Mimmo Paladino e l’omaggio alla bandiera dell’Ucraina sul Corriere della Sera

I colori giallo e blu della bandiera ucraina svettano sulla prima pagina del 3 marzo del quotidiano nazionale. A firmare la copertina è l’esponente della Transavanguardia, tra i maggiori artisti italiani del panorama contemporaneo. Anche il Time, nel prossimo numero, si ispirerà alle parole del Presidente Zelensky, stampandole in cirillico.

La copertina del Corriere della Sera firmata da Mimmo Paladino. Credits Corriere della Sera
La copertina del Corriere della Sera firmata da Mimmo Paladino. Credits Corriere della Sera

“Senza l’Ue l’Ucraina sarebbe sola: abbiamo dimostrato la nostra forza. Abbiamo dimostrato che siamo come voi. Mostrateci che siete al nostro fianco, che non ci abbandonerete, che siete veramente europei. Solo così, insieme, la vita vincerà contro la morte, la luce contro il buio”. Con queste parole, il presidente Volodymyr Zelensky ha esortato il Parlamento Europeo a non lasciare solo il popolo ucraino, in questi giorni tragici di bombardamenti e devastazioni in cui la risoluzione del conflitto non sembra trovare un esito. A questo appello ha voluto rispondere il Corriere della Sera, dedicando la copertina del 3 marzo 2022 alla bandiera dell’Ucraina, con un disegno realizzato da Mimmo Paladino (Paduli, Benevento, 1948), tra i maggiori artisti italiani della scena contemporanea.

LA BANDIERA UCRAINA DISEGNATA DA MIMMO PALADINO PER IL CORRIERE

Gli inconfondibili colori giallo e blu a tutta pagina, rivoli di colore che corrono via sui bordi come un’esplosione, come l’energia vitale che ancora corre attraverso un popolo oppresso dalla guerra. Così Mimmo Paladino, esponente di punta del movimento della Transavanguardia, ha interpretato la bandiera dell’Ucraina richiamandosi all’appello politico lanciato da Zelensky e invocando il bisogno di identificarsi nei valori, nelle necessità e nel dolore di una tragedia che si sta consumando a pochi passi dall’Europa. All’appello fa eco il direttore del quotidiano Luciano Fontana, che scrive nell’editoriale: “Ora dobbiamo chiedere tutti ad alta voce che le armi si fermino, che le armate si ritirino, che la vita e la libertà degli ucraini siano difesi. Sappiamo che non sarà facile, che dovremo utilizzare tutti i mezzi salvo quelli che possono portare a una terza guerra mondiale. Ognuno di noi dovrà mettere nel conto che il lungo confronto con la Russia comporterà sacrifici. Che tutto sarà incerto. Ma pace, libertà, indipendenza, diritti sono valori assoluti e non negoziabili. Lo abbiamo imparato in passato sulla nostra pelle. Ora è il momento di dimostrarlo a Putin”. E conclude: “Siamo tutti ucraini: la loro bandiera, disegnata per il Corriere da Mimmo Paladino, è la nostra bandiera. A Zelensky e ogni donna e uomo dell’Ucraina vogliamo solo dire che no, non li abbandoneremo”.

 

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LA BANDIERA DELL’UCRAINA SULLE COPERTINE INTERNAZIONALI

Le parole di Zelensky sono state accolte dalla stampa di tutto il mondo: a dedicare una copertina ai colori giallo e blu anche il Time, che ha fatto realizzare la copertina del prossimo numero (dal 14 al 21 marzo) dall’illustratore Neil Jamieson, riportando la frase del presidente in cirillico: “La vita vincerà sulla morte, e la luce vincerà sul buio“. “Di fronte a una brutale invasione russa, gli atti di coraggio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno ispirato il suo popolo e mosso le democrazie di tutto il mondo”, scrive il settimanale sul proprio canale Instagram. E ancora, a ispirarsi agli attuali fatti di cronaca è l’artista e graphic designer di origine giapponese Sho Shibuyache durante il lockdown del 2020 ha iniziato a dipingere, ogni giorno, sulle copertine del New York Times, fotografando il cielo e riportandone i colori sulla prima pagina. Le opere di questi giorni riportano i colori della bandiera ucraina, che Shibuya posta sui suoi social accanto a mappe e immagini delle violenze in corso. Sotto, una sola frase, ma scritta in capitale, come un grido e l’espressione di un’urgenza: “STOP WAR!”.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.