Giocare con la storia. La mostra di Mrdjan Bajic a Belgrado

Che cosa ci fa una testa di cavallo su un bus a due piani inglese? È solo una delle opere di Mrdjan Bajic in mostra al Museum of Contemporary Art di Belgrado

Unreliable Narrator, la prima grande antologica di Mrdjan Baijc (Belgrado, 1957) organizzata al Museum of Contemporary Art di Belgrado (MoCAB) e seguita da un attento trio curatoriale – Miroslav Karić, Alexandra Mirčić, Žaklina Ratković –, rappresenta un momento irrinunciabile per comprendere la complessità di un pensiero (e di un lavoro) sintetico che tocca con mano una sorta di memoria della materia, intesa ora come terreno simbolico, ora come strategia connettiva di elementi lontani tra loro.
Divisa in nove tappe che tratteggiano significativamente la storia di Bajic a partire dai suoi primi lavori degli Anni Ottanta (quando è ancora presente e riconoscibile la figura umana) fino ai più recenti capolavori quali Monument (2019-22), One arm Cosmonaut and One Leg Statue (2020-22), Guardami con gli occhi di Apollo (2019-22), Born in a House Sings la la la (2020-22) o Privatna istorija (2020-22), l’esposizione si articola nello spazio per creare eccezionali punti di vista sulla realtà, pensieri fatti di cose incastrate tra loro per rompere l’assuefazione dell’abitudinario e concentrare le forze su quel paradigma del contatto che si muove lungo la linearità della somiglianza, ma con il solo scopo di canzonare, di mostrare, di dimostrare le contraddittorietà del mondo.

Mrdjan Bajic, Nepouzdani pripodevač Unreliable Narrator, 2022, exhibition view, MoCAB Museum of Contemporary Art (Belgrado) (14)

Mrdjan Bajic, Nepouzdani pripodevač Unreliable Narrator, 2022, exhibition view, MoCAB Museum of Contemporary Art (Belgrado)

LA MOSTRA DI MRDJAN BAJIC A BELGRADO

Nei cinque livelli del museo che sembrano architettonicamente rimbalzare uno sull’altro – e uno nell’altro –, le opere sembrano dialogare tra loro (produrre sensibili riflessioni sulla storia della Serbia o dell’ex Jugoslavia, dell’Occidente in generale, della Cina, dell’Africa), agganciarsi grazie a stridori che hanno il sapore dell’ironia, del gioco, dell’humor. Montati secondo una raffinata e sofisticata ars combinatoria, i fattori che costituiscono ogni singolo lavoro di Bajic sono infatti precisi momenti di storia che entrano nel quadro di un processo del progettare il cui fine sfocia in un tutto, pensabile e tangibile. Lavorando sul cocktail, sul connubio di piani, sul transito costante da un linguaggio o anche da un elemento (naturale) all’altro (artificiale o culturale), come se si muovesse in un paesaggio dalle molteplici figure o in un caleidoscopio che produce diversificati congegni iconici grazie appunto alla fusione di vari motivi e materie, Bajic destruttura la realtà investendola di semantemi e suffissi allegorici che si addensano, poi, in un apparecchio estetico teso a sospendere la narrazione per avvitarsi attorno all’interrogazione.
Ad aprire il percorso di questa eccezionale esposizione sono, in esterna, nell’ampio parco Šumarice (a Kragujevac) che ruota attorno al museo progettato dal duo Ivan Antià | Ivanka Raspopovià (duo che ha avuto vita breve ma di intensa progettualità), Brandeburg Gate (2020-22) e il colossale Bring me Back (2020-22) dove troviamo non solo una immediata visione d’insieme che mescola eventi in un modo del tutto personale, ma anche la chiara riflessione di un occhio che seziona e che si diverte nel trovare e nel tracciare vie di fuga, percorsi linguistici paralleli, ironici e pungenti. Allacciata a un double-decker bus inglese, la testa di cavallo che svetta sul colossale Bring me Back è, ad esempio, quella di Selene sottratta al Partenone nel XIX secolo e che attualmente è custodita presso il British Museum di Londra: e l’intento dell’artista (davvero fantastico, taglientemente scherzoso) è di rappresentare una utopica situazione postcoloniale, ovvero la fiabesca restituzione al Partenone della testa del cavallo trasportato nel suo luogo d’origine, Atene, nientemeno che dal tipico bus londinese.

Mrdjan Bajic, Nepouzdani pripodevač Unreliable Narrator, 2022, exhibition view, MoCAB Museum of Contemporary Art (Belgrado) (7)

Mrdjan Bajic, Nepouzdani pripodevač Unreliable Narrator, 2022, exhibition view, MoCAB Museum of Contemporary Art (Belgrado)

LE OPERE DI MRDJAN BAJIC

Sono tante le opere, i progetti, i disegni, i momenti che incontriamo al museo (c’è l’impareggiabile Jugomuzej, c’è uno spazio in cui sono raccolte insieme tutte le opere presentate a Venezia quando Bajic ha rappresentato il proprio Paese nel 2007, c’è una sezione sulla storia, una ancora sulla geografia), ma nell’infinito intrattenimento con tematiche, con frammenti di tempo e di spazio che si traducono in commenti affilati e nel contempo spiritosi, vale la pena soffermarsi almeno su un’opera, Privatna istorija, dove entra radicalmente in gioco la vita personale dell’artista, la vita vera. Il vissuto di un uomo che ha consumato sulla propria pelle l’esperienza del limite e che è tornato al mondo per mostrare una traiettoria in cui tutto (il rumore) si fa rilkianamente ewig und mild. La silhouette di quest’opera su cui crescono 13 teste (c’è una testa tratta dall’insediamento neolitico di Vince, c’è una testa dell’antica Grecia, c’è una testa dell’isola di Pasqua, c’è un teschio messicano e una testa africana, c’è il capo delle Cicladi, c’è una testa dalla sumera Uruk, ci sono le teste di artisti quali Donatello, Giacometti, Picasso, c’è la faccia di Topolino, c’è la testa di un uomo che indossa una maschera) è quella dell’artista dimagrito a dismisura, di 23 chili, durante un periodo di ospedale dove è stato intubato e riportato letteralmente alla realtà, alla quotidianità, al tratto autentico del vento, alle cose di sempre.

Antonello Tolve

Belgrado // fino al 23 gennaio 2023
Mrdjan Bajic: Unreliable Narrator
MOCAB
Ušće 10, Blok 15
https://msub.org.rs/?lang=en

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Antonello Tolve

Antonello Tolve

Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan…

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