Varcati per la prima volta i confini della Russia, la Collezione Morozov, fra le più importanti nel campo dell’arte impressionista e moderna, ha raggiunto la Fondation Louis Vuitton di Parigi

Capita sempre più spesso che un’esposizione venga annunciata come un “evento” e si è ancora più felici quando, come in questo caso, ci si trova dinanzi a un’occasione più unica che rara, quasi irripetibile. È la prima volta, infatti, che la celebre Collezione Morozov viaggia al di fuori della Russia.

LA COLLEZIONE MOROZOV A PARIGI

Per cinque mesi, fino al 22 febbraio 2022, alla Fondation Louis Vuitton di Parigi è in scena una delle più importanti raccolte al mondo d’arte impressionista e moderna, circa 200 capolavori appartenuti ai fratelli Mikhaïl e Ivan Morozov.
La mostra rappresenta il secondo capitolo del ciclo Icone dell’Arte moderna, dedicato ai grandi collezionisti e mecenati, in partenariato con il Museo di Stato dell’Ermitage di San Pietroburgo, il Museo di Stato della Belle Arti Pouchkine e la Galleria nazionale Trétiakov di Mosca. Quattro anni fa il primo appuntamento dedicato alla Collezione Chtchoukine, sempre alla Fondation Louis Vuitton, ebbe un immenso successo di pubblico, riunendo circa 1.3 milioni di visitatori.
Anche questa volta le sale dell’architettura di Frank Gehry si riempiono di stupore e di meraviglia, invitando lo sguardo dei visitatori a perdersi tra le decine di capolavori appartenenti a circa 47 artisti, di cui 30 francesi e 17 russi tra i quali: Manet, Rodin, Monet, Pissarro, Lautrec, Renoir, Sisley, Cézanne, Gauguin, Van Gogh, Bonnard, Denis, Maillol, Matisse, Marquet, Vlaminck, Derain e Picasso, ma anche Répine, Vroubel, Korovine, Golovine, Sérov, Larionov, Gontcharova, Malévitch, Machkov, Kontchalovski, Outkine, Sarian e Konenkov.

La Collection Morozov. Icônes de l’art moderne. Exhibition view at Fondation Louis Vuitton, Parigi 2021. Photo © Fondation Louis Vuitton - Marc Domage © Adagp, Paris, 2021
La Collection Morozov. Icônes de l’art moderne. Exhibition view at Fondation Louis Vuitton, Parigi 2021. Photo © Fondation Louis Vuitton – Marc Domage © Adagp, Paris, 2021

CHI ERANO I DUE FRATELLI COLLEZIONISTI

Ma chi furono questi due straordinari collezionisti? I fratelli Morozov primeggiarono, agli inizi del XX secolo, nell’imprenditoria tessile e riuscirono a creare un vero e proprio impero economico, trovandosi al centro di un circolo di mecenati d’arte particolarmente influenti. Nel corso della loro vita strinsero amicizia con vari artisti e si appassionarono all’arte contemporanea russa ma anche francese ed europea. Furono, in particolare, collezionisti di pittori russi realisti e simbolisti, da Vroubel a Sérov, e si aprirono molto presto alla scena artistica parigina, culla di un linguaggio emergente. Le loro tele, da Manet a Picasso, così come le sculture, da Rodin a Maillol, formarono uno straordinario insieme di capolavori che rivaleggiò al tempo con quello dei più influenti collezionisti francesi o americani. I due fratelli riunirono quasi 300 opere dei maestri della scuola francese contemporanea. Sfortunatamente, loro collezioni furono sequestrate e disperse, a partire dal 1918, dal regime bolscevico e solo in seguito confluirono, in larga parte, nei fondi del Museo dell’Ermitage, del Museo delle Belle Arti Pouchkine e della Galleria Trétiakov.

La Collection Morozov. Icônes de l’art moderne. Exhibition view at Fondation Louis Vuitton, Parigi 2021. Photo © Fondation Louis Vuitton - Marc Domage © Adagp, Paris, 2021
La Collection Morozov. Icônes de l’art moderne. Exhibition view at Fondation Louis Vuitton, Parigi 2021. Photo © Fondation Louis Vuitton – Marc Domage © Adagp, Paris, 2021

LA MOSTRA A PARIGI

Concepita da Anna Baldassari, la mostra è ulteriormente impreziosita da un allestimento museografico eccezionale, che porta in scena anche la ricostruzione del “Salone da musica” dell’Hôtel particulier Di Ivan Morozov. La sala è costituita da un insieme decorativo monumentale composto da tredici pannelli commissionati a Maurice Denis, sul tema della Storia di Psiche (1908909), e da quattro sculture create da Aristide Maillol.

DALL’ARTE ALLA POLITICA

Dietro questa esposizione c’è anche la politica di grandi investimenti che solo un colosso come il gruppo LVHM può permettersi. L’opera di mecenatismo della Fondation Louis Vuitton ha permesso, infatti, la ricostituzione, all’interno del percorso del Museo dell’Ermitage, del celebre Salone Bianco, il salone di musica dell’hôtel particulier di Ivan Morozov. Questa è stata la premessa indispensabile che ha poi gettato le basi per l’uscita dal territorio russo dell’intera collezione.
Un insieme straordinario di capolavori, una mostra evento, ma anche una mossa incredibile in termini di soft power, che dà lustro alla Russia e di riflesso anche alla Francia. I rispettivi presidenti si sono, infatti, espressi nel catalogo dell’esposizione, cementando l’amicizia culturale tra i due Paesi. Si tratta, dunque, di un appuntamento storico, di grande valore culturale e, cosa oggi non trascurabile, di grande peso politico.

Arianna Piccolo

Parigi // fino al 22 febbraio 2022
La Collection Morozov. Icônes de l’art moderne
FONDATION LOUIS VUITTON
8 av. du Mahatma Gandhi
www.fondationlouisvuitton.fr

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Arianna Piccolo
Storico dell’arte e giornalista, vive tra Parigi, Napoli e Roma seguendo il ritmo dei vari impegni lavorativi e di studio. Dopo la laurea Magistrale in Storia dell’arte, intraprende il percorso giornalistico, attraverso TV, web e carta stampata, curando l’ufficio stampa e l’organizzazione di eventi culturali di rilevanza locale e nazionale. A seguito di numerose esperienze in ambito museale si specializza nel settore del marketing e della valorizzazione dei Beni Culturali. Si reca, poi, a Parigi dove consegue un Master 2 all’università Sorbonne in Museologia e Mediazione Culturale svolgendo, in quest’ambito, un’importante esperienza come assistente alla conservazione del Dipartimento degli Oggetti d’Arte del museo del Louvre.