Fumettista tra i più rappresentativi del panorama nazionale, Simone Angelini ha risposto alla quarantena con una serie di “Storie Zitte”: scenette in bianco e nero in cui manca la parola. Alex Urso ha parlato con l’autore, chiuso a disegnare nel suo studio a Pescara.

Segno scarno, forme semplificate, ma soprattutto un linguaggio che mira al dunque senza troppi giri di parole. I fumetti di Simone Angelini (Pescara, 1980) sono tra i più riconoscibili della scena nazionale, anche e soprattutto grazie ad Anubi – il formidabile graphic novel del 2015, realizzato con Marco Taddei.
Nonostante i limiti della situazione che stiamo attraversando, il suo universo grottesco – popolato di reietti e personaggi marginali della nostra società – non ha smesso di espandersi durante le settimane di quarantena. Nuove storie stanno infatti uscendo dalla matita dell’autore pescarese, tanto da solleticare la nostra curiosità.
Dopo avervi accompagnato negli studi di Maicol&Mirco, Gianluca Costantini, Cristina Portolano, Adam Tempesta e Giorgio Carpinteri, lo abbiamo intervistato per farci raccontare come sta passando le sue giornate e per sapere qualcosa in più sui ultimi lavori.

Molti di noi ti conoscono, ma come possiamo presentarti a chi vede i tuoi fumetti per la prima volta? Cosa fai e cosa ti interessa raccontare?
Sono Simone Angelini, ho 39 anni, e gravito da più di dieci anni nel mondo del fumetto tra autoproduzioni ed editoria tradizionale. Ogni tanto mi affaccio nell’animazione e nell’illustrazione. Ne ho combinate di tutti i colori ma il fumetto più noto è in bianco e nero e si chiama Anubi (la nuova edizione del libro è stata pubblicata per Coconino Press nel 2018). Per un quadro più completo vi rimando a Wikipedia che ne sa più di me.

Dove ti trovi in questo momento?
Sono con la mia compagna Michela Tobiolo, artista anche lei, e la gatta Mia nella nostra casa a Pescara. Con l’alzarsi della temperatura ci stiamo spostando nel giardino.

Come sta vivendo la città questa situazione?
Inizialmente c’è stata un po’ di confusione, come in tutta Italia, grandi disagi nei supermercati, farmacie, uffici postali, ecc. Ora che i ranghi sono più stretti non saprei dirti oltre quello che posso leggere online, che mi raccontano gli amici o che vedo andando a fare la spesa. Si incontrano per strada persone “purtroppo” poco attente alle disposizioni, e altre che le hanno travisate e sfoggiano delle precauzioni artigianali molto interessanti. Pochi giorni fa è balzato agli onori della cronaca nazionale un concittadino che si è beccato una multa da quattromila euro per esser stato sorpreso a correre in spiaggia ed esser sfuggito in un inseguimento grottesco al poliziotto che lo aveva pizzicato.

La tavola di Simone Angelini per COme VIte Distanti
La tavola di Simone Angelini per COme VIte Distanti

E tu invece come la stai vivendo, anche in relazione al tuo lavoro?
Ho dovuto rallentare gradualmente la ricerca di informazioni sui social e pormi in maniera passiva alle notizie e al chiacchiericcio televisivo. Sono consapevole del dramma personale che sta vivendo gran parte della popolazione mondiale, ma al tempo stesso ho bisogno di affrontare la quotidianità con degli sprazzi di leggerezza. La sensazione è che questa tragedia non sia un passaggio momentaneo e pensare al futuro in questi termini può generare una voragine.
Fortunatamente in casa siamo entrambi spiriti creativi e spesso ho la fortuna di potermi addentrare nel mondo di Michela e lasciarmi coinvolgere in aspetti della sua ricerca artistica che soprattutto in questi giorni sono vero ossigeno. La cosa che mi riesce meglio è fare fumetti, e quando mi è stata data la possibilità ho cercato di dare una mano.

Per esempio?
Il mese scorso un mio disegno è stato messo all’asta dal Lucca Comics & Games, insieme a opere di diversi fumettisti italiani e stranieri – il ricavato è andato al Sistema Sanitario Toscano. È di pochi giorni fa invece l’uscita della mia tavola per COme VIte Distanti, un fumetto corale organizzato dall’ARF! Festival per la raccolta fondi a favore dell’IMI Spallanzani di Roma. Dentro al libro – già in prevendita – ci sono grandissimi nomi del fumetto italiano come Gipi, Davide Toffolo, Zerocalcare, Ratigher, Maicol&Mirco e tanti altri. Per me è stato un grande onore esser coinvolto e mi sono sentito un po’ utile per la collettività.

Hai subito rallentamenti in termini di progetti, uscite, lavoro in studio?
Certamente! Si è gradualmente fermato tutto. L’ultima uscita editoriale è stata la pubblicazione a febbraio di 4 vieux enfoirés in Francia (la versione francese di 4 vecchi di merda, Coconino Press, 2018) con le Editions Rackham, poi hanno chiuso le librerie.
Questa situazione però ha anche degli aspetti positivi: senza la pressione di contratti, scadenze, fiere, presentazioni, incontri e altri aspetti del lavoro da autore di fumetti, sperimento tantissimo! Così saltano fuori storie, brevi animazioni e tantissime porte da aprire o vicoli ciechi. Questa cosa mi mancava da troppo tempo e sarà importante per il futuro.

Mi soffermo sui video. Si tratta di scenette scarne, in bianco e nero, e soprattutto mute che stai postando sui tuoi social. Mi racconti meglio?
Sono un animatore autodidatta, ho sempre avuto questo pallino – come penso molti altri autori di fumetti: chi non vorrebbe vedere le proprie storie in movimento? Le animazioni per me non sono una novità, ho realizzato in passato anche i booktrailer animati dei fumetti Anubi e Malloy Gabelliere Spaziale, che potete recuperare liberamente su YouTube.
La serie di animazioni che sto realizzando in questi mesi si chiama Storie Zitte, e sono parte di quella ricerca e sperimentazione nominata in precedenza. Essendo una serie avrà delle stagioni composte da episodi. Sono fatte a “passo uno”, cioè disegno i fotogrammi uno per uno e li metto assieme. Come paletti mi sono dato l’assenza del parlato (tanto di parole è pieno il mondo), un formato quadrato, e il bianco e nero con qualche tono di grigio. La quarta puntata è legata strettamente a questo periodo di quarantena. Un aspetto di questo progetto che mi diverte molto è la registrazione e composizione di suoni, rumori e motivetti musicali.

Quale sarà la prima cosa che farai, appena questa situazione si sbloccherà?
Un brindisi all’umanità.

Alex Urso

http://simoneangelini.blogspot.com/

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AutoreSimone Angelini
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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.