Il senso della figurazione. Le mostre di Monitor e Madragoa a Lisbona

I galleristi italiani all’estero non sono semplici “ambasciatori” di pittura, ma scopritori di talenti. Nel solco della tradizione, Paola Capata di Monitor e Matteo Consonni di Madragoa a Lisbona riprendono il passo, dopo la sospensione dell’attività espositiva, in nome della figurazione.

Ogni cultura ha un genius loci radicato negli intelletti. Agli italiani è toccata la figurazione, nella tradizione antica e moderna, e l’occhio privilegiato, allenato dalla storia, emerge nelle scelte e nei modi. Lo affermano le gallerie italiane a Lisbona, Monitor e Madragoa, con l’anima di Paola Capata l’una e di Matteo Consonni l’altra, capaci di stile anche quando propongono i risultati della loro ricerca tra gli autori locali.
Madragoa apre il portone sulla rua con una collettiva di giovani degli Anni Novanta, reclutati da studio visit in città, e allestisce l’esposizione sfruttando solo una parte dello spazio: la concentrazione di lavori grandi e piccolissimi su due pareti rende organica la fruizione, permettendo di cogliere nel gruppo la freschezza di ognuno. Emergono dapprima una grande tela dal sentore onirico di Adriana Proganò e la straniante videoanimazione di Alice dos Reis, ma le minuscole gouache di Eduardo Fonseca e Silva & Francisca Valador spingono a uno sguardo analitico. Un accento apparentemente poetico è affidato alla penna a sfera di Sara Graça, autrice anche di interventi urbani, e si impongono per forza iconica le giclée print di Jaime Welsh. La scultura sonora di Lea Mamagil, che gratta il silenzio ritmicamente, è un crossover che funge da sfondo.

Thomas Braida, Notte sul comodino, 2020. Courtesy Monitor, Roma Lisbona Pereto
Thomas Braida, Notte sul comodino, 2020. Courtesy Monitor, Roma Lisbona Pereto

LA MOSTRA DI MONITOR

Monitor non tradisce la ricerca sulla pittura, confermando anche nel titolo, “piccole note sulla figurazione”, uno dei tratti distintivi della casa madre. Il ponte tra Roma e Lisbona è Thomas Braida, portato in trasferta con due piccoli dipinti (uno dei due molto materico, realizzato su ardesia e arricchito da resina trasparente) dai quali si alza un tono intimista e lirico, che qui abbandona le abituali atmosfere surreali e vividamente disturbanti, in modo da legarsi senza iati al percorso delineato dagli altri due autori, gentilmente realisti. Portoghesi, naturalmente, ma figli di quella complessa e peculiare cultura lusofona che mescola le origini europee all’Africa e alle isole atlantiche. Eugénia Mussa trae la sua impressione da still di video amatoriali in cui appaiono persone, e li trasforma in scene di serenità quotidiana, grazie a una pennellata larga e all’uso stratificato di tonalità fluo; Daniel V. Melim, artista che ama confrontarsi con diversi media, propone due dipinti su legno che raccontano la gente: scene di strada, con bambini precocemente induriti e marionette e burattinai, tuttora molto presenti nella cultura popolare locale, in cui la narrazione si apre a riflessioni sulla condizione umana.

Valeria Carnevali

Lisbona // fino al 25 luglio 2020
Homework
MADRAGOA
Rua do Machadinho 45
www.galeriamadragoa.pt

Lisbona
Pequenas notas sobre figuraçao: Eugénia Mussa, Daniel V. Velim, Thomas Braida
MONITOR
Rua D. João V 17 A
Campo de Ourique
www.monitoronline.org

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Valeria Carnevali
Marchigiana, dopo la laurea in Lettere Moderne conseguita a Urbino nel 1999 con una tesi in Storia dell’Arte Contemporanea, si stabilisce a Milano lavorando per diversi anni nel settore dell’editoria d’arte e collaborando con gallerie e spazi espositivi. Tornata a Fabriano nel 2007, si laurea in Scienze della Formazione Primaria, continuando a occuparsi di arte e cultura del presente, con particolare interesse per la didattica e l’educazione all’arte (e attraverso l’arte) contemporanea. È attualmente insegnante nella scuola primaria e curatore artistico. Nel 2016 fonda l’associazione Art comes to Town. Scrive per Artribune dal 2012.