Il Canada e l’arte dei popoli indigeni. Come il paese americano sta valorizzando le sue minoranze

L’interesse verso l’arte e le tradizioni delle popolazioni indigene – in particolare quella Inuit – è uno dei punti su cui negli ultimi anni si sta focalizzando l’attenzione del sistema culturale del Canada. Tra i primi a dare inizio a questa particolare battaglia – ovvero portare le espressioni artistiche indigene nei luoghi, nelle circostanze e […]

Inuit Art Center, rendering
Inuit Art Center, rendering

L’interesse verso l’arte e le tradizioni delle popolazioni indigene – in particolare quella Inuit – è uno dei punti su cui negli ultimi anni si sta focalizzando l’attenzione del sistema culturale del Canada. Tra i primi a dare inizio a questa particolare battaglia – ovvero portare le espressioni artistiche indigene nei luoghi, nelle circostanze e nei contesti solitamente battuti dal sistema dell’arte ufficiale – è Marc Mayer, per dieci anni alla direzione della National Gallery del Canada a Ottawa, carica dalla quale si è dimesso nei giorni scorsi.

L’IMPEGNO DELLA NATIONAL GALLERY…

“Due mandati sono molti”, ha dichiarato Mayer circa i suoi 10 anni di direzione alla National Gallery del Canada. “Ho raggiunto ciò che speravo di ottenere. Sono particolarmente orgoglioso di aver aumentato l’attenzione sulla cultura indigena. Stiamo giocando un ruolo di guida nel mondo qui in Canada riconoscendo il valore dell’arte indigena”. Nel 2017 il museo ha presentato una grande mostra dal titolo Canadian and Indigenous Art: From Time Immemorial to 1967, in cui sono state esposte opere che raccontavano oltre 5mila anni di storia delle popolazioni del Canada. Nonostante le dimissioni di Mayer, nel paese nordamericano continua a essere vivo l’interesse nei confronti dell’arte indigena e Inuit: di recente i collezionisti Thomas Druyan e Alice Ladner hanno donato per un periodo di tre anni più di mille opere di artisti indigeni e Inuit alla MacKenzie Art Gallery di Regina, nella provincia canadese del Saskatchewan. Le opere – che fanno parte della Kampelmacher Memorial Collection of Indigenous Art – sono di artisti provenienti da tutto il Canada, tra cui la Nazione Mi’kmaw e le quattro regioni dell’Inuit Nunangat. “Thomas e Alice sono collezionisti visionari, che portano una rara sensibilità e desiderio di capire come i diversi artisti sviluppino le loro abilità, ha dichiarato Anthony Kiendl, direttore esecutivo del museo. “Capiscono inoltre che questa collezione coinvolgerà la prossima generazione di pubblici e studiosi, un impegno che condividiamo”.

…E NON SOLO

Il momento clou di questa temperie culturale che vede l’arte indigena al centro dell’interesse del mondo della cultura canadese combacerà con l’attesa apertura dell’Inuit Art Centre: un centro dedicato all’arte Inuit di oltre 3.700mq che conterà su una collezione di 13.000 pezzi di arte contemporanea e tradizionale, per un investimento pari a 65 milioni di dollari. Il progetto nasce dalla Winnipeg Art Gallery, creata nel 1937 ed uno dei più antichi centri d’arte del Canada. Con la nascita dell’Inuit Art Centre, la WAG continuerà a lavorare sui programmi educativi, tuttavia il nuovo spazio sostituirà del tutto il precedente. In concomitanza con l’apertura dell’Inuit Art Centre, inoltre, sarà inaugurata una biennale focalizzata sulle espressioni artistiche contemporanee delle popolazioni indigene canadesi, neozelandesi e australiane. La cultura delle minoranze etniche e l’impegno alla sua valorizzazione sono temi che il Canada ha scelto di presentare al pubblico anche alla prossima Biennale di Venezia, affidando il proprio Padiglione nazionale agli Isuma, collettivo guidato da Zacharias Kunuk e Norman Cohn, artisti di origine Inuit impegnati nel racconto e nella trasmissione della cultura della loro comunità attraverso i linguaggi della videoarte. Nel 2008 gli artisti hanno creato IsumaTV, il primo sito web al mondo dedicato all’arte Inuit, con oltre 6mila film e video in 84 lingue. L’archivio Igloolik Isuma, conservato alla National Gallery of Canada Library and Archives, con migliaia di ore di filmati grezzi e interviste agli anziani Inuit, raccoglie e tramanda la cultura delle comunità eschimesi.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.