Il libro di Ludovico Quaroni, l’architetto che fotografava Roma

Si intitola “Roma 1968” il libro pubblicato da Humboldt Books che riunisce gli scatti realizzati dall’architetto Ludovico Quaroni e dal nipote Livio

Roma, 1968 © 1968 Ludovico e Livio Quaroni © Eredi Ludovico Quaroni – Fondazione Adriano Olivetti, fondo Ludovico Quaroni
Roma, 1968 © 1968 Ludovico e Livio Quaroni © Eredi Ludovico Quaroni – Fondazione Adriano Olivetti, fondo Ludovico Quaroni

È stato uno dei protagonisti della ricostruzione postbellica, uno dei più noti docenti della facoltà di Architettura della Capitale, Ludovico Quaroni (Roma, 1911-1987), al quale Humboldt Books dedica un volumetto delizioso, Roma 1968. Il libro contiene le immagini che Ludovico e il nipote Livio hanno dedicato a Roma, ma, a differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, non ci troviamo di fronte a un libro di immagini di architettura, piuttosto a una serie di fotografie di documentazione della città, dove accanto agli edifici ci sono le persone, anch’esse protagoniste delle immagini. Quella del grande architetto è una lettura libera, che ha un precedente nel bel volume pubblicato da Laterza nel 1969, Immagine di Roma.

Roma, 1968 © 1968 Ludovico e Livio Quaroni © Eredi Ludovico Quaroni – Fondazione Adriano Olivetti, fondo Ludovico Quaroni
Roma, 1968 © 1968 Ludovico e Livio Quaroni © Eredi Ludovico Quaroni – Fondazione Adriano Olivetti, fondo Ludovico Quaroni

LE FOTOGRAFIE ROMANE DI LUDOVICO QUARONI

Il libro è accompagnato da un prezioso testo di un allievo di Quaroni, Francesco Pecoraro, introdotto da una frase dell’architetto che ci fa comprendere il senso di tale lavoro: “Vogliamo che si sviluppi una critica delle città, accanto alla critica letteraria, alla critica delle arti plastiche, del cinematografo e della musica”. Le sue non sono delle semplici immagini, ma un autentico strumento di lavoro: “Per lui fotografare Roma” ‒ spiega Pecoraro ‒ “significava coglierne qui e là, con un solo scatto, la complessità e la manomissione, la contraddizione e la sovrapposizione degli elementi che la compongono (che la componevano negli anni Sessanta), il lascito, le ferite indelebili, le effrazioni, le profanazioni, le distruzioni, su cui, se davvero ce ne importasse qualcosa, piangeremmo”. In quelle foto sono poste accanto tante città diverse, quella dei poveri, della piccola borghesia, degli accattoni. Una città complessa, che potrebbe somigliare, per certi punti di vista, a quella che Pasolini ci ha raccontato in Mamma Roma, uno dei suoi capolavori cinematografici.

Roma, 1968 © 1968 Ludovico e Livio Quaroni © Eredi Ludovico Quaroni – Fondazione Adriano Olivetti, fondo Ludovico Quaroni
Roma, 1968 © 1968 Ludovico e Livio Quaroni © Eredi Ludovico Quaroni – Fondazione Adriano Olivetti, fondo Ludovico Quaroni

ROMA VISTA DA QUARONI

Ci troviamo proprio, secondo il pensiero di Quaroni, di fronte a un continuum, di case, cose, persone, alberi, fiume. Non c’è soluzione di continuità. Uno spazio particolare hanno le automobili spesso presenti, simbolo di conquista negli Anni del boom. La sua è un’indagine di matrice sociale di notevole importanza, che ci aiuta a comprendere la situazione romana di quel periodo, assai diversa da quella milanese. I casermoni popolari sono accanto ai campi e alle baraccopoli nella prima periferia della città, in un insieme in cui è la tristezza a dominare.
Chiude il libro un bel testo di Ludovico Quaroni accompagnato dai provini annotati a mano dall’architetto, che ci fanno comprendere la sua metodologia lavorativa.

Angela Madesani

Ludovico Quaroni – Roma 1968
Humboldt Books, Milano 2021
Pagg. 112, € 20
ISBN 9788899385873
www.humboldtbooks.com

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AutoreLudovico Quaroni
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Angela Madesani
Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte” (Nomos edizioni). Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. È autrice di numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Giuseppe Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Elisabeth Scherffig, Anne e Patrick Poirier, Luigi Ghirri. Ha recentemente curato un volume sugli scritti d’arte di Giuseppe Ungaretti. Insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo del Design di Milano.