Riapre dopo 10 anni il Museo di Arte Contemporanea (MoCAB) di Belgrado. Ecco le immagini

Belgrado e la Serbia tornano finalmente sulla scena dell’arte. Riapre il MoCAB- Museo di Arte Contemporanea dopo 10 anni di chiusura. Con una mostra storica, dedicata alla collezione, intitolata Sequences. Le immagini.

il MoCAB di Belgrado, ph. Mirjana Boba Stojadinovic
il MoCAB di Belgrado, ph. Mirjana Boba Stojadinovic

L’opening, caratterizzato da uno spettacolare programma multimediale gratuito e – a detta del direttore Slobodan Nakarada – unico in tutta la regione balcanica, si svolge per sette giorni, ventiquattro ore su ventiquattro, in collaborazione con l’Orchestra Filarmonica e il Dance Festival di Belgrado. Prevede anche dj set e attività didattiche. Gli ospiti del MoCAB sono il coreografo Jacopo Godani con i ballerini della Dresden Frankfurt Dance Company e i ballerini del balletto di Serbia, i direttori d’orchestra Heinz Karl Gruber e Gabriel Feltz, e il soprano Branislava Podrumac.

L’EDIFICIO

Proprio il 20 ottobre del lontano 1965 il Museo costruito dagli architetti Ivan Antić e Ivanka Raspopović fu aperto al pubblico. L’edificio rimane fin da allora uno dei punti di riferimento della più prestigiosa architettura modernista della Jugoslavia socialista. È stato chiuso poi nel 2007 per ristrutturazioni. Il concept originario e le proporzioni sono state conservate, ma chiaramente il tutto è stato adeguato alle nuove norme architettoniche e di sicurezza.  Di conseguenza, fondamentale la realizzazione dei due progetti principali, il sistema di illuminazione e l’arredamento che hanno compreso la ristrutturazione degli autentici e deteriorati elementi degli interni. Questo ha incluso anche le infrastrutture che riguardano le mostre e che adesso sfoggiano materiali nuovi e durevoli per soddisfare i più alti standard museologici contemporanei. La ristrutturazione comprende anche un Parco della Scultura che circonda l’edificio museale con le opere dei più significativi scultori jugoslavi del XX secolo. Il parco riassume la sua funzione artistica intorno l’area del museo, e poi si estende, seguendo le linee dell’architettura paesaggistica di epoca titina, per più di 10 chilometri lungo il Danubio, raggiungendo il quartiere dalle forme asburgiche di Zemum.

il MoCAB di Belgrado, ph. Mirjana Boba Stojadinovic
il MoCAB di Belgrado, ph. Mirjana Boba Stojadinovic

LA MOSTRA INAUGURALE

La mostra inaugurale Sequences comprende più di 300 opere che hanno segnato il periodo dall’inizio del XX secolo al presente.  L’autore del concept è Dejan Sretenović, e accanto a lui i curatori Mišel Blanuša e Zoran Erić. È dunque una esposizione storica con delle incursioni nel contemporaneo quella che dà l’avvio al nuovo Museo, con l’obiettivo principale di riaffermare la collezione del MoCAB (che parte dal 1900 con opere degli impressionisti serbi, per arrivare ai giorni nostri con la New Media Art) e offrire una nuova prospettiva per conoscere e capire l’arte di questi territori.
Strutturata come una serie di 18 sequenze, liberamente raggruppate attorno ad un asse cronologico segue le evoluzioni della storia dell’arte della Jugoslavia e della Serbia per un periodo di più di un secolo.

SEQUENZE A BELGRADO

Sequences crea una possibile traiettoria di movimento attraverso l’arcipelago dell’arte del XX secolo, portando nuovi contenuti nel corpus delle conoscenze esistenti e scrivendo una versione della storia dell’arte moderna e contemporanea. In linea con le coordinate epistemologiche esistenti e le matrici analitiche, la mostra esalta una riflessione, una correzione e una rivalutazione della storia dell’arte del XX secolo, reinventando alcuni dei fenomeni trascurati e emarginati. La nozione di “sequenza” è presa dalla terminologia cinematografica, dove si intende una serie di scene, collegate dall’unità del tempo o della posizione, che formano un’unità narrativa distinta. Applicata qui, è legata a correnti, tendenze e movimenti artistici, legati all’unità del tempo e dello spazio: la poesia, la linguistica e la correlazione tematica. Le sequenze sono unità spaziali-temporali, basate su una relazione dialettica tra la rappresentazione del museo come pratica materiale di organizzazione di oggetti nello spazio e la narrativa storica dell’arte come pratica di scrittura che organizza questi oggetti nel tempo storico.
La mostra è destinata ad un ampio pubblico e di conseguenza è orientata didatticamente, ma la sua ideazione si basa su metodi e modelli attivi nella storia dell’arte contemporanea.
È una pubblica dichiarazione del ruolo principale di Belgrado nella rappresentazione e nella narrativa dello spazio artistico jugoslavo nella Jugoslavia socialista, nonché il ruolo svolto in Serbia oggi nel riunire il patrimonio artistico in chiave contemporanea.

-Zara Audiello

MoCAB – Museum of Contemporary Art, Belgrado
Botićeva street No. 8, Belgrado

http://eng.msub.org.rs/

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Zara Audiello
Laurea in Scienze Umanistiche presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza nel 2003 e Master in Educazione Interculturale, Dipartimento di Scienze dell'Educazione, Università degli Studi Roma Tre, nel 2005. Rispettivamente nel 2007 e nel 2009 frequenta il Corso per Curatori di mostre d'arte e di eventi e un Corso di Art Management presso il Centro d'arte contemporanea A+A, Venezia. Nel 2009 è cofondatrice dell'Associazione 22:37, nata dall’incontro di giovani curatori/trici, artisti/e e operatori/trici culturali che hanno in comune l’interesse per la produzione artistica e la pratica curatoriale in diversi contesti europei. Dal 2010 si trasferisce a Belgrado dove fonda Beo_Project, luogo di connessione tra il mondo artistico internazionale e la Regione dei Balcani. Coproprietaria e direttrice artistica del multiconcept bar ZAVOD. Indaga il conflitto nelle sue rispettive forme, come un concetto che può aiutare a spiegare molti aspetti della vita sociale, come il dissenso sociale, i conflitti di interessi, e di lotte tra individui, gruppi o organizzazioni.