La collezione Chtchoukine alla Fondazione Vuitton di Parigi

Fondation Louis Vuitton, Parigi – fino al 5 marzo 2017. La Fondazione parigina ospita la preziosa raccolta di un collezionista visionario, che ha influenzato lo sviluppo delle avanguardie sovietiche. Ispirate dall’arte impressionista e dalla modernità francese.

Claude Monet, Le Dejeuner sur l'herbe, 1866. Mosca, Museo di Stato delle Belle Arti
Claude Monet, Le Dejeuner sur l'herbe, 1866. Mosca, Museo di Stato delle Belle Arti

La Fondation Louis Vuitton, forte dell’enorme successo di pubblico ottenuto sino a oggi, ha deciso di prolungare la mostra Icônes de l’Art Moderne – La collection Chtchoukine realizzata in collaborazione con il Museo dell’Ermitage e il Museo di Belle Arti Pouchkine.
Nonostante già 600mila visitatori abbiano affollato le sale della Fondation, per raggiungere la biglietteria dell’imponente costruzione di Frank Gehry che adesso sfoggia un tetto colorato rivisitato da Daniel Buren, in un qualsiasi giorno feriale ci sono quasi due ore di coda. Dunque la FLV ha deciso di venire incontro al pubblico tenendo aperto durante le vacanze scolastiche francesi dalle 9 di mattina alle 9 di sera tutti i giorni, sino alle 23 l’ultima settimana e sino all’1 di notte l’ultima sera. Inoltre, a partire dal 27 febbraio, in occasione delle Morning Chtchoukine, sarà offerta la colazione dalle 7 alle 9 del mattino; in aggiunta all’audioguida gratuita, che si può ascoltare sul proprio cellulare e che comprende oltre ai vari contributi critici, anche una playlist musicale, se non è essere public friendly questo…

UN COLLEZIONISTA VISIONARIO

D’altronde è il medesimo spirito condiviso da Sergueï Chtchoukine, il collezionista visionario che ha raccolto le opere dei maestri dell’arte moderna francese ora in mostra, tra cui Monet, Matisse, Picasso, Cézanne, Renoir, Degas, Gauguin, van Gogh, Pisarro e Toulouse-Lautrec, tra il 1898 e il 1914. Dal 1908 Chtchoukine aprì la sua collezione al pubblico, agli studenti e ai critici, contribuendo così al forte impatto che l’arte impressionista ebbe sulle avanguardie russe. La collezione fu aperta per un solo decennio perché Chtchoukine, nel 1918, fu esiliato in Francia a seguito della rivoluzione bolscevica, ma l’influenza che la sua collezione ebbe sulle generazioni successive è innegabile e ben testimoniata dalle 31 opere in mostra dei maggiori artisti dell’avanguardia russa come Malévitch, Rodchenko, Larionov, Tatline, Klioune, Gontcharova, Popova e Rozanova.

Georges Braque, Le Chateau de la Roche Guyon, 1909. Mosca, Museo di Stato delle Belle Arti
Georges Braque, Le Chateau de la Roche Guyon, 1909. Mosca, Museo di Stato delle Belle Arti

LE OPERE

Le 158 opere esposte (127 della collezione Chtchoukine e 31 dell’avanguardia russa) sono suddivise lungo i quattro piani secondo quattordici temi che spaziano da I pittori e il collezionista, con ritratti e autoritratti di Cézanne, Gauguin, van Gogh, Picasso e Derain, a Paesaggi-Impressioni, la sala che raccoglie i maggiori lavori di Monet, e Paesaggi-Costruzioni, dove trovano spazio le opere di Cézanne, dei fauves e dei cubisti. Ma c’è anche la stanza di Gauguin, il Grande iconoclasta, la Sala Rosa, dedicata a Matisse e la Cellula Picasso, che copre i periodi blu, rosa, quello africano e il cubismo. Un’altra sala è dedicata alla Natura morta con Bouquet de feurs dans un vase di Cézanne, Nature morte aux fruits di Gauguin, passando per Plats e fruits sur un tapis noir et rouge di Matisse sino alla Composizione con grappolo d’uva e una pera tagliata di Picasso. In questa, come in molte altre sale, la spiegazione dell’evoluzione del genere attraverso gli esempi è precisa senza mai sfociare nel pedante, l’emozione e il piacere dello sguardo hanno sempre la meglio. E con questa chiave di lettura è pensato anche il video nella sala Danza e musica, il dialogo immaginario tra Chtchoukin e Matisse a proposito della sua opera La Danza e La Musica, realizzato da Saskia Boddeke e Peter Greenaway.

Emanuela Bernascone

Parigi // fino al 5 marzo 2017
Fondation Louis Vuitton
Icônes de l’Art Moderne – La collection Chtchoukine
8 Avenue du Mahatma Gandhi
www.fondationlouisvuitton.fr

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Emanuela Bernascone
Emanuela Bernascone è giornalista pubblicista e lavora nella comunicazione da più di due decadi. Inizialmente Capo Ufficio Stampa della Fondazione Italiana per la Fotografia, da quando, nel 2005, ha fondato la propria agenzia collabora con autorevoli realtà pubbliche e private in Italia e tiene corsi di comunicazione presso diversi enti.

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