I leggendari manufatti della serie “Tappeto-Natura” di Piero Gilardi sbarcano oltreoceano, all’interno della mostra a lui dedicata da Magazzino Italian Art a Cold Spring, New York

Spero di poter riunire, un giorno, tutti i tappeti che sto realizzando in un luogo largo e piano, racchiuso da una cupola informe e opalescente: in quell’ambiente rarefatto l’immagine di ogni tappeto comincerà a dilatarsi e deformarsi secondo un ritmo organico incomprensibile ma accettabile”.
Con queste parole, nel 1966, Piero Gilardi (Torino, 1942) esprimeva il sogno di vedere un giorno la sua serie Tappeto-Natura, creata a partire dal 1965 come espansione delle sue sperimentazioni con il poliuretano, riunita all’interno di un unico spazio, in grado di dialogare con le opere. Oggi quel sogno si realizza, almeno in parte, grazie alla mostra appena inaugurata a Magazzino Italian Art, il museo creato a Cold Spring, New York, dai collezionisti Nancy Olnick e Giorgio Spanu per promuovere la conoscenza dell’arte italiana negli USA. Fino al 9 gennaio 2023, Gilardi: Tappeto-Natura riunisce circa sessanta lavori realizzati dall’artista dagli Anni Sessanta a oggi, dedicati all’esplorazione dei temi ecologici, con una connotazione etica e politica.

Piero Gilardi. Tappeto-Natura. Exhibition view at Magazzino Italian Art, Cold Spring 2022. Photo Marco Anelli _ Tommaso Sacconi
Piero Gilardi. Tappeto-Natura. Exhibition view at Magazzino Italian Art, Cold Spring 2022. Photo Marco Anelli _ Tommaso Sacconi

LA MOSTRA DI PIERO GILARDI A NEW YORK

Curata da Elena Re e organizzata da Magazzino Italian Art con il supporto dell’Ambasciata Italiana a Washington, la mostra è la prima che un museo americano dedica all’artista torinese, anche se alcune delle opere qui esposte hanno fatto parte della collettiva Italy: The New Domestic Landscape, allestita nel 1972 al MoMA. L’iniziativa di Magazzino nasce a seguito della donazione di circa venti opere fatta da Gilardi al museo della Hudson Valley, la cui collezione permanente è dedicata all’Arte Povera, movimento di cui Piero Gilardi ha fatto parte pur se con un approccio eterodosso. Insieme ad alcune opere della donazione, in mostra ci sono lavori in prestito da importanti istituzioni europee e americane, tra cui la Fondazione Centro Studi Piero Gilardi di Torino, il Centre Georges Pompidou di Parigi, The Museum of Modern Art di New York, oltre che da alcune collezioni private. La mostra si concentra sulla serie del titolo, Tappeto-Natura, appunto, opere che riproducono scene di natura in forma di pannelli in poliuretano intagliati e impregnati di pigmenti sintetici. Oltre a una ventina di tappeti sono esposti alcuni sassi e altre composizioni in poliuretano. Pur non trattandosi di una retrospettiva, questa mostra riesce a offrire uno spaccato della carriera di Gilardi e del suo approccio ai temi ecologici e all’uso dei materiali.

Piero Gilardi. Tappeto-Natura. Exhibition view at Magazzino Italian Art, Cold Spring 2022. Photo Marco Anelli _ Tommaso Sacconi
Piero Gilardi. Tappeto-Natura. Exhibition view at Magazzino Italian Art, Cold Spring 2022. Photo Marco Anelli _ Tommaso Sacconi

L’ARTE E LA NATURA SECONDO GILARDI

Tappeto-Natura è il sogno di una natura ideale, selvaggia e incontaminata, ma allo stesso tempo costruita, ricreata con un materiale smaccatamente artificiale, sintetico, come è il poliuretano espanso. Inizialmente l’idea di Gilardi era quella di creare dei veri e propri oggetti fruibili, dei paesaggi naturali portatili che ricreassero in ambiente domestico lo stupore che si prova davanti alla natura. Realizzata con materiali poveri e di uso comune, la sua è un’arte per tutti, democratica e, in quanto tale, politica. Nelle prime occasioni in cui questi lavori vennero esposti, infatti, il pubblico poteva “usare” i tappeti, camminando o distendendosi su di essi: così fu quando furono esposti al mitico Piper di Torino. Alcuni dei tappeti, inoltre, erano presentati in forma di rotoli, trasportabili e vendibili a metro. Nell’allestimento di Magazzino questa usabilità si è, per forza di cose, persa: i tappeti sono ormai fragili e non potrebbero sopportare lo stress dell’uso. Ma reminiscenze di quell’idea restano nell’installazione di una delle opere, presentata con il rullo che consente di srotolarla, nonché nelle performance organizzate durante la mostra, in cui danzatori della Cold Spring Dance Company indossano alcune delle opere per attivarle in relazione allo spazio e al pubblico.

Piero Gilardi. Tappeto-Natura. Exhibition view at Magazzino Italian Art, Cold Spring 2022. Photo Marco Anelli _ Tommaso Sacconi
Piero Gilardi. Tappeto-Natura. Exhibition view at Magazzino Italian Art, Cold Spring 2022. Photo Marco Anelli _ Tommaso Sacconi

NATURA E CULTURA NELLE OPERE DI PIERO GILARDI

’Tappeto-Natura’ incarna le convinzioni etiche, ecologiche e politiche dell’artista” ‒ spiega Elena Re. “Questo perché, in realtà, quest’opera non è semplicemente un oggetto, ma piuttosto un’esperienza. È un’arte etica perché è capace di far emergere la profonda dimensione soggettiva di ciascuno di noi; è un’arte ecologica perché guarda alla natura per generare in noi lo stupore del suo infinito splendore; è un’arte politica perché è per tutti, perché cambia la prospettiva di tutti di noi, nessuno escluso. Tutti noi entriamo nell’opera, ci rapportiamo a essa. È quindi un’espressione che fonde arte e vita”.
Con il suo soffitto a lucernai, la galleria di Magazzino che accoglie le opere sembra davvero incarnare il sogno di Gilardi della cupola informe e opalescente. E, come l’artista aveva previsto, qui i suoi tappeti si dilatano e si deformano, diventando ognuno un universo all’interno del quale lo spettatore compie un suo percorso di giocosa scoperta che lo porta in giro per il mondo, tra paesaggi diversi, in stagioni diverse. C’è il mare increspato su cui planano i gabbiani, ci sono gli ortaggi della campagna piemontese, foglie autunnali e frutti estivi, i pascoli delle montagne tanto amate dall’artista e le battigie dei suoi viaggi esotici. Pur nel suo realismo, la rappresentazione non tenta di camuffare l’origine artificiale dell’oggetto: la sensazione è quella di una natura prodotta in serie, a uso e consumo dell’uomo domestico. Eppure il processo di Gilardi è un processo artigianale, che minuziosamente ricompone una natura ideale. Ed è in questa sorta di dissonanza cognitiva che si attiva il dialogo natura/cultura e che lo spettatore si trova a riflettere sugli effetti dell’uomo sui sistemi ecologici. Gilardi ironizza: quel mondo ideale esiste solo nella plasticità del poliuretano e l’estasi che proviamo è a sua volta artificiale. In questo senso la serie Tappeto-Natura sembra posizionarsi all’opposto rispetto a una delle più recenti iniziative di Gilardi, quella del Parco Arte Vivente di Torino. Se lì il pubblico diventa parte di un processo che si genera dall’interazione tra la creatività individuale e il mondo naturale, nella natura che diventa tappeto c’è l’istinto conservazionista di un’umanità che è ormai altro da, irrimediabilmente separata dalla natura e in grado di goderla solo nella sua versione artificiale. La natura di Gilardi è così gioiosa e triste al tempo stesso, immersiva e insieme distante.

Piero Gilardi. Tappeto-Natura. Exhibition view at Magazzino Italian Art, Cold Spring 2022. Photo Marco Anelli _ Tommaso Sacconi
Piero Gilardi. Tappeto-Natura. Exhibition view at Magazzino Italian Art, Cold Spring 2022. Photo Marco Anelli _ Tommaso Sacconi

LA MOSTRA DI FORMAFANTASMA

In dialogo con la natura è anche un’altra mostra aperta in contemporanea con quella di Gilardi e organizzata da Magazzino Italian Art in collaborazione con il Manitoga / The Russel Wright Design Center che la ospita. Formafantasma at Manitoga’s Dragon Rock: Designing Nature porta le creazioni del famoso due di designer italiani, Andrea Trimarchi e Simone Farresin, negli spazi della casa progettata dal designer industriale Russel Wright per attivare un dialogo tra due modi di fare design, nonché con gli ambienti e con il paesaggio circostante. La mostra evidenzia come, sia nella pratica di Wright come in quella di Formafantasma, per quanto molto diverse tra loro, l’ambiente naturale diventi intuitiva ispirazione e attivi una conversazione con le forme e i materiali.

Maurita Cardone

Cold Spring // fino al 9 gennaio 2023
Gilardi: Tappeto-Natura
MAGAZZINO ITALIAN ART
2700 Route 9
https://www.magazzino.art

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AutorePiero Gilardi
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Maurita Cardone
Giornalista freelance, abruzzese di nascita e di carattere, eterna esploratrice, scrivo per passione e compulsione da quando ho memoria di me. Ho lavorato per Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia, QualEnergia, L'Indro. Dal 2011 New York è il posto che chiamo casa e che nutre senza sosta la mia curiosità. Qui per quattro anni ho codiretto il giornale italiano La Voce di New York e mi sono appassionata del carosello di storie che fanno la ricchezza di questa città.