Autobiografia di un impostore. Il libro del fotografo Paolo Ventura

Un fotografo oggi noto in tutto il mondo e un aneddoto di gioventù che lo trasforma in un impostore. Prende le mosse da questi spunti il libro di Paolo Ventura, raccontato qui da Angela Madesani.

Autobiografia di un impostore è il curioso titolo dell’autobiografia di Paolo Ventura (Milano, 1968), artista singolare, intelligente, scritta con verve da Laura Leonelli. È un libro coinvolgente. Una storia di vita che comincia dall’infanzia di Paolo e del suo gemello omozigote Andrea, nella Milano Anni Settanta. Il racconto si snoda lungo un cammino più esistenziale che professionale, dai pranzi della domenica dalla nonna “cattiva” e dalle zie zitelle, sorelle del padre, con sonnellino e meringhe dell’Eusebio, alla vita da adolescente, al servizio militare nei Carabinieri.

IL LIBRO DI PAOLO VENTURA

Ho iniziato a leggerlo e non ho più smesso fino all’ultima pagina, il tutto dal tardo pomeriggio alla sera. Conoscevo Paolo, molti dei suoi lavori, ma attraverso questo libro mi si sono aperti nuovi scenari. Molte cose le immaginavo, le leggevo fra le righe, i rimandi a una Milano degli anni di guerra, quella dell’Alberto Lattuada di Occhio quadrato, delle case con gli angusti cortili grigi, delle biblioteche di intellettuali arrestati per motivi di “razza”. Ora ne ho la certezza, il suo immaginario si è sviluppato attraverso i racconti, la memoria altrui, quella del padre Piero, illustratore per l’infanzia, quella della nonna Giulia, amatissima da Paolo, con la quale passava vacanze straordinarie a Civitanova Marche. Lui, Andrea e la nonna. Finalmente non doveva sottostare alla tirannia paterna. La nonna, arrivata a Milano dal bellunese, poteva coccolare e viziare i suoi nipotini nella casetta Anni Cinquanta della località marchigiana. Inoltre nonna Giulia li portava al circo e da qui si capiscono molte cose del suo lavoro.

Paolo Ventura - Autobiografia di un impostore (Johan and Levi, Monza 2021)
Paolo Ventura – Autobiografia di un impostore (Johan and Levi, Monza 2021)

PAOLO VENTURA L’IMPOSTORE

Perché questo titolo curioso? Paolo e Laura Leonelli ce lo svelano solo verso la fine del libro. Dopo un lungo soggiorno a Parigi a fare il fotografo di moda, Paolo va a New York, senza un soldo in tasca e decide di essere artista e basta. Un giorno gli arriva una telefonata dal fratello maggiore, Marco, adiratissimo. Premettiamo che Paolo aveva frequentato senza alcuna passione l’Accademia di Brera negli Anni Ottanta. Dunque il fratello, venti anni dopo tale frequentazione, lo chiama per dirgli che a Brera aveva trovato un pacco di disegni ai quali Paolo aveva cancellato la firma, quella di Marco, per metterci la sua. Uno stratagemma per riuscire a passare un esame. Marco gli dà dell’impostore. Pare che i disegni fossero piuttosto brutti e che ben poco abbiano pesato nella vita di Paolo. Anzi forse proprio da quell’impostura, da quella sciocchezza da ragazzo senza stimoli, nasce la voglia di andarsene da un’altra parte e di trovare il proprio appassionante cammino.
E quindi gli anni più recenti, l’incontro con la moglie Kim e la nascita di Primo, suo figlio.
Un libro divertente e amaro per certi versi ‒ in cui Ventura si svela senza ritrosie ‒ che riesce a raccontarci atmosfere, opere, situazioni, paesaggi.

Angela Madesani

Paolo Ventura – Autobiografia di un impostore
Johan & Levi, Monza 2021
Pagg. 152, € 20
ISBN 9788860102973
www.johanandlevi.com

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AutorePaolo Ventura
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Angela Madesani
Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte” (Nomos edizioni). Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. È autrice di numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Giuseppe Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Elisabeth Scherffig, Anne e Patrick Poirier, Luigi Ghirri. Ha recentemente curato un volume sugli scritti d’arte di Giuseppe Ungaretti. Insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo del Design di Milano.