocano con i temi della politica e della religione, accompagnando il lettore a riflettere in maniera divertita sui fardelli della retorica tradizionalista.
Riconosciuto come uno degli autori di satira più brillanti del nostro panorama, l’autore ha deciso di raccontarci qualcosa in più sulla sua quarantena e sul suo ultimo fumetto – La fattoria dell’animale, da poco pubblicato per Feltrinelli Comics. Dopo gli appuntamenti con Maicol&Mirco, Gianluca Costantini, Cristina Portolano, Adam Tempesta, Giorgio Carpinteri e Simone Angelini, ecco le sue parole (e qualche tavola a tema lockdown).

Molti di noi ti conoscono soprattutto per le tue opere satiriche come Quando c’era LVI e Il piccolo Führer. Come possiamo presentarti a chi vede i tuoi fumetti per la prima volta? Cosa fai e cosa ti interessa raccontare?
Ho sempre fatto satira, il fumetto è uno dei miei mezzi preferiti, ma scelgo il mezzo in base all’idea. Il Piccolo Führer, ad esempio, è una parodia del celebre romanzo illustrato per bambini. In questo periodo sono molto interessato alla comunicazione politica, ma ogni libro pubblicato è un esperimento nuovo.

Dove ti trovi in questo momento?
Sono sperso fra i monti dell’Appennino abruzzese.

Come sta vivendo la tua città questa situazione?
Vivo a Lettomanoppello, un paese di tremila abitanti. La vita in provincia non è tanto diversa da quella degli ultimi trent’anni.

E tu invece come la stai vivendo, anche in relazione al tuo lavoro?
Lavorativamente si respira un clima di incertezza senza prospettive. Vanno avanti le commissioni ricevute prima della crisi sanitaria ma in un clima strano, quasi sospeso nel tempo, dove regna la consapevolezza che la parte peggiore, per la filiera editoriale, arriverà nei prossimi mesi.

Un fumetto di Stefano Antonucci. Courtesy l'artista
Un fumetto di Stefano Antonucci. Courtesy l’artista

Hai subito rallentamenti in termini di progetti, uscite, lavoro in studio?
L’ultimo libro è uscito nel giorno del primo decreto governativo… il tempismo è tutto nella vita! Com’è giusto che fosse, tutta la parte promozionale (e divertente), fatta di presentazioni, fiere e firmacopie è saltata. Ovviamente i problemi sono altri, più grandi e complessi, e mi ritengo un privilegiato a poter continuare a lavorare da casa. Tuttavia rivedere il proprio mondo dall’oggi al domani è abbastanza destabilizzante.

Il libro a cui fai riferimento è La fattoria dell’animale, un omaggio a fumetti al capolavoro di George Orwell. Com’è nata l’idea?
L’idea di lavorare sul romanzo di Orwell me la portavo dietro da un po’ di tempo. Insieme a Daniele Fabbri e Maurizio Boscarol abbiamo deciso di contestualizzare il romanzo al periodo storico attuale, parlando della politica populista oramai diffusa in tutto il mondo, da Trump a Salvini, passando per Boris Johnson e Bolsonaro. Abbiamo tenuto in piedi la metafora “orwelliana”, ma ci siamo concentrati sulla comunicazione politica. Il fumetto va in due direzioni: la parte visiva racconta i fatti senza giudizi critici o morali, la parte di testo invece racconta gli stessi fatti in chiave propagandistica e distorta. Un bell’esperimento.

Quale sarà la prima cosa che farai appena questa situazione si sbloccherà?
Visto lo stress di questi giorni, mi prenderò un periodo di riposo stando a casa.

Alex Urso

https://www.instagram.com/antonuccistefano/

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.