Si intitola “Une Histoire mondiale des femmes photographes” il volume targato Editions Textuel e riunisce, in oltre 500 pagine, la storia di 300 fotografe, grandi maestre del loro tempo e del nostro.

La storia mondiale delle donne fotografe è racchiusa nelle oltre 500 pagine di un grande volume uscito a novembre in Francia per le Editions Textuel, subito andato esaurito e già in ristampa: Une Histoire mondiale des femmes photographes. Si tratta di una mappatura alquanto capillare delle fotografe di tutto il mondo dall’invenzione del mezzo a oggi: aprono il volume tre pagine di pratico sommario; due saggi a firma delle due curatrici; seguono circa 300 fotografe introdotte da concisi e al contempo esaustivi testi, corredate da oltre 400 immagini, e inframmezzate da 5 importanti portfolio; in coda una bibliografia selezionata; la biografia delle autrici che hanno contribuito al volume; l’indice; una pagina di ringraziamenti e, infine, tre pagine di crediti iconografici.
Il volume è curato da due autrici francesi, Luce Lebart e Marie Robert – una storica della fotografia, curatrice di mostre, in passato direttrice di diversi luoghi deputati alla fotografia, l’altra storica e attualmente curatrice capo della collezione fotografica del Musée d’Orsay con alle spalle la curatela di molte esposizioni ‒, che hanno messo in campo un gran numero di collaboratrici per costruire questo volume. Lebart e Robert, infatti, per compilare questo progetto così vasto hanno invitato parecchie autrici, quasi 170, da tutto il mondo e impegnate su diversi aspetti nell’arte. Un volume ricchissimo, dunque, non solo di punti di vista ma anche di voci, le voci di donne di oggi impegnate nell’arte che narrano senza limiti di spazio e di tempo le donne fotografe.

LE DONNE E LA FOTOGRAFIA

Se siamo abituati a sentire parlare in fotografia, come in molti altri campi, di “grandi maestri”, dando per scontato che siano in larghissima maggioranza maschi e che dunque il genere maschile, prevalendo anche grammaticalmente, sia andato a sovrastare in indici, elenchi, titoli, le poche donne fotografe, ora abbiamo una monumentale opera che ci racconta, con nomi e cognomi e opere e date e luoghi, che non è così, che la storia è un’altra.
Nella storia della fotografia, come in moltissime altre discipline, la cancellazione delle donne è il risultato di un consolidato meccanismo di discredito, così automatico come congegno da far scomparire nomi e opere dalla storia. Ma se da una parte le donne, nella storia e in qualsiasi settore, da chi ricostruisce, scrive e tramanda, vengono volontariamente lasciate negli spazi grigi della memoria fino a scivolare nell’oblio, dall’altra parte nei secoli e nei decenni un numero sempre in aumento di donne studiose si occupa di approfondire, ricordare, analizzare, tramandare, le opere di quelle il cui nome è stato spazzato via. Questo volume lo dimostra, e documenta come l’unione e l’intreccio di saperi possa portare a una grande opera globale. Comprova anche lo stile della modestia nella scelta di interpellare molti nomi con l’obiettivo di parlare di altre donne, di ricordare altre donne, e non di sé.

Alice Schalek, Tireurs au Pordoi, Dolomites, Italie, 1915 © Österreichische Nationalbibliothe, Vienna
Alice Schalek, Tireurs au Pordoi, Dolomites, Italie, 1915 © Österreichische Nationalbibliothe, Vienna

IL LIBRO E LE PROTAGONISTE

Il volume propone le fotografe con un ordine cronologico di nascita e ognuna è presentata con il suo nome e cognome: inizia con Anna Atkins, nata in Gran Bretagna nel 1799, giunta alla fotografia nel 1841 grazie al suo amore per la botanica: donna dai molti interessi e incoraggiata dal padre alla scienza, ha creato una relazione inedita tra rigore scientifico e pellicola. Si chiude con Newsha Tavakolian, nata in Iran nel 1981, impegnata da sempre nel rappresentare il suo Paese, con una particolare attenzione alla situazione femminile. Tra le tante c’è il lavoro importantissimo di Lisetta Carmi e di Letizia Battaglia.

FOTOGRAFIA ED EMANCIPAZIONE

Le fotografe nel primo secolo di vita della fotografia hanno usato il mezzo parimenti come strumento di emancipazione, documentando e documentandosi all’interno di un mondo che dava loro poco margine, prendendosi lo spazio dell’arte e della vita attraverso l’obiettivo e la pellicola. Tutte sono state, e sono, creatrici indipendenti e originali, che lavorano guardando e interrogando la realtà in un costante dialogo con essa, usando l’apparecchio fotografico per spostare sia il confine loro imposto dalla società sia il confine di visione prettamente a uso maschile. Sono fotografe che hanno spesso parlato di sé e di sé nella storia attraverso la pellicola, raccordandosi così agli accadimenti che talvolta le vorrebbero escluse: sono grandi maestre.

Anna Toscano

Luce Lebart & Marie Robert (a cura di) ‒ Une Histoire mondiale des femmes photographes
Editions Textuel, Parigi 2020
Pagg. 504, € 69
ISBN 9782845978430
www.editionstextuel.com

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Anna Toscano
Anna Toscano vive a Venezia, insegna presso l’Università Ca’ Foscari e collabora con altre facoltà. Scrive per testate come Il Sole24 Ore, minima&moralia e Doppiozero. Sesta e ultima raccolta di poesie è “Al buffet con la morte” (La Vita Felice, 2018); liriche, racconti e saggi sono rintracciabili in riviste e antologie. Suoi scatti sono apparsi in riviste, manifesti, copertine di libri, mostre personali e collettive. Varie le esperienze radiofoniche e teatrali.