La prima mostra personale in Spagna di Marinella Senatore

All’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, oltre ai video, una nuova inedita proposta artistica da parte di Marinella Senatore.

Un legame profondo unisce Marinella Senatore (Cava dei Tirreni, 1977) alla Spagna. L’artista, musicista e filmmaker ‒ tra le figure più interessanti del panorama italiano contemporaneo, nota anche a livello anche internazionale ‒ fra il 2005 e il 2011 ha vissuto un’intensa fase creativa spagnola; si è laureata inoltre a Ciudad Real, presso la Facoltà di Belle Arti dell’Università di Castiglia La Mancha, e ha insegnato visual art all’Università Complutense di Madrid. A Madrid Marinella ha girato anche l’ultimo capitolo di Rosas – Public Opinion Descents upon the Demonstrators ‒ trilogia audiovisiva a carattere partecipativo e multidisciplinare che ha coinvolto più di 20mila persone tra Spagna, Berlino e Derby, nel Regno Unito.
Nel pieno della seconda ondata di Covid-19, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ospita fino al 26 febbraio Un corpo unico, prima personale in Spagna di Marinella Senatore, a cura di Ilaria Bernardi. Una mostra che in parte rende omaggio ai progetti nati in Spagna, in parte rinnova l’immagine dell’artista con una proposta inedita, pensata proprio per le belle sale espositive nella centralissima calle Mayor.

ROSAS E LA SCUOLA DI DANZA NARRATIVA

Visionario, e particolarmente attinente all’attualità, è il tema del capitolo spagnolo della trilogia Rosas, girato nel 2012 tra le pareti scure e opprimenti della ghiacciaia di Matadero (l’antico mattatoio di Madrid), oggi convertito in istituzione culturale e che tra l’altro ha anche finanziato il progetto. Con la consueta partecipazione massiva di professionisti e dilettanti, Marinella immagina un gruppo di rivoluzionari che, negli Anni Sessanta, si ritrovano isolati dal resto del mondo a causa proprio di una catastrofe naturale. Il film integrale, e alcuni spezzoni tratti dal making of, sono visibili nella Sala Belvedere dell’Istituto, in una sorta di “sinfonia per tre monitor e una proiezione” che immerge il visitatore nell’essenza dell’arte di Marinella Senatore, dove la parola, il corpo e la musica sono parte integrante di un’unica intensa espressività.
Nell’ambiente annesso alla sala è proiettato invece il documentario The School of Narrative Dance, testimonianza work in progress di un’altra attività promossa dall’artista italiana. Si tratta di una scuola nomade, multidisciplinare e gratuita, fondata nel 2012 e che conta già 29 tappe in altrettante città del mondo, con la partecipazione di oltre sei milioni di persone e il coinvolgimento di istituzioni pubbliche e private. La performance multidisciplinare, l’autogestione artistica e la ricerca dell’espressività individuale all’interno di una comunità sono solo alcuni degli elementi che concorrono alla creazione di tali happening, estemporanei e collettivi. Eventi che, oggi, purtroppo, non sono facilmente replicabili perché comportano la partecipazione di molti individui in una condivisione di spazio e tempo.

Marinella Senatore, Un corpo unico, 2020. Photo Ignacio López González. Courtesy Istituto Italiano di Cultura di Madrid
Marinella Senatore, Un corpo unico, 2020. Photo Ignacio López González. Courtesy Istituto Italiano di Cultura di Madrid

CORPO UNICO, LA NUOVA RIFLESSIONE ESTETICA DI MARINELLA SENATORE

Nasce forse da una riflessione di questo genere, durante i mesi del lockdown, Corpo unico, la svolta concettuale e la nuova scelta estetica di Marinella Senatore, che per la prima volta si esprime attraverso le più tradizionali tela e pittura, anche se non rinuncia del tutto al gioco partecipativo.
Il titolo è preso in prestito da una citazione del Manifesto di Rivolta femminile del 1970, a sua volta ispirato al pensiero di un’attivista francese del tardo Settecento. Alle pareti della Sala Bianca colpisce il contrasto fra le tinte forti delle tre opere bidimensionali: sono composizioni in tela fotografica, ciascuna di sei, quattro e nove pannelli, leggermente distanziati fra loro e decorati con interventi monocromi, scritte in acrilico e collage di immagini di corpi femminili in movimento, che generano pura energia. Ogni pezzo è parte di un tutto che ha senso e completezza solo nell’insieme, come l’uomo nell’ambito sociale in cui vive. Un Corpo unico è anche l’iscrizione impressa sulle otto tavolette in cemento grezzo disposte a girotondo sul pavimento al centro della sala (opera che l’artista ha donato all’Istituto di Madrid); sono la metafora della condizione dell’individuo (donna o uomo che sia), parte insostituibile e fondamentale di un tutto che è la comunità.

AUTORITRATTI E PARTECIPAZIONE

Nella vicina Sala degli Specchi, sfruttando proprio la presenza di tre grandi superfici riflettenti, Marinella Senatore colloca altrettanti cavalletti da pittore,  dotati di tele in bianco, carboncini e tinte a olio a disposizione del visitatore che voglia direttamente confrontarsi con il concetto stesso di autoritratto. Con le precauzioni richieste dall’emergenza sanitaria (e l’uso obbligatorio di guanti), l’artista non rinuncia a offrire al pubblico una forma di interazione-partecipazione alla sua opera, creando una sorta di ritratto collettivo formato dai singoli autoritratti che via via verranno realizzati in loco.
Alle pareti, pannelli di tela fotografica propongono un’ulteriore riflessione sul tema del corpo e della sua immagine: dettagli fisici femminili spuntano infatti tra quadrati monocromi, indizi di una presenza celata che mostra la parziale veridicità dell’autoritratto contemporaneo, minacciato dalla censura sociale e da una visione falsa, stereotipata e omologante dell’immagine di sé stessi.

Marinella Senatore, Autoritratto, 2020. Installation view at Istituto Italiano di Cultura, Madrid 2020. Photo Ignacio López González. Courtesy Istituto Italiano di Cultura di Madrid
Marinella Senatore, Autoritratto, 2020. Installation view at Istituto Italiano di Cultura, Madrid 2020. Photo Ignacio López González. Courtesy Istituto Italiano di Cultura di Madrid

APERTURA SOLO PER DUE GIORNI LA SETTIMANA

Nota a margine. La pandemia ha ovviamente condizionato anche l’allestimento di questa mostra, alla quale l’artista italiana non ha potuto partecipare in prima persona. In una Madrid priva di turismo straniero, dove però mostre, musei e monumenti restano aperti al pubblico locale, offrendo gradevoli opportunità di distrazione dalla complessa congiuntura economica e sanitaria, lo sforzo organizzativo dell’Istituto Italiano di Cultura è senz’altro meritevole. Dispiace sottolineare, invece, che l’apertura della mostra di Marinella Senatore solo per due giorni alla settimana (il mercoledì e giovedì, dalle 11 alle 17, su appuntamento) sia purtroppo davvero poco.

Federica Lonati

Madrid // fino al 26 febbraio 2021
Marinella Senatore Un corpo unico
ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA
Calle Mayor 86
https://iicmadrid.esteri.it

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AutoreMarinella Senatore
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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.