Graphic designer, editore, collezionista d’arte, appassionato bibliofilo, costruttore di labirinti: Franco Maria Ricci (Parma, 1937) è tutto questo e molto altro. Folgorato dall’incontro con l’opera di Giambattista Bodoni, Ricci ha iniziato la sua carriera di editore nel 1963, con una ristampa anastatica del Manuale Tipografico, coltivando in parallelo un forte interesse per la grafica che lo ha portato a disegnare i marchi e le pubblicità per diverse grandi aziende, italiane e straniere. Il gusto per la bellezza del corpo della scrittura, per le proporzioni e l’armonia dell’impaginazione è all’origine delle sue celebri collane di libri, tra cui I Segni dell’Uomo, Morgana, Quadreria, Luxe, calme et volupté, Curiosa, Iconographia, La biblioteca blu, La Biblioteca di Babele, Guide impossibili e Grand Tour. Reso celebre nel mondo dalla rivista FMR, pubblicata dal 1982 al 2004, e definita da Fellini “la perla nera dell’editoria mondiale”, ha portato avanti la sua attività editoriale fino a oggi, contemporaneamente al progetto del Labirinto della Masone, a lungo sognato, poi costruito e realizzato.

UN DOCUMENTARIO INEDITO

Per festeggiare il suo ottantesimo compleanno e celebrare un percorso di vita volto sempre alla ricerca della bellezza, il team del Labirinto della Masone, con il sostegno della Fondazione Teatro Regio e del Comune di Parma, organizzano il giorno 8 dicembre alle ore 12 presso il Teatro Regio la proiezione in anteprima assoluta del documentario Éphémère. La Bellezza inevitabile, realizzato da Simone Marcelli, Barbara Ainis e Fabio Ferri. Il film, prodotto da Catrina Producciones con il sostegno di Smeg, Fratelli Berlucchi e SCIC, e con la partnership tecnica di Fujifilm, American Airlines e OnClassical, presenta la storia di Franco Maria Ricci. Metafora di tutta una vita e filrouge visivo del documentario è il labirinto, l’ultima opera monumentale che Ricci ha inaugurato nel 2015 nella sua Fontanellato. La proiezione è aperta al pubblico e gratuita.