Biennale di Venezia, Canada annuncia gli artisti della prossima edizione. È il collettivo Isuma

Si è da poco conclusa la 57esima Biennale di Venezia, ma già si parla della prossima edizione. Il Canada spiazza tutti e annuncia i nomi degli artisti rappresenteranno il Paese al Padiglione ai Giardini, nel 2019. Si tratta degli Isuma, collettivo di videoartisti di origine eschimese che porterà in Laguna la storia e le tradizioni del popolo Inuit.

Padiglione Canada, 2015. Canadassimo BGL art collective - Jasmin Bilodeau, Sébastien Giguère, Nicolas Laverdière, photo Valentina Grandini
Padiglione Canada, 2015. Canadassimo BGL art collective - Jasmin Bilodeau, Sébastien Giguère, Nicolas Laverdière, photo Valentina Grandini

Se nelle scorse settimane vi sarà sembrato “prematuro” il bando lanciato dalla Finlandia finalizzato alla selezione di progetti per il proprio padiglione nazionale in vista della Biennale di Venezia 2019 – proprio mentre la 57esima edizione della kermesse lagunare era ancora in corso –, resterete ancora più sorpresi nel sapere che una nazione ha già scelto gli artisti che la rappresenterà alla prossima Biennale, che sarà diretta da Ralph Rugoff, come già annunciato da Artribune. Si tratta del Canada, che ha annunciato di aver affidato il proprio padiglione agli Isuma, collettivo guidato da Zacharias Kunuk e Norman Cohn, artisti di origine inuit impegnati nel racconto e nella trasmissione della cultura della loro comunità attraverso i linguaggi della videoarte.

IL COLLETTIVO E LA SUA MISSION

Isuma, che in inuktitut – la lingua eschimo-aleutina parlata dal popolo Inuit in Canada – significa “pensare” o “essere in raccoglimento”, è un collettivo fondato nel 1990 da Zacharias Kunuk, Norman Cohn, Paul Apak Angilirq (1954-1998) e Pauloosie Qulitalik (1939-2012) per preservare e raccontare la cultura e il linguaggio del popolo Inuit in tutto il mondo. Nel 1985, Kunuk riceve una borsa d’artista dal Canada Council for the Arts per il video in lingua inuktitut From Inuk Point of View: Kunuk è il regista, Cohn il cameraman, Paul Apak l’editor e l’anziano Pauloosie Qulitalik la voce narrante. Nel 1990, il collettivo fonda la Igloolik Isuma Productions Inc. per produrre videoarte indipendente dal punto di vista degli Inuit. Nel corso dei dieci anni successivi, gli Isuma hanno contribuito alla creazione di NITV, un centro di arti multimediali Inuit, e di Artcirq, un gruppo di giovani circensi. Nel 2001, il primo lungometraggio di Isuma, Atanarjuat The Fast Runner, ha vinto la Caméra d’or al Festival di Cannes, mentre nel 2002, sia Atanarjuat che Nunavut (Our Land), una serie TV in 13 parti, sono stati proiettati a documenta 11 a Kassel. Nel 2008 il collettivo ha lanciato IsumaTV, il primo sito web al mondo dedicato all’arte indigena, con oltre 6mila film e video in 84 lingue. L’archivio Igloolik Isuma, conservato alla National Gallery of Canada Library and Archives, con le sue migliaia di ore di filmati grezzi e interviste con gli anziani Inuit, raccoglie e tramanda la cultura delle comunità eschimesi.

LA PRESENZA DEGLI ISUMA ALLA BIENNALE DI VENEZIA

La cultura delle minoranze etniche e l’impegno alla sua valorizzazione e trasmissione sono dunque i temi che il padiglione canadese ha scelto di presentare al pubblico della prossima Biennale di Venezia. “Dalla metà degli anni ’90, il collettivo Isuma ha sfidato gli stereotipi sui modi di vita nel Nord”, ha dichiarato Marc Mayer. “La partecipazione di Isuma a Venezia segna anche la prima presentazione di arte Inuit nel padiglione del Canada. Sono convinto che il mondo dell’arte internazionale sarà ispirato dalle intuizioni che il lavoro collaborativo di Kunuk e Cohn susciterà alla prossima Biennale”. “Nei nostri primi dieci anni di attività, intere famiglie hanno lavorato ai nostri film”, spiega Norman Cohn. “Centinaia di persone si sono riunite per portare nei nostri film abiti e strumenti fatti a mano, igloo e canzoni. La sopravvivenza collettiva dipende dall’arte di lavorare insieme per uno scopo comune, di mettere il gruppo davanti all’individuo. Speriamo di rappresentare questa visione della videoarte a Venezia nel 2019”.

– Desirée Maida

www.gallery.ca

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.