Artigianato, nuove tecnologie e botanica. Michael Sherrill e Ginny Ruffner a Washington

Uno straordinario artista-bricoleur, metà meccanico metà inventore, che assembla meravigliose forme botaniche. Una scultrice del vetro che fa fiorire le sue creazioni utilizzando la realtà aumentata. Sono le due mostre parallele offerte dalla Renwick Gallery a Washington. Progetti attraverso cui l’istituzione che fa parte degli Smithsonian esplora l’intersezione tra artigianato contemporaneo e nuove tecnologie.

Michael Sherrill, Black Medicine, 2014. Collezione Fleur Bresler. Photo Scott Allen
Michael Sherrill, Black Medicine, 2014. Collezione Fleur Bresler. Photo Scott Allen

Michael Sherrill Retrospective allinea 73 lavori sviluppati in quarant’anni di carriera, dai primi funzionali vasi di terracotta alle sue più recenti creazioni. Michael Sherrill (Rhode Island, 1954) negli Stati Uniti è noto per due ragioni, solo apparentemente contrastanti. Le sue immaginifiche sculture vegetali e una linea di coloratissimi utensili da bricoleur in vendita online. Le prime sono il frutto del suo lavoro più recente, che rivela la sensibilità di un naturalista per le meraviglie della botanica: un trasporto che implica conoscenze scientifiche specifiche e insieme racconti fantasmagorici elaborati specialmente per quelle fioriture che appaiono fuori dal suo studio situato fra le montagne del North Carolina occidentale. Sono piante native, come il rododendro di Yellowstone, l’alloro di montagna e il melo, affiancate ad altre, parto esclusivo dell’immaginazione di Sherrill.
La straordinaria abilità di questo autodidatta nel trattare insieme ceramica, vetro, ferro e bronzo si basa anche su un approccio innovativo all’uso di strumenti utili a realizzare quelle che chiama le sue “narrazioni naturali”. Appesa a una parete della Renwick c’è una fotografia del suo luogo di lavoro, metà fucina di Vulcano, metà emporio made in Usa. L’attrezzistica ha svolto un ruolo essenziale nell’evoluzione dell’opera di Sherrill: quasi tutti i suoi strumenti sono stati modificati per soddisfare le sue esigenze. Nel 1997, Sherrill ha addirittura fondato Mudtools, una linea di utensili in ceramica prodotti in una vivace tavolozza di colori: si tratta di forme anche queste decisamente attrattive, un vero e proprio nirvana per qualsiasi backyard americano, che infatti hanno ottenuto un grande successo commerciale.

Ginny Ruffner: Reforestation of the Imagination, installation view at Smithsonian American Art Museum, Washington 2019, courtesy of the Smithsonian American Art Museum, photo Libby Weiler
Ginny Ruffner: Reforestation of the Imagination, installation view at Smithsonian American Art Museum, Washington 2019, courtesy of the Smithsonian American Art Museum, photo Libby Weiler

GINNY RUFFNER

Reforestation of the Imagination è invece l’installazione concepita da Ginny Ruffner (Atlanta, 1952), un’artista nota per la sua squisita padronanza delle tecniche di soffiatura del vetro. Per questa mostra Ruffner ha creato in un unico ambiente opere che combinano vetro soffiato con la tecnologia della realtà aumentata, al fine di creare un’esperienza visiva interattiva. L’installazione è composta da sei isole popolate da ceppi d’albero riprodotti in vetro incolore. Un paesaggio sterile accoglie chi si affaccia su questo ambiente. Ai visitatori viene messa però a disposizione un’app scaricabile che sovrappone al vetro informazioni digitali. Due realtà distinte che Ruffner ha creato in collaborazione con l’artista multimediale Grant Kirkpatrick: sugli schermi del proprio cellulare o degli iPad messi a disposizione, dai ceppi di vetro spuntano vegetali carichi di frutti e fiori. Quando gli anelli di un ceppo d’ albero vengono inquadrati dall’obiettivo comunicano il codice di un ologramma che esplode in una fioritura coloratissima, bella e ottimista. Ginny Ruffner in questo modo mette in discussione le nozioni di realtà e fantasia, di concreto e astratto, di desolazione e speranza, attirando l’attenzione sulle questioni ecologiche ahinoi tanto urgenti. “La natura si reinventa sempre“, ha spiegato. “L’immaginazione non può essere sterminata. La riforestazione riguarda la speranza“.

Aldo Premoli

Washington DC // fino al 5 gennaio 2020
Michael Sherrill Retrospective
Ginny Ruffner: Reforestation of the Imagination
RENWICK GALLERY
Pennsylvania Avenue at 17th Street NW
https://americanart.si.edu/

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive tra Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio, che fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di Huffington Post ha fondato a Catania, l’Associazione Mediterraneo Sicilia Europa e a Noto il Centro Studi sulle migrazioni che porta lo stesso nome.