Cristina Portolano è tra le matite più rappresentative del fumetto italiano contemporaneo. L’abbiamo intervistata per sapere come sta passando la sua quarantena, e per farci regalare qualche fumetto ispirato a queste giornate di “reclusione”.

I suoi fumetti parlano di adolescenza, di parità di genere, di identità sessuale. Ma parlano soprattutto di emozioni: quelle di protagonisti che si confrontano per la prima volta con il mondo, sfidandone preconcetti e limiti mentali. Lei è Cristina Portolano (Napoli, 1986), nome di punta del fumetto nazionale, uscita qualche mese fa in libreria con Francis Bacon. La violenza di una rosa.
Dopo avervi regalato la scorsa settimana uno “scarabocchio” inedito di Maicol&Mirco, e dopo avervi fatto conoscere il “graphic journalism” di Gianluca Costantini, abbiamo pensato di contattare l’autrice per scambiare quattro chiacchiere e sapere come sta passando la sua quarantena.

Un fumetto di Cristina Portolano
Un fumetto di Cristina Portolano

Molti di noi ti conoscono, ma come possiamo presentarti a chi vede i tuoi fumetti per la prima volta? Cosa fai e cosa ti interessa raccontare?
A chi vede le mie cose per la prima volta dico solo che mi piace raccontare storie di vita quotidiana e che mi interrogo molto su come farlo. Mi interessa raccontare l’umano e tutte le sfaccettature della vita, con i suoi simboli e le sue metafore. Consiglio sempre la lettura del mio primo libro, Quasi signorina, per iniziare ad approcciare il mio lavoro.

Dove ti trovi in questo momento?
In questo momento sono a Bologna, dove ho scelto di vivere da quindici anni, e condivido casa con il mio compagno. Mi reputo molto fortunata.

Un fumetto di Cristina Portolano
Un fumetto di Cristina Portolano

Come sta vivendo la città questa situazione?
La mia città sta reagendo bene. Credo. Io esco solo ogni quattro giorni per andare a fare la spesa e ogni volta vedo persone che fanno la spesa come me, rispettano i divieti, le distanze e hanno tutti il modulo necessario. A Bologna le persone sono molto coscienziose e solidali tra loro. Ovviamente vedo sempre chi fa un po’ di testa propria, ma sono la minoranza. Poi trovo inutile aggiornarsi in continuazione sulle percentuali di infetti, morti, contagiati etc. Ci si fa solo del male.

E tu invece come la stai vivendo, anche in relazione al tuo lavoro?
Non vado più nel mio studio da un mese ormai e mi manca un po’. La mia quotidianità è come prima, soltanto più casalinga. Faccio ginnastica con la mia insegnante via Skype, e per fortuna ho dei lavori che mi scandiscono il tempo: i corsi online allo IAAD – Istituto d’Arte Applicata e Design di Torino, disegno i video per Freeda e le illustrazioni per i numeri di Internazionale Kids.
Le emozioni invece sono difficilissime da descrivere. Sono altalenanti e discontinue. Cerco di non lasciarmi prendere troppo dall’ansia e dalla tristezza, ma allo stesso tempo arrivano le notizie da fuori. Cari amici che stanno perdendo genitori e persone care. Recentemente è mancato Pino Grimaldi, noto designer e accademico italiano che si è occupato del rapporto tra il design e il marketing, socio onorario AIAP, nonché padre di una grande illustratrice con cui sono molto amica. Combatto ogni giorno con mio fratello, eterno adolescente, complottista e disfattista. Ma cerco di restare lucida e non perdere entusiasmo e fiducia nel prossimo e nel futuro.

Un fumetto di Cristina Portolano
Un fumetto di Cristina Portolano

Hai subito rallentamenti in termini di progetti, uscite, lavoro in studio?
Per me è difficile proporre qualsiasi tipo di progetto di libro in questo momento. Non ci riesco, ho un blocco psicologico pensando alle difficoltà che stanno vivendo anche gli editori. Mi sono saltati incontri, sono saltate fiere, così come le presentazioni della mia versione a fumetti de L’isola del tesoro di Stevenson che ho illustrato per il Battello a Vapore. Poi dovrebbe andare in stampa la versione catalana e spagnola del libro Io sono Mare (uscito per Canicola nel 2018) e dovrei andare a presentarlo a maggio a Barcellona ma, attualmente, è tutto fermo. Ne approfitto comunque per aggiornare il mio sito web, scrivere articoli e la newsletter che spedirò a fine mese. Ogni settimana, invece pubblico un nuovo “microfumetto” sulla mia pagina Instagram.

Quale sarà la prima cosa che farai, appena questa situazione si sbloccherà?
Andrò sulla costiera romagnola a mettere i piedi nell’acqua e a farmi una mangiata di pesce in riva al mare.

Alex Urso

www.cristinaportolano.com

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.