Il Pompidou chiude per restauro. Le sue collezioni in mostra in altri musei francesi

Nel 2023 inizieranno i lavori di ristrutturazione del museo parigino progettato da Renzo Piano, Richard Rogers e Gianfranco Franchini, con riapertura prevista nel 2027. Nell’attesa, il Centro darà in prestito 120mila opere della propria collezione ai musei francesi

Renzo Piano & Richard Rogers, Centre Pompidou, Parigi
Renzo Piano & Richard Rogers, Centre Pompidou, Parigi

Chiusi per restauro, ma in mostra altrove: questo l’eventuale slogan che il Centre Pompidou di Parigi potrebbe utilizzare a partire dal 2023, anno in cui il museo che vanta la collezione d’arte moderna più grande d’Europa verrà chiuso al pubblico per ristrutturazione (stimata attorno ai 200milioni di euro). Stando ai programmi, il Centro inaugurato nel 1977 e progettato dagli architetti Renzo Piano, Richard Rogers e Gianfranco Franchini riaprirà nel 2027, anno in cui il museo celebrerà il cinquantesimo anniversario dalla nascita. La chiusura prolungata del museo non deve però destare preoccupazione ai suoi visitatori, ad appassionati e professionisti del settore: stando a quanto dichiarato a The Art Newspaper dal presidente del Centre Serge Lasvignes, il Pompidou nei prossimi anni renderà comunque fruibili al pubblico le 120mila opere della propria collezione attraverso la collaborazione – e l’ospitalità – di altri musei francesi. 

LA COLLEZIONE DEL CENTRE POMPIDOU IN MOSTRA NEI MUSEI FRANCESI 

I curatori del Centre Pompidou lavoreranno quindi all’organizzazione di mostre fuori sede, e tra i musei che ospiteranno le opere del museo parigino è il Centre Pompidou-Metz, uno degli avamposti del Centro.  Serge Lasvignes ha sottolineato che “numerose proposte di partnership” sono sul tavolo per il Centre Pompidou, che durante la chiusura stringerà “relazioni durature” con diversi attori della scena culturale. Si prospettano quindi anni intensi per il Centre Pompidou che, oltre agli interventi di ristrutturazione e alle mostre itineranti, si appresta a inaugurare un nuovo avamposto a Massy, comune a poca distanza da Parigi. Si tratterà di un polo artistico, un “art factory” di oltre 22mila metri quadrati che diventerà un punto di riferimento culturale per il territorio, promuovendo mostre, workshop, proiezioni e spettacoli con il coinvolgimento di scuole, università, associazioni.

MUSEI IN TRASFERTA IN ALTRI MUSEI. IL PROGETTO IN GRAN BRETAGNA 

La momentanea trasferta delle collezioni presso altri musei programmata dal Centre Pompidou è un’iniziativa che avrà un doppio vantaggio: la promozione e la valorizzazione delle opere nonostante la chiusura del museo e il coinvolgimento di altre istituzioni che, grazie agli importanti prestiti, potranno attirare l’attenzione di nuovi target di pubblico. Un’esperienza simile è promossa anche in Gran Bretagna, dove l’Art Found (associazione britannica che dal 1903 – anno della sua fondazione – raccoglie fondi per supportare l’acquisizione di opere d’arte per la nazione) di recente ha lanciato una nuova edizione del Weston Loan Programme, progetto che consente ai musei più piccoli di prendere in prestito le opere custodite nei principali musei e collezioni del Paese. Scopo del Weston Loan Programme infatti è rendere accessibili e fruibili i capolavori solitamente esposti nei più importanti musei del Paese anche nelle zone meno battute dal pubblico delle grandi mostre, così da coinvolgere anche le comunità locali.

– Desirée Maida 

www.centrepompidou.fr

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.