Salta causa epidemia l’apertura della nuova sede del Centre Pompidou a Seoul

L’istituzione parigina, che di recente ha inaugurato un suo avamposto a Shanghai, ha dovuto momentaneamente bloccare le trattative con le istituzioni coreane per aprire un nuovo spazio a Seoul. Tutto rinviato alla fine dell’emergenza sanitaria

Renzo Piano & Richard Rogers, Centre Pompidou, Parigi 1971
Renzo Piano & Richard Rogers, Centre Pompidou, Parigi 1971

Sono innumerevoli ormai gli eventi artistici internazionali rinviati o annullati a causa della pandemia da Coronavirus. Mostre, fiere e biennali stanno subendo uno smacco senza precedenti, sebbene musei, gallerie e operatori del settore in queste settimane si stiano affidando alle piattaforme online per continuare la propria programmazione e per vendere opere d’arte all’interno di Viewing Rooms virtuali. A questi appuntamenti a cadenza periodica, si aggiungono anche le aperture di nuovi musei che, però, almeno da qui ai prossimi mesi, non potranno spalancare le proprie porte al pubblico. Giorni fa vi parlavamo del museo del celebre imprenditore e collezionista François Pinault a Parigi, la cui apertura era prevista a giugno nello storico edificio della Bourse de Commerce. L’inaugurazione del nuovo museo, progettato dall’archistar Tadao Ando, è stata posticipata al prossimo autunno. A dover rivisitare i propri programmi adesso, stando a quanto riportato dal The Art Newspaper, è il Centre Pompidou: l’istituzione infatti, sul punto di firmare un accordo che avrebbe portato all’apertura di un avamposto a Seoul, ha dovuto rinviare il proprio progetto alla conclusione della pandemia.

IL CENTRE POMPIDOU A SEOUL (E NON SOLO)

Il museo parigino con avamposti a Metz, Brussels (dovrebbe aprire nel 2022) e Shanghai dal 2016 era in trattative con le istituzioni coreane per l’apertura della nuova sede a Seoul, e in procinto di chiudere le negoziazioni. “Il blocco arriva dopo una notevole espansione delle nostre attività”, ha dichiarato Serge il presidente del Centre Pompidou di Parigi Lasvignes a The Art Newspaper France. Nonostante in recente stop a Oriente, il museo continua a pianificare la propria espansione: nel 2025 è prevista l’apertura a Massy, comune a circa 45 minuti in auto da Parigi, di un polo artistico, un “art factory” di oltre 22mila metri quadrati che diventerà un punto di riferimento culturale per il territorio, promuovendo mostre, workshop, proiezioni e spettacoli con il coinvolgimento di scuole, università, associazioni. Come racconta Giulia Ronchi in questo articolo, il polo culturale del Pompidou a Massy disporrà anche di una propria collezione: come punto di partenza, ci saranno 5mila pezzi provenienti dai depositi del Musée National Picasso-Paris.

– Desirée Maida

www.centrepompidou.fr

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.