Il prossimo ottobre il Museo d’arte Ghibli compirà 20 anni. In Giappone hanno pensato di festeggiare in anticipo il traguardo facendo uscire un lussuoso art book in due volumi che raccogliere tutto il genio di Hayao Miyazaki.

Tutto era nato con una battuta: creare un luogo di ritrovo per animatori in pensione. Ma poi gli eventi hanno assunto una piega più grandiosa. Del resto, c’era da aspettarselo: ogni evento legato al nome di Hayao Miyazaki è destinato ad avere successo. Tra questi c’è il Museo d’arte Ghibli, che – fin dall’apertura nell’ottobre 2001 – ha chiamato a raccolta oltre 700mila visitatori l’anno, in un crescendo di popolarità soltanto guastato dall’emergenza Covid. Non c’è turista in Giappone che non faccia una deviazione a Mitaka City, Tokyo, dove è ubicata l’istituzione (a patto però di aver prenotato con largo anticipo).
Fondamentalmente il museo è due cose: una mostra permanente dei lavori animati realizzati dallo Studio Ghibli, con personaggi, luoghi iconici e meraviglie disseminate dal piano terra al tetto, ricoperto di verde, dove troneggia il soldato robot del film Il castello nel cielo (1986); ed è anche un “racconto” di cos’è il mondo dell’animazione, inteso come ideale luogo di lavoro per Miyazaki e come universo in miniatura per stimolare la curiosità dei più giovani nella speranza che un giorno abbraccino il sogno di diventare essi stessi animatori. Come disse il regista all’epoca dell’inaugurazione: “Vorrei che questo museo diventasse un luogo non soltanto da visitare, ma qualcosa dove ci sia il senso del futuro davanti agli occhi”.

IL MUSEO DELLE MERAVIGLIE

Giusto un paio di coincidenze all’origine del progetto. Nel 1998 una mostra dedicata al film Principessa Mononoke aveva ottenuto grande successo in Giappone. Nello stesso periodo la municipalità di Mitaka City aveva manifestato l’interesse a costruire un polo culturale nel bel mezzo di Inokashira Park. Ed ecco l’idea di creare un museo dedicato al genio di Miyazaki. L’accordo viene firmato alla fine di quell’anno, mentre una parte degli investimenti arriva da Seiichiro Ujiie, presidente di Nippon Television ed estimatore dei film di Miyazaki e Isao Takahata.
I lavori del museo prendono il via l’anno seguente e si concludono nel 2001. Siccome Miyazaki ha già firmato i progetti dello Studio Ghibli e del suo atelier, gli viene chiesto di occuparsene: una richiesta che all’inizio mette un po’ in crisi il regista, trattandosi di un’opera faraonica. Come al solito Toshio Suzuki, il fidato direttore del Ghibli, gli fornisce la dritta giusta dicendogli: “Disegna il museo esattamente come se stessi facendo un film”, ossia realizzando una “storia”, i personaggi e gli ambienti. L’obiettivo è dare vita a un luogo amichevole, familiare, dove i bambini possano esplorare tutti gli spazi, anche quelli nascosti. Miyazaki supervisiona ogni singolo dettaglio, lasciandosi dietro un’impressionante mole di bozzetti, illustrazioni, note destinate al personale (materiale pubblicato in esclusiva sul mensile Animage nel 1999).

UN ART BOOK DA SOGNO

Per celebrare i vent’anni del museo, il dipartimento editoriale dello Studio Ghibli – guidato dalla Tai Yukari – ha pubblicato Hayao Miyazaki and the Ghibli Museum: un sontuoso cofanetto di due volumi venduto a 25mila yen (circa 200 euro, non proprio per tutte le tasche).
L’art book ha preso le mosse dalla mostra Sketch, Flash, Spark – From The Ghibli Forest Sketchbook tenutasi al museo nel novembre 2019, con l’esposizione di circa 600 opere realizzate dal regista e la proiezione del corto animato Fantasy Sky Flying Machine (Kūsono soratobu kikaitachi), sorta di omaggio alla passione del regista per i velivoli.
Tai Yukari e Junko Sakamoto, responsabili del cofanetto per l’editore Iwanami Shoten, ad Artribune hanno raccontato qualcosa della sua realizzazione. “Il primo volume si intitola ‘Kikaku Tenji o Tsukuru – Creating Special Exhibits 2001-2020’ e raccoglie quasi tutti i disegni e le proposte che il direttore del museo e il dipartimento editoriale Ghibli hanno ospitato fino a oggi al Museo d’arte Ghibli. Abbiamo selezionato opere bellissime che sono diventate fondamentali per le mostre espositive che sono state ospitate lì. Il secondo volume si chiama invece ‘Bijutsukan o Tsukuru – Creating the Ghibli Museum – Imageboards and Sketches’ e presenta tutte le immagini, i bozzetti e le illustrazioni di Miyazaki allo scopo di raccontare il processo di creazione del museo”.

Creating Exibits 2001-2020. © 2021 Studio Ghibli © Museo d’Arte Ghibli. Published by Iwanami Shoten, Publishers, Tokyo
Creating Exibits 2001-2020. © 2021 Studio Ghibli © Museo d’Arte Ghibli. Published by Iwanami Shoten, Publishers, Tokyo

LE ORIGINI DEL GHIBLI

Nonostante il prezzo, il cofanetto ha fatto gola a moltissimi collezionisti. “La prima tiratura è andata esaurita prima ancora di essere materialmente rilasciata, quindi l’art book è stato ristampato per una seconda e terza edizione”, spiega Sakamoto.
All’inizio di aprile, il numero cumulativo di cofanetti venduti si aggirava sulle 12mila unità”. Hayao Miyazaki si è dichiarato entusiasta di questa “operazione nostalgia”. Alla domanda sulle reazioni del celebre regista, Sakamoto racconta che Miyazaki, con la consueta ironia e pacatezza, ha risposto: “Ebbene, avete lavorato parecchio!” (il Museo d’arte Ghibli ha postato sul proprio canale YouTube anche un video dove al regista viene mostrato per la prima volta il cofanetto).
Altra fonte di soddisfazione per i fedelissimi dello Studio Ghibli è arrivata quest’anno dalla mostra Animage to Studio Ghibli-ten – Suzuki Toshio no Shigoto (Animage e Ghibli: il lavoro di Toshio Suzuki) che ha aperto i battenti ad aprile e andrà avanti fino al 12 settembre prima nello spazio eventi di Matsuya Ginza e poi a Ishimaki nella prefettura di Miyagi. La mostra illustra la storia del celebre periodico sull’animazione giapponese nato nel 1978 grazie a Tokuma Shoten, e i suoi legami con Miyazaki e il produttore Toshio Suzuki. Dice Sakamoto: “Tutto lo staff Ghibli spera nel successo di questa mostra: d’altro canto, lo Studio Ghibli è nato proprio da ‘Animage’”.

Mario A. Rumor

https://www.ghibli-museum.jp/

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Mario A. Rumor
Ha scritto di cinema e televisione per Il Mucchio, Empire Italia, Lettera43, Just Cinema e numerose altre riviste italiane e inglesi, tra cui Protoculture Addicts, TelefilmMagazine, Retro, Widescreen, DVD World, ManGa!, Scuola di Fumetto e Leggere:Tutti. Con Weird Book ha collaborato al volume “Joe Dante. Master of Horror” con un saggio su Gremlins, e pubblicato le monografie “Un cuore grande così. Il cinema di animazione di Isao Takahata” (2019, seconda edizione), “Osamu Dezaki. Il richiamo del vento” (2019). È inoltre autore di “Tōei Animation. I primi passi del cinema animato giapponese” (Cartoon Club, 2012), “Created By. Il nuovo impero americano delle Serie Tv” (Tunué, 2005) e “Come bambole. Il fumetto giapponese per ragazze” (Tunué, 2005). Vincitore nel 2015 del Premio Letterario Nazionale “Trichiana Paese del libro” e del premio speciale Casse Rurali Valli di Primiero e Vanoi nell’ambito del prestigioso premio letterario “Grenzen-Frontiere”.