Giorgio Carpinteri e il suo “quadernetto antivirus” in esclusiva

Pennino tra i più acuminati del fumetto italiano e internazionale, Giorgio Carpinteri ha risposto alla quarantena con una serie di illustrazioni dal taglio ironico e surreale. Alex Urso lo ha intervistato, facendosi “regalare” una splendida sequenza di tavole in esclusiva.

Nato nel 1958 a Bologna, Giorgio Carpinteri è tra le punte di diamante del fumetto e dell’illustrazione italiani. Difficile non rimanere abbagliati dai suoi disegni, un misto tra eclettismo pop, paradossi estetici e richiami al Futurismo e alle avanguardie del primo Novecento.
Dopo aver esordito su Il Mago nel 1978, e dopo le memorabili incursioni all’interno di riviste simbolo come Frigidaire e Linus, nel 1985 pubblica il romanzo a fumetti Polsi sottili – tra le sue opere più incisive.
Inguaribile sperimentatore, nel 1986 si allontana – almeno formalmente – dal mondo dei balloon per iniziare una lunga esperienza nel campo della televisione in qualità di art director e autore di programmi televisivi. Ma gli amori – quelli intensi – non muoiono mai davvero. È così che nel 2018 l’autore “torna” tra le braccia della nona arte con Aquatlantic, un graphic novel ironico e kafkiano ambientato nel profondo degli oceani.
Dopo avervi accompagnato negli studi di Maicol&Mirco, Gianluca Costantini, Cristina Portolano e Adam Tempesta, lo abbiamo intervistato per farci raccontare come sta passando le sue giornate e per dare uno sguardo in esclusiva alla sua ultima produzione: una serie di illustrazioni taglienti e ironiche sulla situazione che stiamo attraversando.

Giorgio Carpinteri, Quadernetto antivirus, 2020. Courtesy l'artista
Giorgio Carpinteri, Quadernetto antivirus, 2020. Courtesy l’artista

Difficile riassumere in poche righe la tua radiosa carriera: sei passato dal fumetto all’illustrazione alla scenografia. Se guardi indietro quel è il fil rouge di questo favoloso percorso?
Negli Anni Ottanta ho iniziato come autore di fumetti per Frigidaire, Linus e Alter Alter, poi la curiosità mi ha portato ad attraversare il mondo della TV (da video-grafico ad autore di format). Oggi sono tornato a fare fumetti, quindi credo che il fil rouge sia l’attitudine a mostrare il mio punto di vista attraverso la parola e le immagini.
Un’altra caratteristica che non è cambiata nel tempo è che non so cosa sia la noia, tranne quando mi chiedono di parlare di me (rido).

Dove ti trovi in questo momento?
Roma.

Come sta vivendo la città questa situazione?
Roma è una città sorniona, la gente sembra rispettare le regole ma, ti dico solo questo, ho incrociato un noto politico (vicino di casa) che passeggiava tranquillo col naso fuori dalla mascherina. Non siamo cinesi, questo è chiaro.

E tu invece come la stai vivendo, anche in relazione al tuo lavoro?
Come tutti, sono stato travolto dalla “situazione pandemica” e, dalla sera alla mattina, ho dovuto cambiare le mie abitudini. Le emozioni e le riflessioni che attraversano la mia nuova routine le racconto sul “diario” che tengo sui social.

Giorgio Carpinteri, Quadernetto antivirus, 2020. Courtesy l'artista
Giorgio Carpinteri, Quadernetto antivirus, 2020. Courtesy l’artista

Hai subito rallentamenti in termini di progetti, uscite, lavoro in studio?
Avevo cominciato un progetto a fumetti di grande respiro ma l’esigenza del “grande respiro” è sparita di colpo. Ho sentito più urgente occuparmi del presente e cercare di mettere ordine in quella miriade di frammenti in cui era esplosa la mia vita. Nasce così il diario quotidiano che pubblico su Instagram e Facebook: un modo per riflettere con leggerezza sulla situazione in cui ci troviamo.

Le tavole che pubblichiamo su Artribune sono delle illustrazioni divertite e sfrontate relative alla situazione che stiamo vivendo. C’è paradosso, surrealismo, ironia…
Il momento è drammatico e complesso, quindi mi è venuto naturale pormi come un bambino che, armato di matite colorate, racconta le sue impressioni sulle pagine di un quaderno. Combatto il dramma e la complessità con la sfrontatezza della semplicità. La situazione ci impone di buttar via, una volta per tutte, la zavorra che ci ha tenuto prigionieri di giudizi e pregiudizi. Questo è l’unico modo per dare un senso a questa esperienza. Più che criticare chi sostiene che questa esperienza ci renderà migliori, dovremmo preoccuparci di rendere possibile che questo accada o, perlomeno, non fare parte di quella folta schiera che uscirà “peggiore” da questa storia. Pagliuzze, travi… sta accadendo qualcosa di terribile ma sarà ancora più terribile non farne tesoro.

Quale sarà la prima cosa che farai appena questa situazione si sbloccherà?
La situazione non si sbloccherà di colpo, quindi non immagino nulla di preciso. Ci sono tante cose nuove da elaborare dentro e fuori di noi che “quello che farò dopo”, al momento, non mi interessa.

Alex Urso

https://www.instagram.com/carpinteriart/
https://www.facebook.com/giorgio.carpinteri

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.