Gli 80 anni di Franco Maria Ricci. Report dell’evento e l’intervista al fondatore di FMR

Cosa accomuna il labirinto più grande del mondo a una casa editrice che ha fatto dell’eleganza e della raffinatezza il suo stile? Il legame si chiama Franco Maria Ricci, instancabile, appassionato e visionario intellettuale che proprio in questi giorni compie 80 anni e che lo scorso venerdì 8 dicembre è stato festeggiato al Teatro Regio di Parma, con la proiezione di un documentario a lui dedicato.

Ricci e Borges casa Milan, credits Massimo Listri

È editore dal 1963, anno in cui stampò l’anastatica del Manuale Tipografico di Gian Battista Bodoni, antico tipografo a cui si deve la creazione della “fabbrica del libro perfetto”, come viene definita nel museo a lui dedicato. Parma ha accolto prima il saluzzese Bodoni, poi il parmense Franco Maria Ricci, lasciando che tra i due – nonostante i secoli di distanza – si instaurasse un ideale fil rouge fondato sull’eleganza, sulla bellezza, sull’altissima qualità dell’oggetto libro. Oggi il fondatore della rivista “FMR”, l’ideatore del labirinto più grande del mondo costruito a Fontanellato (Parma), il raffinato collezionista e bibliofilo nonché lungimirante pubblicitario compie 80 anni e in suo onore il team del Labirinto della Masone ha organizzato la proiezione in anteprima del documentario Éphémère. La Bellezza inevitabile, realizzato da Simone Marcelli, Barbara Ainis e Fabio Ferri. Prodotto da CatrinaProducciones con il sostegno di alcuni imprenditori che hanno sostenuto il progetto, presenta la vita di Franco Maria Ricci dalle prime corse con le macchine all’acquisto della splendida Jaguar, dagli esordi della casa editrice alla mastodontica realizzazione del complesso del Labirinto della Masone che, oltre al vasto dedalo in bambù nato dalla promessa fatta dal suo proprietario a Jorge Luis Borges nel 1977, comprende anche edifici monumentali e ospita una raccolta d’arte e di libri prestigiosa e affascinante.

UNA FESTA CON GLI AMICI

A dare voce alla storia, gli amici che lo stimano da sempre, tra i quali Vittorio Sgarbi e Mario Lanfranchi, presenti fisicamente a omaggiare l’editore e a introdurre la proiezione: “Il libro è un oggetto d’arte che puoi maneggiare, coccolare, accarezzare, palpeggiare senza rischiare di essere denunciati per molestie” scherza il regista, riferendosi ai prodotti editoriali pensati da Franco Maria Ricci, mentre Sgarbi sottolinea l’eccezionalità della rivista “FMR”, quel giocare sulle iniziali che, lette alla francese, danno il titolo del documentario e un’idea che sta alla base di tanta bellezza, l’effimero. Franco Maria Ricci è stato il primo della sua famiglia a lavorare – gli aristocratici antenati vivevano di rendite – e ha saputo trasformare il suo lavoro in una passione travolgente che ancora non lo abbandona: “Non abbiamo mai fatto una vacanza in quasi quarant’anni di vita insieme”, dichiara la moglie, nonché validissima spalla, Laura Casalis, “ma tantissimi viaggi di lavoro e i contatti che abbiamo preso sono poi diventati amici fraterni”. Tra questi vi erano i maggiori intellettuali al mondo: Borges, ovviamente, ma anche Inge Feltrinelli che lo ha conosciuto alla fiera di Francoforte, Italo Calvino, Guy Cogeval del Musée d’Orsay, il conterraneo Bernardo Bertolucci, l’editore Hoepli, l’artista e illustratore Tullio Pericoli, “costretto” a realizzare le copertine della collana “La biblioteca di Babele” nonostante l’iniziale reticenza.

Franco Maria Ricci, frame da Éphémère. La Bellezza inevitabile
Franco Maria Ricci, frame da Éphémère. La Bellezza inevitabile

LA RINASCITA DELLA CASA EDITRICE E LE ANTEPRIME

Un’esistenza dedicata alla bellezza, quella di Ricci, e alla scoperta di quella bellezza che il mondo ancora non riconosce come tale, come dimostra – per fare un solo esempio molto noto – la pubblicazione del Codex Seraphinianus di Luigi Serafini, poi diventato best seller e stampato anche da altri editori. Finalmente, dal 2014, anche i nuovi libri hanno potuto essere stampati con il suo nome: “Per un periodo di 10 anni non ho potuto usare il mio nome come marchio editoriale perché avendo venduto nel 1998 a un amico imprenditore, non si erano fatte mosse legali per dividere ‘FMR’, da ‘Franco Maria Ricci’. Nel 2002 la FMR è stata ceduta a un nuovo gruppo con il quale, personalmente, ho tagliato i rapporti, e mi sono ritrovato a fare l’editore con una piccolissima struttura che non poteva firmare i volumi con la sigla storica, recuperata con il procedimento di concordato per salvare la FMR, nel frattempo finita in ‘cattive acque’”, dichiara Ricci. E tra le novità della casa editrice, è appena stato presentato lo splendido Mantova, utopia classica, mentre ci rivela che con Serafini si sta progettando un nuovo libro. Il film si chiude accennando poeticamente a un altro sogno, oltre a quelli già realizzati: un labirinto di specchi. Abbiamo chiesto a Laura Casalis se è “solo” un sogno o se sono già al lavoro su questo progetto: “Franco continua a veder cose nuove da realizzare, idee da mettere in pista. Sì, il labirinto di specchi è una di queste; abbiamo già il progetto, di Oscar Tusquéz, un geniale ed eclettico architetto catalano che ne aveva inserito uno in una grande mostra sui labirinti allestita a Barcellona nel 2010. Con lui faremo il nostro”. Una nuova, straordinaria impresa che siamo sicuri incanterà ancora una volta il mondo per la sua bellezza e per il coraggio e l’eccezionalità di colui l’avrà ideata.

-Marta Santacatterina

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.